DIVISUM

Tratto da:Onda Lucana® by Ivan Larotonda

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Immagine tratta da Web

Avviso ai lettori: non si parlerà del pancreas divisum, l’anomalia congenita di quest’organo che presenta le due componenti embrionali del dotto pancreatico ancora separate in ventrale e dorsale, ma di qualcosa che comunque ha delle forti assonanze con questo esempio medico. E difatti di medicina, ma non pancreatica bensì mentale si dovrebbe parlare quando si vuole esaminare la situazione sociale dell’Occidente che a questo punto dovremmo definire con un neologismo “occidentato”, in buona sostanza nient’altro che sinonimo di incidentato, o ancor meglio come una crasi fra tramontato (occidente vuol dire tramonto) e disastrato.

E dunque il male pare essere la divisione, lo scontro, altro che dialettica egheliana che eleva lo spirito nel corso del suo cammino lungo la storia, verso l’assoluto un corno! Quale unità abbiamo raggiunto? Qui le contorsioni di meningi sono sfociate, dopo quasi tre millenni di speculazione, in cronicità meningitiche culturali: E’ come la terribile malattia che divora il cervello con le febbri, così siamo stati divorati dalla nostra eccelsa capacità di astrazione. Per cui laddove tutto è sottoposto all’indagine nulla resta certo.

E dunque la divisione si è fatta strada e ha scavato burroni invalicabili, laddove ad una eguaglianza tra le classi sociali, sempre perseguita dagli stati dell’occidente Mediterraneo arcaico-classico, europeo-nordamericano, si è contrapposta una terribile, dolorosissima divisione in fazioni cosiddette politiche. Nient’altro che un modo diverso di separare i popoli dall’interno col precipuo scopo di frenare la concordia della Res Publica. Lo dice Cicerone nel suo capolavoro politico: “ De republica”, che l’unità tra le classi era stata minata e distrutta dal lavoro dei tribuni più famosi, i Gracchi.

Portatori delle istanze della classe emergente, borghese, cozzanti con le antiche istituzioni; e la separazione ebbe inizio. La creazione dei partiti sono dunque la fine dell’unità: ad essa si contrappone, come rimedio, un altro male ancor peggiore, le dittature del partito unico! E’ inutile, la bilancia penderà sempre tra l’assolutismo e l’oclocrazia sfociante nell’attualissima atomizzazione dei diritti, tutti vogliono tutto; in questo modo però nessuno è in grado di realizzare nessuno dei diritti, o meglio si distribuiscono piccoli bocconi a molti ma col solo risultato di affamare moltitudini. Allo stato attuale niente potrà salvarci dalla divisione e l’unica realtà assolutizzante è il mercato, il Dio che ha preso il posto della divinità. Dinanzi al mercato tutti tacciono, tutti cercano l’unità, il mendace paradiso, l’arcadia perduta spergiura e divoratrice dei veri diritti, quelli collettivi.

Andate pure a fracassare le città invocando un antifascismo che in mancanza di reali minacce alla libertà non è nient’altro che il servizio alla divisione, a quello che avevamo imparato fin da fanciulli, quel dividi et impera, che praticano da dietro le quinte i padroni di quest’angolo di mondo un tempo chiamato Romània, (e non mi riferisco alla nazione latina dell’est ma alle terre dell’unità romana), i veri profittatori delle violenze, odiatori dell’umanità che hanno fomentato la nascita dei mostri del novecento, il nazi-comunismo. Cercate quelli, come veri dittatori, se volete un mondo libero, per davvero.

Tratto da:Onda Lucana® by Ivan Larotonda

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