-di MATTEO VISMARA-

Rosatellum! Sembrerebbe un nome adatto ad un vino d’annata! Quello che evidentemente qualcuno ha bevuto quando ha pensato di scrivere questa ennesima legge elettorale che, a prima vista, sembra escludere il popolo cosiddetto sovrano dalla partecipazione e dalla sacrosanta decisione di scegliersi i propri rappresentanti. Avrei preferito le tanto vituperate preferenze.

Nasce male il Rosatellum: con una legge votata per fiducia che non permette una discussione ed una più ampia maggioranza.

Nasce in fretta il Rosatellum: sempre così è inutile ripetere che dalla storia non si impara proprio nulla.

Allora come si potrebbe almeno arginare il danno?

Forse cominciando a capire che l’unica soluzione VERA a questa situazione di dilettantismo e di cabarettismo politico sarebbe davvero la selezione della classe dirigente e dei parlamentari.

È sotto gli occhi di tutti che , questi giovani e rampanti deputati non siano stati in grado e all’altezza di poter governare un periodo difficile e turbolento come questo, che avrebbe richiesto solida preparazione e tendenza alla riflessione e al dialogo.

Nel 2013 più del 50% del Parlamento è stato rinnovato con volti nuovi definiti giovani e freschi e pieni di voglia di fare! Mi ricorda un po’ l’effetto Lega del 1992.

Non mi sembra che la maggior parte di questi nuovi entrati abbia dimostrato serietà e competenza: strafalcioni, ignoranze geografiche, arroganza d’ antisistema e non da ultimo, nella foga barricadera finire per arringare folle convocate da altri.

Questo povero Di Battista, questo povero Di Maio.

Noto di frequente che, anche nelle trasmissioni che si occupano di politica, si insinua un certo snobismo e superiorità di comici, giornalisti e politici verso i 5 stelle.

Vorrei che non si commettesse l’errore di trasformali in vittime e perseguitati con la conseguenza che la “pietà” potesse premiarli nel segreto dell’urna elettorale.

Quindi più che cambiare la legge elettorale bisognerebbe ripensare a come crescere una classe dirigente che possa davvero affrontare i molteplici ed elefantiaci problemi che questo paese ha sulle spalle da decenni e che si sono acuiti in modo esponenziale negli ultimi periodi.

L’imbarbarimento culturale poi ha aiutato a disgregare gli ultimi rimasugli di buon senso permettendo alla mediocrità di arrivare a ricoprire ruoli di gestione e progettualità.

È una situazione amara. Mi ricordo un vecchio spot pubblicitario che diceva “L’amarissimo che fa benissimo”. Peccato che ormai è rimasto solo l’amarissimo in bocca. È tutto ciò lo paga il popolo italiano, il quale però ha le sue belle responsabilità.

Questo Paese ha bisogno di un sussulto di Dignità.

E di riprendere temi come la solidarietà, di riscoprire la sobrietà, il buonsenso e la capacità di essere persone umili e laboriose per il bene comune.

Spero non sia una speranza vana ma mi auguro che fra qualche anno non si debba davvero consegnare a chi verrà, un paese ormai distrutto e senza speranza.

Auspico che si possa aprire in tal senso una riflessione seria, ma perché accada questo bisogna prenderne atto subito!

Riusciranno i nostri “eroi”a prenderne atto? Ai posteri l’ardua sentenza.

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