Ogni giorno che passa questo Di Maio entra sempre meglio nella parte,  ed  ormai si identifica in modo sempre più perfetto con Pulcinella, l’eterna maschera napoletana.  Non  mi aspetto lo capiscano i votanti per M5S,  notoriamente carenti di senso dell’umorismo. Mi limito a sperare  che la loro sete di onestà (Onestà! Onestà!) possa formare in loro un’idea meno semplicistica della Corruzione. Corruzione non è solo prendere mazzette e vitalizi. Corruzione è – anzitutto – prendere  un sacco di voti con un programma fantasmatico ma  variabile, da cambiare all’occasione per restare al potere.   Ciò significa che il programma  non conta niente – non c’è – e quel che resta è la mera sete di potere, seme della Corruzione.

Di Maio che proclama di potersi alleare con la Lega purché senza B., oppure  indifferentemente  con il PD, sta dicendo appunto che il  Movimento può aderire a due programmi diversi  ed opposti.   Il lato pulcinellesco sta nel fatto che non è non è capace di sciogliere – e di scegliere – per cui è quasi un mese e mezzo che ripete lo stesso disco rotto, aspettando che sia  Salvini a toglierlo dall’imbarazzo,  staccandosi dalla coalizione che  ha il 34 per cento per andare sotto di lui come   ragazzino di bottega, senza niente in cambio; oppure chissà il PD  o una sua scheggia, che  gli corra in soccorso.

O magari Mattarella, che gli venga in aiuto imponendo ( gli) con suo gran sollievo un governo”istituzionale” e “responsabile” infarcito  di Riserve della  Repubblica  come ministri e addirittura premier (il Mattarella starebbe pensando a un Giovanni Maria Flick, Raffaele Cantone (“Anticorruzione! Onestà!”), pensava a Mario Draghi che ha già fatto sapere di non essere disponibile – e meno male. Ma perché no Giuliano Amato? La Bonino?

Io credo che questa  sia proprio la soluzione che Pulcinella Di Maio preferisce: “fare un passo indietro” e mettere  lo sterminato numero di deputati  e senatori   che avete votato al servizio del “tutto continua come prima”, la linea della continuità. Tranquillizzante per i poteri forti e transazionali, ma soprattutto per lui: Pulcinella non ha il coraggio richiesto dalla battaglia . Del resto appena uscito dalle lezioni s’è affrettato a dichiarare la   fedeltà alla UE e non solo: alla NATO, nel momento in cui ci trascina alla guerra e ci impone aumenti di spese militari.

Il trionfo di Pulcinella.

Spero che il votante grillesco capisca cosa ciò significa: altri cinque anni di austerità, disoccupazione, deflazione,rientrare dal debito pubblico, “fare le riforme”,  ce lo chiede l’Eiropa,  “tagliare”, “privatizzare”, svendere. Insomma quel che abbianmo già provato dal 2011, con ministri delle Finanze assegnatici dal Fondo Monetario e da Goldman Sachs, da Mario Monti a Padoan  – che hanno aumentato il debito pubblico che ci  dicevano avrebbero diminuito, ed aggravato la recessione.  Una continuazione, infatti, delle ricette che – è ormai appurato, e riconosciuto anche da economisti mainstream – sono radicalmente sbagliate: sono le ricette per la recessione permanente, e potenti meccanismi di sottosviluppo, pensati apposta per spogliare l’Italia dei suoi risparmi e  dei suoi primati competitivi.

I grillini possono avere  poco senso dell’umorismo. Ma spero abbiano abbastanza sale in zucca per rispondere alla domanda:   questo esito non sarebbe un tradimento profondo di ciò che la volontà  popolare, a grandissima maggioranza, ha espresso alle elezioni?  Non si chiama forse “corruzione” questo avervi fatto votare per questa gente con le promesse di chissà quali cambiamenti  dello status quo, per poi accomodarsi  nello status quo?

Pulcinella rivoluzionario.

