CANCRO A RIONERO E DINTORNI:
LA DECIMAZIONE CONTINUA TRA L’INDIFFERENZA ISTITUZIONALE E L’OMERTA’ DEI CITTADINI…

Tratto da:Onda Lucana by Franco Loriso

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Ci state uccidendo, ma lo sapevamo da tempo.
I morti per il male oscuro, che poi, tanto oscuro, non è, visto che è sotto gli occhi di tutti, il vero e proprio degrado che, giorno dopo giorno, si sta impadronendo del territorio di Rionero e dintorni.
Uno scenario allucinante, montagne sventrate, ciminiere di polveri grigie che spesso oscurano le verdi praterie del Vulture, portando con loro terrore e morte.
Con gli ambientalisti, inermi, che tanto per sparare qualche cazzata, si sono preoccupati di ridipingere le pareti esterne di edifici pubblici…

A Rionero, si continua a morire di cancro… tra l’indifferenza collettiva.
Eppure ci aspettavamo qualche reazione di una popolazione (scusate la rima!) che nel passato ha fatto delle lotte sociali il suo emblema. Ma, si sa cambiano i tempi e ci si abitua a chinare il capo al cospetto delle angherie… Qualche tempo fa, l’ex sindaco di Barile, Peppino Mecca, si è visto riprendere dalla Corte dei Conti, per aver pubblicato un libro-denuncia sull’aumento delle malattie tumorali nell’area nord della Basilicata.
Questo è quello che capita a chi cerca in qualche modo di uscire dal gregge dei pecoroni?

E allora, se condannano un sindaco a restituire i soldi per un’arma di difesa contro le angherie degli untori della nostra era, cosiddetta moderna, figuriamoci se un semplice cittadino si permette di rischiare. E così, nella zona del Vulture-Melfese, si muore di cancro, tra l’indifferenza generale.
Di tanto in tanto, arriva una statistica che stabilisce che siamo soltanto delle cifre, quelle che non hanno nè anima e nè corpo.
Peccato, però, che i numeri degli studi non coincidano mai con le croci… piantate dai parenti affranti dal dolore.
Vergogna e poi vergogna. Si scopre che il Comune di Rionero abbia acquistato la vecchia ed obsoleta struttura della vetreria di Rionero, sequestrata dopo un mio articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno dove denunciavo che si trattava di una vera e propria bomba ecologica!

Vergogna e poi vergogna. Si scopre che per esempio, il termodistruttore Fenice inquinava prima ancora che andasse a pieno regime…
Cazzo ci siete arrivati. Ma, quando il sottoscritto denunciava questo, dalle colonne de La Gazzetta del Mezzogiorno o dall’emittente Telecento, venivo tacciato di essere fondamentalista… di voler creare allarmismo tra la popolazione, nonostante fosssi in possesso di studi e ricerche … commissionati dall’allora sindaco di Lavello, Luigi Lomio che denunciavano già da allora la dannosità che avrebbe portato l’installazione di un termodistruttore del calibro di Fenice.

Oggi, che la frittata è fatta, eccoli i santoni della falsa trasparenza, ironia della sorte, sono proprio gli stessi che all’epoca delle nostre denunce ricoprivano nelle varie sedi regionali, provinciali e comunali, incarichi istituzionali che avrebbero potuto fermare lo scempio e l’autentica strage di innocenti!
Ma, un minimo di dignità, di coscienza, ce l’hanno per ammettere gli omicidi oppure sono annerite con il fumo nero delle ciminiere?

Tratto da:Onda Lucana by Franco Loriso

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