Tratto da:Onda Lucana® by Pino Colaiacovo 

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Nicola Gratteri Procuratore della Repubblica di Catanzaro

Storicamente   la Basilicata è stata ritenuta una regione immune da fenomeni mafiosi o di grande criminalità organizzata, la sua marginalità economica e politica l’aveva  preservata per lungo tempo dall’aggressione delle organizzazioni criminali di stampo mafioso.

E’ solo negli anni novanta, con l’arrivo nella Regione della Fiat a Melfi, dei distretti industriali in provincia di Matera, degli aiuti comunitari, il turismo e… infine il petrolio che  accrescono e modificano  il ruolo  della Lucania nel panorama  nazionale, che si aprono gli appetiti delle mafie ed in particolar modo della ndrangheta.

Il primo insediamento della Ndrangheta nella nostra regione avviene negli anni novanta, nel carcere di Melfi, dove si trovano reclusi alcuni affiliati alla mafia Calabrese. Nel penitenziario Melfese vengono costituiti i primi LOCALI di ndrangheta ( è il luogo dove si svolgono le riunioni degli affiliati e che comprende più ndrine o famiglie mafiose della stessa zona geografica). Nel corso degli anni i componenti dei locali saranno conosciuti come “Basilischi.

Basilischi che ben presto si affermano come quinta mafia Italiana ( cosi la definisce il sole 24 ore in un reportage del 2008 ) e che hanno come capo  Gino Cosentino detto “faccia d’angelo”.

Dodici anni dopo la costituzione dei primi locali di ndrangheta arrivano le prime sentenze di condanna   a    carico degli affiliati. Vengono condannati   per associazione a delinquere di stampo mafioso 26 appartenenti alla ndrangheta lucana per complessivi 242 anni di carcere.

Nella sentenza di condanna del Tribunale di Potenza, si racconta di una mafia violenta, radicata, che fa proseliti e raccoglie consensi, collusa con il potere politico, protesa verso i centri massonici occulti e pronta a spartirsi i ricchi affari che nascono dai finanziamenti comunitari e pubblici.

“E’ una sentenza storica, dichiara il sostituto procuratore antimafia di Potenza Montemurro, che dimostra come la mafia lucana abbia un proprio profilo, un proprio radicamento sul territorio e che ha emulato anche nei riti di affiliazione   la ndrangheta calabrese”.

In quegli anni, un prete coraggioso, Marcello COZZI , esponente di Libera pubblica un libro sulla Mafia Lucana , dal titolo eloquente: quando la Mafia non esiste. che torna improvvisamente alla ribalta, dopo gli ultimi avvenimenti della storia di Elisa Claps. L’autore, tra le tante trame mafiose di cui tratta, ricostruisce attentamente tutti i retroscena avvenuti durante e dopo la scomparsa di Elisa, contestualizzandoli nel sottobosco di una cultura mafiosa sempre più viva e operativa. Il libro descrive un mondo particolare dei tanti affari e malaffare che la mafia della Basilicata ha intessuto negli anni.

Nel suo libro Don Marcello COZZI, si sofferma anche sulle tante “distrazioni” e sottovalutazioni della stampa locale e della magistratura.

Tratto da:Onda Lucana® by Pino Colaiacovo 

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