POTENZA – I tempi di reazione da parte degli enti preposti al controllo continuano ad essere caratterizzati da una smisurata cautela. Un aspetto, quest’ultimo, che d’acchito conduce a pensare ad un’attesa ancora lunga prima di vedere bonificata l’area interessata dalla contaminazione provocata dall’attività produttiva del centro olio dell’Eni.

via Cova, ora diventa sito di rilevanza nazionale: ci sono volute 400 tonnellate di petrolio perse — La Nuova del sud – Notizie dalla Basilicata in tempo reale

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