IRCCS_-_CROB_Rionero-wikipedia.jpg

Da Associazione Cova contro – 3 aprile 2018

Grazie allo studio del Dott. Antonello Russo, si sono potuti ricavare partendo da dati ISTAT, dati statistici precisi ed aggiornati sulla mortalità fino al contesto comunale in rapporto non solo al tasso di mortalità nazionale, ma anche a quello europeo. In passato il Dott. Russo ha già svolto analogo lavoro sulla Puglia, con l’associazione Peacelink. Oltre alle tabelle sotto allegate ed all’articolo completo disponibile qui o in calce all’articolo, si può affermare che:

“… Relativamente all’analisi per cause di decesso nel periodo 2012-2015, si evidenzia, rispetto al riferimento nazionale, un eccesso di moralità statisticamente significativo:

– nelle malattie endocrine, nutrizionali e metaboliche (+27,6% per gli uomini e +36,6% per le donne);
– nelle malattie dell’apparato digerente (+20,2% negli uomini);
– nelle malattie dell’apparato genitourinario (+12,2% nelle donne);
– nelle malattie del sistema circolatorio (+7,8% per gli uomini e +11,6% per le donne);
– nelle cause esterne di traumatismo e avvelenamento (+11,5% nelle donne).
La mortalità per tutte le cause sull’intero periodo 2012-2015 appare invece in linea rispetto al riferimento nazionale.
 
Si evidenziano inoltre gli eccessi di mortalità in alcune specifiche singole cause di decesso, in quanto non emergerebbero ove si avesse a considerare solo il gruppo della causa di morte cui appartengono.
Eccessi di mortalità statisticamente significativi si riscontrano quindi, sempre nel periodo 2012-2015 rispetto al riferimento italiano:
– fra le malattie infettive e parassitarie, alla voce “epatite virale” (+41,7% negli uomini e +42,6% nelle donne);
– fra i decessi per tumore, nelle specifiche sedi tumorali: per i maschi nei tumori maligni del fegato e dei dotti intraepatici (+11,2%) e della laringe (+50,6%); nelle femmine per i tumori dello stomaco (+18,8%) e per leucemie (+23,9%);
– fra i disturbi psichici e comportamentali, alla voce “altri disturbi psichici e comportamentali” (+40,6% negli uomini);
– fra le malattie del sistema respiratorio, nella voce “altre malattie croniche delle basse vie respiratorie” (+22,3% negli uomini e +29,4% nelle donne);
– fra le malattie dell’apparato digerente, alla voce “cirrosi, fibrosi ed epatite cronica” (+52,5% negli uomini e +19,5% nelle donne);
– fra le cause esterne di traumatismo e avvelenamento, alle voci “accidenti di trasporto” (+20,2% negli uomini) ed “altri accidenti” (+25,4% negli uomini e +44,9% nelle donne).
 
Alla luce di questi risultati, approfonditi anche su livello provinciale, appare quindi possibile cogliere gli eccessi di mortalità per le specifiche cause, dando utili informazioni alle istituzioni sanitarie sulle particolari patologie per le quali potrebbe essere opportuno attivare gli opportuni approfondimenti eziologici e gli interventi necessari per migliorare le condizioni generali di salute della cittadinanza.
 
 
L’analisi dei tassi di mortalità, standardizzati avendo a riferimento la popolazione europea, evidenzia nel periodo dal 2012 al 2016:
– nei maschi residenti nella Provincia di Matera: un trend crescente, in contro tendenza rispetto a quello italiano e regionale; tanto da portare la mortalità in tale provincia ad essere, da inferiore, a superiore rispetto a quella italiana e regionale;
– nelle femmine residenti in Basilicata: un maggior tasso di mortalità a partire dal 2014 rispetto a quello italiano.
il CROB di Rionero
L’analisi della mortalità a livello comunale, rispetto al riferimento regionale, consente di evidenziare gli specifici enti civici che denotano criticità che potrebbero necessitare ulteriori indagini volte ad evidenziarne le cause. Si evidenziano quindi i Comuni i cui Rapporti Standardizzati di Mortalità (SMR) nel periodo 2012-2016 denotano eccessi di mortalità, in ordine decrescente per limite inferiore di confidenza:
– per i maschiGuardia Perticara, Craco, San Severino Lucano, Valsinni, Cirigliano, Montemilone, San Chirico Nuovo, Filiano, Corleto Perticara, Tramutola, Satriano di Lucania, Avigliano, Sant’Angelo Le Fratte, Rotondella, Palazzo San Gervasio, Gorgoglione, Terranova di Pollino;
– per le femmineValsinni, Garaguso, Aliano, Noepoli, Bernalda, Calvello, Brienza, Montalbano Jonico, Gallicchio;
– per la popolazione complessiva (maschi+femmine): Valsinni, Craco, San Severino Lucano, Guardia Perticara, Gallicchio, Satriano di Lucania, Bernalda, Aliano, Gorgoglione, Lagonegro, Brienza, Abriola, Terranova di Pollino, Calvello.
 
