Da Associazione COVA Contro

Prima di pubblicare le immagini abbiamo avvertito le autorità competenti, senza avere risposte sino ad oggi. I primi giorni di febbraio durante una ricognizione abbiamo notato questa anomala chiazza rossa che si estendeva per decine e decine di metri lungo il bordo interno a ridosso del muro dell’invaso di Senise, e si protraeva anche verso il centro dello specchio d’acqua.

L’area coincide con il medesimo punto di prelievo del 2015, quando documentammo ed analizzammo un anomalo flusso di acqua rossastra ed iridescente sempre a ridosso del muro dell’invaso di Senise, lato interno, ed allora le analisi rilevarono contaminazione da manganese e solfati e consistenti tracce di nichel ed idrocarburi. 

In più abbiamo richiesto ad un nostro tecnico di fiducia di acquisire immagini satellitari della diga in quel periodo, ed anche i satelliti Sentinel 2 e Landsat 8 hanno ravvisato anomalie di ignota origine in diversi punti dell’invaso, nell’arco temporale tra fine gennaio e metà febbraio, oltre che in quello da noi documentato nella gamma del visibile. Anomalie evidenti anche nel punto di innesto Sinni e fino al viadotto stradale oltre che nel centro invaso.

I dati raccolti con Sentinel 2 (sensore ottico multispettrale) denotano per esempio per il 7 febbraio, giorno delle nostre riprese, una distribuzione di “anomalie superficiali” che continuano anche il giorno 9. Le anomalie saranno rilevate in seguito anche dal sensore SAR del Landsat ( sotto allegate in pdf ). Le anomalie potrebbero essere causate da numerosi fattori: detriti, sedimenti spostati dalla corrente, scarichi, alghe, inquinanti, banchi ittici, nonostante in quei giorni permanesse ancora la siccità. Tuttavia ciò evidenzia l’importanza e la strategicità dell’utilizzo delle tecnologie spaziali per i monitoraggi ambientali, questione sulla quale da anni stimoliamo le istituzioni ma senza risultati.  L’accesso a satelliti più avanzati ed a pagamento, permetterebbe il restringimento delle ipotesi, ma questo sarebbe onore degli enti deputati. Ci sono le tecnologie, i fondi, gli esperti per la lettura dei dati eppure questi occhi dall’alto che vedono con tante lenti e canali diversi non vengono usati come invece viene fatto all’estero, perchè? Secondo il principio di adiacenza, 1 pixel di queste immagini satellitari corrisponde a 10 metri, quindi parliamo di grosse anomalie nello specchio d’acqua, anomalie causate dalla mancata penetrazione nell’acqua del raggio infrarosso del satellite: cosa lo ha bloccato in superfici così estese?

 

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