Vorrei  chiedere a voi, grillini, specificamente: quanti di voi hanno votato per  la UE e per la NATo, consapevolmente, e quindi per la continuità.   Vorrei chiedervi anche altre cose:  dove sono finiti”i ministri” che Di Maio ha presentata in pompa magna a Mattarella, facendo capire che aveva un governo già bell’e fatto: una impagabile  parata  di Pulcinella, quasi un capolavoro del Tiepolo, ma era tutto uno scherzo, adesso si va col PD – senza Renzi però.

 

 

Pulcinellata dei “ministri”

 

Vorrei anche chiedervi qualcosa sul programma  futurista (“Intelligenza Artificiale, machine learning, genoma”) presentato pochi giorni fa a Ivrea dal  figlio di Casaleggio in una riunione privata   e ad inviti della  sua azienda . “ciò  che dovremo fare  nei prossimi cinque-dieci anni” ha detto il giovine: quale rapporto c’è fra  “questo” programma e  quello del Movimento? Magari vi va  benissimo: ma allora perché non vi è stato dato di votarlo,  il giovine Casaleggio? Egli non ha voluto rischiare di sottoporre  alla volontà popolare  il suo programma, lo ha presentato essenzialmente ad altri imprenditori. Benissimo: ma la sa azienda è quella che gestisce il Movimento e la sua “democrazia i n rete”, e si fa pagare  dai deputato che avete eletto. Altro che Partito-Azienda del Berlusca!  Non sentite qui il conflitto d’interessi, ossia l’afrore della Corruzione?

Magari no. Ed è questo il gran problema. Quando si riescono a prendere una serqua di voti agitando la “protesta” senza programma  (sorvolando su esso), qualunque scelta politica faccia  Di Maio, ha paura di perdere una metà dei voti o quasi: quelli che hanno creduto che  il Movimento fosse sovranista, quelli che hanno creduto fosse  la  sinistra, gli uni sono pronti a saltarli alla gola  “se va con Berlusconi”, gli altri ad abbandonarlo se si mette con Martina o Orlando.

Ecco perché di Maio sta facendo il Pulcinella di Buridano. Non decidendo niente,   sta facendo dei vostri voti una nuova DC, una balena bianca nel centro senza qualità. Anche la DC non aveva programma. Ma  Di MAio sta facendo coi vostri voti una democrazia cristiana senza più  nemmeno il cristianesimo  a dare un minimo di  coscienza morale.

In questo mese,  Salvini si è esposto politicamente su UE, su Euro, su Putin;   ci ha messo la faccia, ha deto lealmente come pensa di governare, correndo il rischio. il vostro Pulcinella di Buridano no ha detto niente: non compromettersi  con i grandi temi, soprattutto: il coraggio, ecco quelche manca aPulcinella. Ecco perché – triste dirlo – Di Maio esprime quella specifica corruzione meridionale, fatta di non-concretezza, di poca  cultura moderna,  e di finta insubordinazione al potere, che recita nei vicoli “a’ protesta”, ma di reale devozione al re (el momento). . E continuare a insultare Salvini perché non va con cui a seguire il suo programma: quale, di grazia?

Se è la continuità con Merkel e NATO, anche Berlusconi è d’accordo, voleva fare la grande intesa con Renzi per contentare Berlino e Bruxelles.   Se poi Di Maio fosse serio nella volontà di attrarre la Lega di Salvini e fargli “tradire” il centro-destra,c’è una cosa concretissima che può fare: trattarlo come se avesse preso lui solo il 34 per cento. Trattarlo da pari, non da ragazzo di bottega. Dirgli: metà dei ministri del governo comune sono tuoi.  Ma ci vuol coraggio e d anche generosità politica. Di  Maio, e se è per quello Grillo, non sanno nemmeno cosa sia. Sono il Livore, ed hanno sfruttato il vostro livore collettivo.  A proposito: ha mai parlato, Di Maio, di ministri?  No. Sta lì come il Buridano,   in attesa di farvi governare da Flick. O da Bonino e Padoan, perché no.

(Era già previsto da anni)

 

L’articolo Ritratto di Di Maio come Pulcinella. Di Buridano è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

via Ritratto di Di Maio come Pulcinella. Di Buridano — Blondet & Friends

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