0.jpeg
Immagine fornita dall’utente

IL SILENZIO DEI COLPEVOLI

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

Oggi 10 Febbraio l’Italia commemora i suoi figli migliori. Quei figli che scelsero sempre e per sempre di essere italiani e per i quali il nome di italiani fu sempre e comunque una scelta dolorosissima e sofferta, ma sempre e per sempre amata e venerata e per i quali questo nome: ITALIA ebbe il suono del più dolce dei ricordi e del più bello dei suoni.

L’Italia trattò questi suoi figli non da madre ma da matrigna. Non si parla solo dell’abominio di quelli stessi italiani che collaborarono al genocidio, ma anche e, soprattutto, della vergogna di chi voleva confondere quel popolo con una massa di fascisti secondo l’atroce propaganda di allora. La vergogna che io provo per questo atteggiamento è e rimane finché morte non sopraggiunga, come dichiaravano i boia inglesi di un tempo. Per quanto riguarda, poi, chi collaborò in maniera attiva o indiretta al genocidio perpetrato verso chi aveva l’unica colpa di essere italiano, il sentimento che mi muove è di repulsione morale e di indicibile schifo verso questi amici degli assassini. Fu un genocidio vero e proprio che portò al massacro, quantomeno, di 10000 italiani infoibati e all’esilio di 300000 altri dispersi in Patria e nel mondo.

Alcuni degli esuli dalle terre di Istria, Dalmazia e Venezia Giulia fecero fortuna dove andarono: ce ne sono sparsi in tutta la Terra, dall’Australia, al Nuovo Mondo passando, addirittura, per il SudAfrica. Questo a riprova, qualora ce ne fosse mai stato bisogno, di quanto grande era il loro genio e il loro ingegno. Verso i popoli e le nazioni che si macchiarono di questo abominio e di questo genocidio e che oggi siedono in rispettabili posti della comunità Europea, posso solo provare repulsione morale e una repulsione morale tanto grande quanto ancora grandi sono le loro colpe: storiche, morali e politiche del genocidio perpetrato contro gli italiani in quegli anni che non è stato ancora pienamente riconosciuto.

La stessa repulsione morale provo, ed è forse ancora più grande, verso coloro i quali, qui da noi, ancora tacciono o fingono di dimenticare cosa si onora oggi e i crimini contro l’umanità intera che vennero perpetrati in quella stagione. Ed è questo che voglio ricordare anche io, nel mio piccolo, anzi, microscopico spazio. A tutti loro dico che oggi è il più sacro dei ricordi che si onora, quello che i nostri avi avrebbero chiamato “dies nefastus”, che serviva e servì loro per soggiogare il mondo intero alla loro grandezza consistente proprio nel ricordare con altrettanta forza i trionfi e le tragedie.

A questa tragedia nostra dedico tutti i miei pensieri, pensando che con il ricordo i morti trucidati e infoibati non moriranno mai, perché vivranno, per sempre, in noi.

A loro e ai loro cari rivolgo le mie parole quando dico: “Verrà il giorno in cui tornerete da padroni e deciderete il vostro destino”, fino ad allora vogliate accettare questo mio pensiero da pugliese, ad istriano, a dalmata, a veneto giuliano, nell’augurio che diventi sempre più certezza, di rivedervi su quelle terre bellissime e di venirvi a salutare: da italiano a italiano.

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

 

 

Annunci