Post n°88 pubblicato il 05 Giugno 2017 da claudionegro50

La CGIL fa l’offesa per i nuovo provvedimento sul lavoro occasionale ma non si capisce perché. Il suo problema era affermare che il lavoro occasionale è a mala pena tollerabile in ambito familiare, ed escluso in ambito d’impresa. L’abrogazione del Voucher è stato un trionfo. Certo, l’abrogazione è stata una scelta strumentale per evitare un referendum pericoloso (non per l’argomento in sé, ma per il contesto politico in cui si sarebbe inserito, come la CGIL sapeva perfettamente); del resto anche la CGIL sapeva benissimo che l’argomento del referendum era strumentale, e l’obiettivo era dare un’altra botta a Renzi.

Siccome però l’economia reale non è commissariabile dalla CGIL (quanta nostalgia per il Gosplan..!) il Governo ha ritenuto (giustamente) necessario introdurre qualche norma per regolare e tutelare il lavoro occasionale.

Ma, se io fossi la CGIL, prenderei realisticamente atto con soddisfazione che:

  • i tetti di reddito percepito per il lavoratore sono stati ridotti (5.000€)
  • il tetto spendibile per ogni utilizzatore viene ridotto a 5.000€
  • il massimo percepibile dal lavoratore per ogni utilizzatore viene ridotto a 2.500€
  • le aziende con più di 5 dipendenti non possono più fare ricorso al lavoro occasionale (o alle sue forme legittime…)
  • aziende sotto i 5 dipendenti e famiglie potranno utilizzarlo ma solo passando attraverso un portale INPS, pagando a parte i contributi alla Gestione Separata INPS e all’INAIL. Prima, attraverso l’acquisto del Voucher, questo obbligo era automaticamente assolto. Adesso occorrerà il commercialista. E vai, un po’ di adempimenti burocratici in più..!
  • Last but not least: niet voucher per le imprese over 5. Si era proposto: vietiamolo per i lavoratori che sono sotto contratto con l’azienda utilizzatrice… Troppo poco! Almeno leviamo i vincoli di età al contratto a chiamata… Jamais!

Eppure la CGIL è insoddisfatta e annuncia il ricorso alla Corte Costituzionale (una specie di TAR del Lazio dei ricchi..?), D’Alema e gli altri puffi a sinistra del PD minacciano la crisi di governo (ma dopo aver dichiarato che avrebbero fatto scudo col loro corpo al governo Gentiloni non è un argomento un po’ esile quello dei voucher per mandarlo a casa?)

Due considerazioni: primo, l’abbattimento dei tetti di utilizzo e le limitazioni all’uso dei voucher per le aziende erano già ampiamente proposti ed applicabili senza bisogno di sopprimere l’imputato. In sostanza, come più volte detto, si poteva intervenire con correttivi sugli utilizzi distorti del voucher senza bisogno di abolirlo. Secondo, e più problematico: è proprio il concetto di “occasionale” che fa venire la dermatite a Camusso e Speranza. Nella poderosa visione della politica che piega l’economia alla propria demiurgica volontà non c’è posto per ciò che non sia stato consapevolmente programmato: da qui l’esigenza di vincoli strettissimi, complicati e costosi e di un controllo occhiuto che la vita reale non prenda iniziative autonome.

Ma, e insisto, se l’obiettivo era di rendere indigeribile il lavoro occasionale, è stato sostanzialmente raggiunto. Certo, le famiglie e (con qualche difficoltà in più) le aziende prenderanno una vecchia e conosciuta scorciatoia: il lavoro nero. Ahimè, la vita reale si riprenderà le sue iniziative, ma almeno la dermatite di Speranza e Camusso sarà debellata.

Fonte:http://blog.libero.it/claudionegro/13533940.html

 

 

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