Il governo britannico che ha scelto con Brexit l’uscita dall’Ue chiede al vertice europeo dell’Unione di richiamare l’ambasciatore Ue in Russia. E il vertice dei capi di stato e di governo dell’Unione Europea, riuniti a Bruxelles, ha accolto la proposta britannica. Il diplomatico sarà richiamato per un mese per consultazioni.

Londra quindi forza la mano e aumenta la tensione diplomatica con Mosca. Scrivevamo alcuni giorni del paradosso britannico perché il governo di Theresa May ha chiesto all’Ue l’imposizione di sanzioni sull’Iran.

Ora Downing Street ci riprova con Bruxelles sulla questione dell’affaire Skripal. E ancora gli inglesi ci ripropongono lo stesso paradosso. Com’è possibile che un Paese che ha votato a giugno 2016 l’uscita dall’Unione Europea e ha annunciato a marzo 2019 la fine della sua appartenenza all’Unione, ora chieda all’Ue di perorare la causa richiamando l’ambasciatore? Che è segnale di una volontà di interrompere le relazioni diplomatiche.

Probabile che Londra abbia giocato la carta dell’Ue per avere un appoggio più forte di quello che ha finora ottenuto. Per esempio, solo Francia e Germania hanno espresso pubblicamente la loro solidarietà alla Gran Bretagna. L’Ue diventa il paravento dietro cui possono nascondersi gli Stati che non hanno preso posizione, tra cui l’Italia.

via Russia Gb: l’Ue nelle mani di Londra? — Notiziario Estero

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