Qualora le cause di decesso fossero fornite dall’ISTAT a livello comunale, in luogo che provinciale, l’analisi standardizzata della mortalità potrebbe già cogliere le specifiche patologie che determinano tali eccessi. Ove Istat fornisse a livello provinciale (e magari anche comunale) non solo la causa di decesso, ma anche l’informazione dell’età al momento del decesso, sarebbe possibile cogliere le specifiche fasce d’età in cui si presentano eccessi di mortalità ed effettuare anche l’analisi standardizzata con metodo diretto, ovvero calcolando i tassi standardizzati di mortalità rispetto ad una popolazione di riferimento.
Questi dati dunque, qualora forniti ad un maggiore livello di dettaglio (cause ed età al decesso a livello comunale) consentirebbero quindi agevolmente di ricostruire un miglior quadro epidemiologico della cittadinanza per territorio di residenza. I dati, che sono della collettività, sono quindi raccolti, ma resi pubblici ad un livello di dettaglio inferiore rispetto a quello utile a poter fornire le migliori evidenze epidemiologiche. La collettività, prima portatrice dell’interesse della salute pubblica, potrebbe quindi attivarsi affinché tali dati siano effettivamente resi disponibili ed utilizzati in tale ottica. Appare evidente, difatti, come il non avere conoscenza tempestiva e periodicamente aggiornabile dello stato di salute di una cittadinanza non consenta neanche di poter attivare alcun intervento volto a migliorarne le condizioni.
ISS – Istituto Superiore Sanità, febbraio 2017

Conclusione

Rispetto all’Italia emerge dall’analisi dei tassi standardizzati di mortalità, nel corso del quinquennio 2012-2016, un deterioramento dello stato di salute negli uomini residenti nella provincia di Matera ed in generale per le donne residenti nella regione Basilicata, in quanto passano dall’avere un minor tasso di mortalità all’averne uno maggiore rispetto a quello italiano.
La conoscenza degli specifici eccessi di mortalità per ogni sesso evidenziati dai Rapporti Standardizzati di Mortalità (SMR) nel quadriennio 2012-2015 per i residenti nelle province della Basilicata, rispetto al riferimento nazionale ed a livello di gruppi di cause e singole cause di decesso, consente di poter attivare le migliori politiche sanitarie sul territorio, anche in funzione delle evidenze degli specifici eccessi di mortalità evidenziati per maschi, femmine ed intera popolazione dagli SMR elaborati per ogni Comune avendo a riferimento la Regione Basilicata nel suo complesso.
Una ulteriore e ben augurabile messa a disposizione pubblica dei dati ufficiali dell’età al decesso e delle cause dello stesso a livello comunale consentirebbe di ulteriormente affinare l’analisi per individuare tempestivamente le problematiche e porre in essere le opportune azioni di prevenzione primaria e secondaria atte a risolverle.”
Invieremo tale studio all’attenzione del Dipartimento Salute della Regione Basilicata visto che il locale Osservatorio Epidemiologico Regionale non fornisce dati precisi ed aggiornati per esempio proprio sulla mortalità ( non è dato sapere l’anno di pubblicazione dell’ultimo bollettino regionale – ndr ) e che ormai sia studi statistici come questo, che come altri puramente statistici o più strettamente epidemiologicitraccino sempre un giudizio di aumento di mortalità, od ospedalizzazione, o incidenza/prevalenza per alcune patologie. Siamo profondamente grati al Dott. Antonello Russo per aver svolto gratuitamente il lavoro che ben retribuiti uffici pubblici dovrebbero svolgere e divulgare annualmente.
Annunci