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Locandina 

Infanzia, Basilicata: Save the Children, Italia paese vietato ai minori, la Regione è tra le 7 con il più alto tasso di povertà educativa. Solo 1 classe su 5 delle scuole secondarie offre il tempo pieno, quasi la metà dei minori non fanno sport o non leggono libri e 1 su 4 non naviga su Internet.

(Prima parte)   

L’Organizzazione rilancia oggi la campagna “Illuminiamo il futuro” per il contrasto alla povertà educativa e avvia la petizione on line su www.illuminiamoilfuturo.it per chiedere il recupero di tanti spazi pubblici in stato di abbandono e degrado su tutto il territorio nazionale da destinare ad attività extrascolastiche gratuite per i bambini.

Alla petizione, accompagnata sui social dall’hashtag #italiavietatAiminori, si legano i 10 luoghi simbolici vietati ai minori in Italia

 Dal 14 maggio, anche in Basilicata, al via una settimana di mobilitazione con tanti eventi e iniziative che coinvolgono realtà locali, associazioni, scuole, enti e istituzioni culturali

La Basilicata è tra le 7 regioni italiane con il più alto tasso di povertà educativa che colpisce bambini e ragazzi, ovvero quella condizione che li priva delle opportunità necessarie per apprendere, sperimentare e coltivare le proprie competenze e aspirazioni. Ề quanto emerge dal nuovo indice di povertà educativa (IPE)[1] contenuto nel nuovo rapporto “Nuotare contro corrente. Povertà educativa e resilienza in Italia” diffuso oggi da Save the Children – l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro – in occasione del lancio della campagna Illuminiamo il futuro.

La Basilicata si posiziona infatti al settimo posto della classifica delle regioni italiane con il più alto tasso di povertà educativa, dopo Campania, Sicilia, Calabria, Puglia, Molise e Abruzzo, territori in cui i minori sono maggiormente privati della possibilità di sviluppare percorsi di resilienza determinanti per superare ostacoli e condizioni di svantaggio iniziali.

Dal rapporto di Save the Children emerge che l’Italia, nel suo insieme, è un Paese vietato ai minori, dove quasi 1 milione e trecentomila bambini e ragazzi[2] – il 12,5% del totale, più di 1 su 10 – vivono in povertà assoluta, oltre la metà non legge un libro, quasi 1 su 3 non usa internet e quasi il 43% non fa sport. Ma, soprattutto, un Paese dove i minori non riescono a emanciparsi dalle condizioni di disagio delle loro famiglie e non hanno opportunità educative e spazi per svolgere attività sportive, artistiche e culturali, sebbene siano moltissimi i luoghi abbandonati e inutilizzati che potrebbero invece essere restituiti ai bambini per

favorire l’attivazione di percorsi di resilienza, grazie ai quali potrebbero di fatto raddoppiare la possibilità di migliorare le proprie competenze.

Un Paese, inoltre, dove i quindicenni che vivono in famiglie disagiate hanno quasi 5 volte in più la probabilità di non superare il livello minimo di competenze sia in matematica che in lettura rispetto ai loro coetanei che vivono in famiglie più benestanti (24% contro 5%). Tuttavia, tra questi minori, spicca una quota di “resilienti”, ragazzi e ragazze che raggiungono ottimi livelli di apprendimento anche provenendo da famiglie in gravi condizioni di disagio. L’Italia, tra i Paesi europei, risulta quello dove i processi di resilienza sono meno sviluppati e tra le regioni italiane e in Basilicata solo il 20% dei ragazzi di 15 anni di età che provengono da famiglie svantaggiate dal punto di vista socio-economico in Basilicata si dimostrano resilienti, riuscendo a superare ostacoli e difficoltà e a raggiungere le competenze minime sia in matematica che in lettura. Una percentuale molto lontana da regioni come Lombardia (46%), Veneto (45%), Piemonte (40%) e Trentino-Alto Adige (38%), ed inferiore anche alla media nazionale (26%) che risente delle ancor più basse percentuali registrate in regioni come Calabria (12%), Sicilia (14%), Campania (17%), Sardegna (19%), a segnalare un numero molto elevato di ragazzi che in quei territori si trovano ad avere meno opportunità di emanciparsi dalle condizioni familiari di partenza[1].

Oltre a segnalarsi nella metà alta della classifica sulla povertà educativa, la Basilicata mostra il fianco anche su altri aspetti connessi. Nella Regione, infatti, l’accesso agli asili nido o ai servizi per la prima infanzia è ristretto ad 6 bambini su 100 ed è al di sotto della media nazionale che si attesta al 12,6%, e quando si entra alla scuola primaria nella metà delle classi (50,6%) non c’è il tempo pieno, una carenza che si amplifica passando alle secondarie dove il 70% delle classi risulta priva di questa opportunità.

Allargando lo sguardo all’educazione informale, quasi la metà dei minori non fanno sport o non leggono libri e 1 su 4 non naviga su Internet.

“La resilienza di bambini e adolescenti è ulteriormente penalizzata dall’abbandono e dal degrado in cui versano tantissimi spazi pubblici, che invece potrebbero fare la differenza ed essere utilizzati dai minori che vivono in contesti svantaggiati per svolgere attività sportive, artistiche e culturali. Luoghi che per tanti di loro potrebbero rappresentare un’opportunità reale per riscattarsi, uscire dalle difficoltà più forti di prima, migliorare i loro risultati scolastici e coltivare capacità, sogni e aspirazioni. Dobbiamo fare di tutto per restituire ai minori questi luoghi e per incentivare la loro capacità di resilienza, la loro volontà e determinazione a nuotare contro corrente, a superare le onde degli ostacoli che sono costretti ad affrontare ogni giorno e a spezzare così finalmente il circolo vizioso della povertà”, ha affermato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia.

In occasione del rilancio della campagna Illuminiamo il futuro – giunta al suo quinto anno e attiva dal 12 maggio – Save the Children lancia oggi una petizione on line – disponibile su www.illuminamoilfuturo.it – per chiedere che tutti gli spazi abbandonati, spesso lasciati nel completo degrado, vengano restituiti ai bambini e siano dedicati ad attività sportive, educative e culturali gratuite. La mobilitazione, accompagnata sui social dall’hashtag #italiavietatAiminori, è associata ai 10 luoghi vietati ai minori in Italia, individuati dall’Organizzazione con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui tanti spazi sottratti ai minori nel nostro Paese. Tra questi L’Aquila, la città simbolo vietata ai minori – ma anche agli adulti – che a nove anni dal terremoto vede ancora i bambini e i ragazzi privati della possibilità di tornare a studiare nelle loro scuole e degli spazi educativi e ricreativi di cui hanno bisogno; e il Parlamento, il luogo per eccellenza dove troppo spesso i diritti dei minori vengono ignorati e la loro voce resta inascoltata.

Nell’ambito della campagna, inoltre, a partire dal 14 maggio è prevista una settimana di mobilitazione, con centinaia di eventi e iniziative in tutto il Paese, da nord a sud, in cui saranno coinvolte tantissime realtà locali, associazioni, scuole, enti e istituzioni culturali che anche quest’anno hanno scelto di essere al fianco di Save the Children per sensibilizzare e informare sul tema del contrasto alla povertà educativa che colpisce bambini e ragazzi e sull’importanza di attivare comunità educanti…..(continua).

Tratto da:Onda Lucana® Press

 

 

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