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Immagine tratta da web.

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

TIMP’ BELL’ ‘NA VOT’…! (TEMPI BELLI UNA VOLTA…!)

Tempi grami una volta.
Eppure “si stava meglio quando si stava peggio”!
Quando, anche nella povertà, contenti eravamo!
E quando
la sicurezza, la tranquillità e la pace
dappertutto, indisturbate, regnavano!
Poco, molto poco avevamo, eppure felici eravamo!
Solo l’essenziale avevamo (e per alcuni anche quello scarseggiava….)!
Di giocattoli neanche se ne parlava.
Per strada sempre giocavamo, con qualcosa che noi stessi costruivamo.
La frutta esotica non esisteva (oppure da noi non arrivava….)
e quella non esotica, poca e solo di stagione.
La si desiderava con tanta aspettazione.

Nei nostri piccoli paesi, negli anni 50 del secolo scorso
non c’era quasi niente: libi, giornali, radio, televisione, ecc…
Il cinema arrivò, ma ogni tanto e solo qualche sera.
E non per tutti, ché il biglietto per entrare,
per la povertà che imperava, era alquanto caro.

In quegli anni grami, anche una bicicletta usata era un miraggio!
Noi bambini ad andare in bicicletta imparavamo
quando ad avere quella di qualche parente adulto riuscivamo.
Facevamo, dapprima, la mezza pedalata e poi quella intera.
Con grande difficoltà, perché le biciclette erano solo da uomini ,
avevano, cioè, in mezzo il telaio, per cui non bambini potevamo
stare solo al di sotto dello stesso e pure in piedi,
perché le biciclette per noi erano molto grandi.

Finite le “elementari”, chi non veniva, per necessità
destinato a lavorare, poteva continuare a studiare.
Però ci si doveva in un paese vicino tutti i giorni, a piedi recare.
Era faticoso, ché lunghi sentieri per tratti fangosi e per altri ciottolosi,
in discesa ed in salita (*) si dovevano affrontare
e torrenti, per noi in certi tratti vorticosi, con acrobazie superare!

Era faticoso, ma siccome eravamo in tanti
e quindi in compagnia ed in allegria, contenti lo stesso eravamo.

Giocando, spesso lasciavamo la via maestra
e su per le colline di Genzano ci arrampicavamo.

Colline che per noi erano montagne scoscese.

In certi giorni, quando la fame si faceva di più sentire,
qualche vigna invadevamo,
afferrando alla svelta e mangiando qualche grappolo d’uva
o qualche altro frutto gustoso dell’autunno generoso!

Allora la vita era molto dura un po’ per tutti.
Per i nostri padri e le nostre mamme, specialmente,
ché tutti i lavori a mano dovevan fare
e spesso per lavorare lunghi ed aspri tratti di vie campestre dovevan fare.
Ed al ritorno, a sera, spesso anche un fardello
sulle martoriate spalle dovevan portare!!!

Allora cera tanta povertà, ma c’era pure tanta solidarietà:
comprensione, amicizia spontanea, canti in compagnia e famiglie allargate!

Ma, sopratutto, la vita era semplice e sicura.
Negli anni 50-60 della mia fanciullezza e della mia gioventù,
spesso la casa incustodita lasciavamo
con porte e finestre spalancate, senza che nessuno toccasse mai niente!

Oggi, al contrario, ogni genere di crimine subiamo,
che dappertutto dilaga e la vita ad ognuno rende insicura.
Anche se in casa ci barrichiamo con porte e finestre blindate,
vittime di furti ugualmente siamo
e spesso anche con massacramenti ed ammazzamenti!!!

Perciò, a ragione, noi anziani, che il paragone possiamo fare,
a gran voce gridiamo
“SI STAVA MEGLIO, QUANDO SI STAVA PEGGIO….!!!!

Funo di Argelato, 16 marzo 2014, ore 19,04, in via Bellini, 4

(*) ed in salita: e che salita, specialmente nel tratto sotto Genzano vecchio!

Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna

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