Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

C’è tutta una grande promozione dell’operazione nostalgia degli anni ’90, un po’ come nell’ex DDR e, ancor di più, nell’ex URSS dove c’è l’ostalghia, alla lettera la nostalgia dell’Est, qui da noi va in scena la nostalgia degli anni ’90, spacciati alla stregua dell’eterno mito storico dell’età dell’oro, che è una delle più grosse truffe da veri e propri falsari storici che hanno ingrassato i populisti e i demagoghi di ogni età e in qualsiasi latitudine del globo.

Tutto inizia con la solita trita e nefanda formula che è una sorta di imprimatur eterno per il paternalismo esistenziale che in politica porta, spesso, alla molto più prosaica e crudele, dittatura reale. Si inizia l’operazione, quindi, con la formula di rito dicendo: “Ai miei tempi…”

Bene, essendo nato nel 1983 gli anni ’90 sono, senza ombra di dubbio, i miei tempi. Questo perchè gli anni ’90 sono stati gli anni della mia infanzia e della mia adolescenza. Anni bellissimi e terribili insieme. Ma questo è quello che ho vissuto io personalmente e che non deve essere mai assolutizzato. Perché assolutizzare se stessi è sempre e comunque uno sbaglio. Tanto per fare un piccolo esempio: qualcuno ha detto che gli anni ’90 erano anni in cui eravamo liberi, semplicemente perché ci si sentiva più liberi. Naturalmente ci sentivamo più liberi in quanto non ci dovevamo alzare alle 6 di mattina, ad andare bene, per poter campare, ergo, non avevamo grandi pensieri e problemi per la testa. Questo accade soprattutto se pensiamo a noi, negli anni ’90, con gli occhi di oggi, ergo se giudichiamo con il senno di poi, di cui sono piene le fosse, come recita l’antico adagio.

In realtà gli anni ’90 storicamente sono stati anni di passaggio e di caos nella storia sia europea che mondiale tra il mondo diviso in due blocchi, quello unipolare proprio degli anni ’90 e quello multipolare che ci venne a trovare svegliandoci tutti quanti il pomeriggio, per noi italiani era pomeriggio, dell’11 settembre del 2001.

Fu quello il momento in cui tutto cambiò e in cui ci lasciammo alle spalle l’età felice, si fa per dire, visto che gli anni ’90 erano stati una decina d’anni non scevri da immani conflitti, sebbene il mondo fosse saldamente a guida USA. Come non ricordare, difatti: la guerra dei Balcani, ossia la guerra con più morti in Europa dopo la seconda guerra mondiale, la guerra in Somalia e il massacro con conseguente genocidio in Ruanda, tanto per citare i tre conflitti più importanti e significativi.

Per cui, lungi dall’essere l’età dell’oro e della spensieratezza tanto decantata da chi si rivede nel ragazzino di allora, gli anni ’90 furono una parentesi caotica e parecchio violenta, sebbene per il nostro mondo occidentale ancora parecchio proficua, tra due mondi di violenza istituzionalizzata che ci videro passare: dalla guerra fredda alla guerra globale e non poteva essere altrimenti visto che, intanto, il mondo si era globalizzato e con il mondo si era globalizzata, purtroppo, anche la guerra.

P.S. Io negli anni ’90 ascoltavo i 99 posse… gli 883 erano roba per mocciosetti.

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

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