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Tratto da:Onda Lucana by Ivan Larotonda
La serata in casa trascorre tranquilla fino a quando, dopo aver visto un’avvincente partita di coppa Italia, mi sono imbattuto nell’ennesimo programma anti populista. Pontificava, dall’alto della sua radical poltroncina simil-cartonata, il professor Monti. Il suo solo aprir bocca provocava un turbine di applausi: E giù a dare addosso ai protezionisti alla Trump, quest’ultimo definito addirittura fascista! Un altro che, ospite della trasmissione, è intervenuto a insultare chi cerca, in fondo, solo di difendere i posti di lavoro del suo popolo. Ma, la cosa migliore uscita fuori dal contesto di dottori, ovviamente non poteva che pronunciarla l’ex salvatore della Patria: Il quale ha sostenuto che Trump, divulgando il suo programma economico, non ha parlato a nome di un singolo stato ma dell’intera federazione che compone gli USA. I quali, dunque, possono permettersi di avere il loro mercato. In pratica si trattava dell’ennesimo invito a federare gli stati d’Europa. Dunque, secondo tale ragionamento: visione globalista senza frontiere, un certo De Gaulle non solo era populista, ma addirittura fascista! Perché propugnava un Europa delle Patrie. Libere e sovrane nazioni in amicizia tra loro. Ho spento la televisione e mi sono recato nella mia modesta biblioteca, a cercare un libro per il consueto ripasso prima di coricarmi. Scrutando i titoli dei volumi l’occhio mi cascava sempre sul medesimo
“I persiani” di Eschilo. Rileggendo quest’antico dramma storico, ho trovato sublime, come la prima volta che lo lessi, il sogno di Atossa, l’imperatrice madre. Nella notte che precedette la sconfitta persiana nella battaglia di Salamina, che segnò il tramonto definitivo dell’ambizioso progetto di suo figlio, il Re dei Re Serse, consistente nella conquista della Grecia, Atossa sognò due splendide fanciulle aggiogate al carro di suo figlio: una si chiamava Asia l’altra Ellade. Avevano entrambe un morso alla bocca ma, mentre una delle due, Asia, era docile alle briglie, l’altra, Ellade: “Relutta fiera, e con le man’ gli arnesi strappa del cocchio, e rompe a mezzo il giogo e senza freno lo trascina a forza.” É una allegoria del rovescio militare e politico che l’impero persiano si accingeva a subire. Ma c’era dell’altro in questo episodio così magistralmente reso dall’arte di Eschilo. I popoli europei non si fanno dominare da nessuno. Qui è nata la Repubblica, qui la democrazia, qui la libertà; questo ci dice il sogno di Atossa. La sconfitta gloriosa delle Termopili fu l’alba della vittoria finale di Platea e Salamina. Che gli anni di resistenza ai banchieri e speculatori di borsa, rappresentino l’alba della riscossa dei popoli di questo continente caduto in disgrazia? Intanto non fa male rileggere le gesta dei Nostri padri, é pur sempre meglio della TV.
Tratto da:Onda Lucana by Ivan Larotonda
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