Inaugurazione de “Il giardino della mescolanza”. Giochi, musica, letture, doni, mostre per realizzare una comunità creativa e rispettosa degli altri e della natura

Martedì 4 giugno alle ore 15,00 s’inaugura presso il Centro Don Uva di Potenza “il Giardino della mescolanza” a chiusura del Progetto “Architettura della Follia” che ha visto impegnati gli alunni e le alunne del Liceo delle scienze Umane “Rosa Gianturco” e gli ospiti del Centro.

L’inaugurazione prevede giochi, musica, letture, doni, mostre ne “il giardino della mescolanza per creare una comunità creativa e rispettosa degli altri e della natura. Un evento pubblico aperto alla cittadinanza.

Chi ha intenzione di parteciparvi porti con sé un piccolo dono per scambiare affetto e amicizia.

A partire dalla conoscenza di aspetti architettonici di forte interesse, come il vecchio e abbandonato nosocomio, progettato dall’architetto Marcello D’Olivo, figura importante dell’architettura italiana, man mano gli studenti, insieme ad operatori e ospiti del centro, hanno scoperto le relazioni esistenti tra una struttura come il complesso del Don Uva, luogo di cura e “contenzione”, e il territorio negli aspetti umani, sociali, antropologici, scientifici e storici della cura.

A guidare nel percorso i partecipanti architetti, musicisti, artisti, psicologi, e operatori del centro per mettere in relazione, attraverso varie espressioni artistiche, spazi chiusi con realtà altre conviventi negli stessi luoghi, ma di fatto separati per dinamiche sociali, economiche o di esclusione.

Le attività comuni tra alunni e ospiti del centro Don Uva hanno riguardato l’arteterapia e la musicoterapia come forme espressive di interazione.

Tramite l’ “arte relazionale”, che si basa sulla partecipazione collettiva alla costruzione o alla definizione di un’opera, è stato realizzato un “giardino” in spazi aperti e abbandonati del complesso Don Uva.

“Il Giardino della Mescolanza” – ha dichiarato il prof. Francesco Scaringi, ideatore del progetto “Architettura della Follia”, nel rispetto delle dinamiche della vegetazione spontanea, si incentra intorno ad alcune parole chiave quali cura, dono, dialogo, accoglienza, che richiamano il lavoro collettivo effettuato rendendolo un luogo d’incontro con la natura.

Il “Giardino della mescolanza, – spiega l’arch. Gerardo Sassano che insieme ai colleghi dello studio “Volumezero Architecture & Landscape” ha coordinato il laboratorio di progettazione e realizzazione, s’ispira alle idee del grande paesaggista Gilles Clément, sperimentando un innovativo metodo di progettazione per prendersi cura di uno spazio in comune ricorrendo a principi quali il basso impatto, il riciclo dei materiali, l’autocostruzione e l’utilizzo di piante spontanee.

Il progetto “Architetture della follia e paesaggio urbano” è promosso dal Convitto “S. Rosa” di Potenza, a cura dell’Associazione Basilicata 1799 – Cittá Cento Scale Festival, che ne ha ideato il percorso formativo, con la collaborazione dell’opera Don Uva e lo studio di architettura del paesaggio Volumezero architecture and landscape; e rientra nel Piano Triennale delle Arti.
#Architetturadellafollia

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