Sabato 24 marzo sono stati eletti i nuovi presidenti di Camera e Senato, e sono Roberto Fico (esponente del Movimento 5 Stelle) per la Camera, e Maria Alberti Casellati (esponente di Forza Italia) per il Senato e prima donna ad essere eletta alla seconda carica dello Stato.

 Il presidente della Camera e il presidente del Senato sono le più importanti cariche dello Stato dopo il Presidente della Repubblica e quello del consiglio: sono rispettivamente la terza e la seconda carica dello Stato. Da anni lo stipendio dei parlamentari è portato come oggetto di discussione e la sua riduzione viene inserita nelle promesse elettorali e in programmi di governo, ma spesso si danno indicazioni approssimate e non si guardano le cifre esatte.

Dal punto di vista formale e legislativo, i politici (e quindi anche i presidenti di Camera e Senato) rientrano nella categoria dei dipendenti pubblici; è del 28 Maggio 2017 la sentenza 124/2017 con la quale la Corte costituzionale respinge le questioni sulla illeggittimità costituzionale del limite retributivo e del divieto di cumulo della pensione. Le questioni erano state presentate dal Tar Lazio già nel 2015 dopo aver raccolto i ricorsi di 11 magistrati contabili e 9 giudici del Consiglio di Stato.

Con la sentenza, la Consulta ha quindi promosso il limite massimo di 240mila euro lordi annui per gli stipendi dei dirigenti pubblici. Il limite massimo del compenso ai dipendenti pubblici è stato introdotto dalla manovra Monti del 2011 e dalla legge di Stabilità del 2014 con una “finalità di contenimento e complessiva razionalizzazione della spesa, in una prospettiva di garanzia degli altri interessi generali coinvolti, in presenza di risorse limitate”.

Nella sentenza la Consulta ha scritto che il limite dei 240mila euro lordi anni “non è inadeguato, in quanto si raccorda alle funzioni di una carica di rilievo e prestigio indiscussi”. Quindi “non svilisce l’apporto professionale delle figure più qualificate, ma garantisce che il nesso tra retribuzione e quantità e qualità del lavoro svolto sia salvaguardato anche con riguardo alle prestazioni più elevate”.

Questo limite si applica quindi anche al Presidente della Repubblica, così come ai presidenti del Senato e della Camera dei Deputati.

240mila euro è un tetto massimo, ma per capire quanto guadagnano effettivamente i due presidenti, è necessario suddividere lo stipendio mensile e calcolare a quanto ammonta il compenso annnuo.

Indennità di parlamentare

Come tutti i politici italiani, anche i due presidenti di Camera e Senato percepiscono un’indennità di parlamentare per il ruolo ricoperto e prevista dall’articolo 69 della Costituzione. L’indennità vuole garantire il libero svolgimento del mandato elettivo e ammonta a 5.000 euro netti mensili.
La somma è determinata a partire dall’importo lordo di 10.435 euro, sul quale vengono calcolati gli importi di pensione, assegno di fine mandato, assistenza sanitaria integrativa e Irpef.

La diara

Accanto all’indennità di parlamentari, i due presidenti percepiscono una diaria riconosciuta come rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Il 27 luglio 2010 l’Ufficio di Montecitorio ha ridotto la diaria mensile a 3.503,11 euro. A questa somma vengono tolti 206,58 euro per ogni giorno di assenza.

Rimborso spese

Il rimborso per il presidente della Camera è pari a 3.690 euro mensili e comprende diverse voci di spesa dette “spese di mandato”: collaboratori, consulenze e ricerche, gestione dell’ufficio, utilizzo di reti pubbliche di consultazione di dati, convegni e sostegno delle attività’ politiche. Le spese di mandato per metà devono essere giustificate, mentre per l’altra metà sono corrisposte comunque, a forfait.

Per il presidente del Senato ci sono invece due rimborsi, oltre alla diaria: il primo è forfettario e ammonta a 1.650 euro, il secondo è il rimborso per l’esercizio del mandato ed è di 4.180 euro: per metà è forfetario, per metà deve essere giustificato.

Indennità d’ufficio

Ai presidenti della Camera e del Senato si aggiunge l’indennità d’ufficio, cioè lo stipendio che viene aggiunto a quello di parlamentare per il fatto di ricoprire quel particolare ruolo. L’indennità d’ufficio ammonta a poco più di 4.200 euro per entrambi i presidenti.

Quanto guadagnano i due presidenti

Sommando le singole voci di compenso, i Presidenti di Camera e Senato percepiscono poco più di 16.000 euro al mese. Se moltiplichiamo questa cifra per i dodici mesi annuali, si calcola un totale annuo di quasi 197 mila euro, una somma quindi al di sotto del limite dei 240 mila euro imposto per legge.

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