Immagine tratta da repertorio web
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Tratto da:Onda Lucana®by Francesco Castelgrande

In Italia ormai è in pericolo la democrazia e questo clima può ingenerare turbative sociali. Ogni giorno viene stracciata la Costituzione(la più bella del mondo) che tutti ci invidiamo. La Carta Costituzionale, ancora non del tutto applicata è stata modificata e stravolta solo per raggiungere fini e scopi di parte. Ormai noi cittadini non possiamo più scegliere le persone che di rappresentano nei due rami del Parlamento ed ultimamente non possiamo più scegliere la nostra Organizzazione Sindacale per tutelare i nostri diritti-doveri.

Ci viene tutto imposto da forze corporative trasversali fra loro e che si arrogano il diritto di rappresentarci anche se non gli diamo alcuna delega. Nell’ultimo caso dei sindacati si viola l’art. 39 della Costituzione in spregio alla libertà e all’indipendenza conquistata con le lotte e con il sangue. Il suddetto articolo 39 recita: “L’organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.

E` condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce”.

Oggi invece, con la firma dei contratti dei Pubblici Dipendenti, si è stabilito che i sindacati se non sono firmatari di contratto non possono rappresentare i lavoratori perché non possono partecipare ai tavoli di contrattazione. Già nel recente passato c’è stata una sentenza della Corte Costituzionale n° 231/13 nella quale la Consulta afferma essere anticostituzionale la previsione di discriminare le OO. SS. che, dotate della richiesta rappresentatività e partecipanti al tavolo per la definizione del contratto, non abbiano condiviso il testo contrattuale.

Paradossale perché la sentenza richiamata è frutto di un’azione legale promossa dalla FIOM e dalla confederazione CGIL , quella stessa confederazione che oggi, al pari delle altre, su questo tavolo nega il diritto che lei stessa ha invocato, applicando il principio dei due pesi e due misure, alla faccia della tanto sbandierata democrazia. Una democrazia a senso unico quella di alcuni sindacati su cui un po’ tutti dovrebbero riflettere.

Tratto da:Onda Lucana®by Francesco Castelgrande

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