“La buona scuola”- Capitolo 6°

Tratto da:Onda Lucana® by Mat Vulture

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Immagine tratta da web

A due anni  dall’entrata in vigore della legge 107/2015 ( assegnazione Bonus Insegnanti) la quasi totalità delle scuole ha  provveduto ad assegnare il  premio per la valorizzazione del merito della funzione docente.

Sono stati nominati i comitati di valutazione ( i componenti, in genere sono coloro che fanno parte dello staff dirigenziale) con il compito di individuare  i criteri di assegnazione che debbono tener conto della “qualità dell’insegnamento“, del “contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica, nonché del successo formativo e scolastico degli studenti“.

Inoltre si parla dei risultati ottenuti per il “potenziamento delle competenze degli alunni”, dell’innovazione didattica e della metodologia e la sempre presente “diffusione di buone pratiche didattiche“.

Come fare dunque a stilare criteri oggettivi che devono misurare certe attività il cui prodotto finale non si può certo misurare con un numero dal momento che sono riferibili a una  realtà immateriale?

I criteri e le griglie di valutazione, organizzate secondo criteri oggettivi (aumento di ore di lavoro non retribuite), offrono comunque un certo orientamento ma come si fa a misurare il potenziamento della competenze, oppure il successo formativo e scolastico? Una classe è buona se gli studenti sono tutti promossi, se sono contenti, se collaborano con i docenti?

E allora nel contesto della “scuola che deve apparire, che deve produrre e dimostrare” sono comparsi e hanno prevalso i dati documentabili come ad esempio la partecipazione ai progetti ministeriali, degli enti locali, d’istituto, a quelli proposti dai consigli di classe o chi ha coordinato le visite d’istruzione( attività che nel contesto delle vecchie finalità scolastiche sono state sempre svolte ma mai documentate .

Sicuramente sono premiati coloro( staff dirigenziale)che sono impegnati nell’organizzazione interna, i coordinatori( di classe, di dipartimento, di commissioni, funzioni strumentali(già retribuiti),uffici tecnici, corsi di recupero ecc., e, non da ultimo, l’indice di gradimento del docente.

Tenuto conto della riforma scolastica, in cui la didattica è stata sostituita dalla burocrazia, dalla buro-gerarchia, emessa dalla serie di Ministri succedutisi al governo( presumo che nessuno di loro abbia mai messo piede in una classe di 25 alunni in media), che coinvolge tutte le discipline e dunque tutti  docenti( gli esclusi dallo staff lavorano gratuitamente) non vedo questa buona scuola cosa ha prodotto di buono e quali sono le novità che hanno determinato questo cambiamento radicale.

Anzi, la quotidianità ci insegna come l’istruzione, l’educazione e il rispetto della persona e delle istituzioni nono  stati sostituiti da una  scuola che valorizza e ricompensa solo chi applica la  didattica ministeriale.

Inoltre, l’attuazione della 107 si è rivelata controproducente perché ha prodotto effetti  ancora più gravi : aumento della competizione individuale tra gli insegnanti, comparsa di una gerarchia inutile e rischio di uniformare la didattica alla produzione aziendale.

Io, quale docente, era stato inserito in ruoli marginali che non rientravano nei criteri individuati dallo staff e per dignità personale, mi sono escluso da tutti gli incarichi, mi sto dedicando esclusivamente ai miei alunni, ai loro bisogni sia scolastici che personali, curo maggiormente i rapporti con le famiglie e dedico più tempo alla programmazione e agli interventi individuali di cui essi necessitano. Mi sento molto più realizzato e vivo.

Tratto da:Onda Lucana® by Mat Vulture

 

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