DANNAZIONE GEOGRAFICA E PARADOSSI DELLA STORIA: LA POLONIA

(Seconda parte)

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

Dopo di loro la corona polacca fu appannaggio degli Angiò d’Ungheria che tramite un’accorta politica matrimoniale la portarono in dote al Granduca di Lituania Jagellone che, sposando la figlia tredicenne del re Luigi d’Ungheria, Edvige, potè unificare i due regni e i due popoli quello polacco e quello lituano sotto un’unica corona, che egli cinse con il nome di Ladislao II(1386-1434). Era l’alba di una nuova era per la Polonia, in meno di due secoli la dinastia degli Jagelloni portò la nazione all’apogeo e la sua potenza allo zenit. Per tutta la durata del Cinquecento e per buona parte del Seicento la dinastia operò numerose riforme tendenti ad assimilare sempre di più i baltici lituani agli slavi polacchi e persegui un’accesa campagna bellica plurisecolare volta a sradicare per sempre la cancrena teutonica e a stroncare sul nascere la minaccia russa, oltre a tenere a bada la potenza ottomana a sud.

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il regno polacco lituano al suo apogeo.

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Nel 1618, dopo due secoli di aspre battaglie e coraggiose riforme, gli Jagelloni ce l’avevano fatta, il loro dominio si estendeva da Ponzan fino alle pendici di Mosca, in direzione ovest-est e dall’Estonia alla Moldavia in direzione nord-sud. La Storia avrebbe di lì a poco dimostrato quanto sia crudele e vera la legge del “colosso dai piedi d’argilla”. Estintasi la dinastia degli Jagelloni la Polonia, infatti, si avviò alla decadenza attanagliata in una morsa in cui premevano nemici da tutti e quattro i punti cardinali. La Polonia moderna, infatti, era circondata da: i turchi a sud, i prussiani (nuovi nemici teutonici) a ovest, i russi a est e, come se non bastasse, infine, gli svedesi a nord.

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le tre fasi di divisione della Polonia (tra Prussia Russia e Austria) nel corso del ‘700 che portarono alla scomparsa del Paese dalle cartine geografiche d’Europa.

 

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Nel corso del Settecento la crisi assunse le sembianze della tragedia quando la nazione polacca scomparve completamente dalla cartina geografica dell’Europa sottoposta a tre diverse spartizioni a vantaggio di Prussia, Russia e Austria. I tre grandi imperi operarono la totale cancellazione della Polonia che risorse fuggevolmente come Granducato solo grazie a una creazione politica di Napoleone che durò quel che durò l’epopea di Bonaparte. Una volta sconfitto il grande corso, i territori polacchi vennero nuovamente divisi tra le tre antiche potenze (Austria, Prussia e Russia) secondo i dettami della Restaurazione che era, prima di tutto, una Restaurazione politica.

La Polonia venne così condannata ad un altro secolo di abulica assenza dal panorama europeo, nonostante il sogno di un indipendenza polacca fosse stato accarezzato per tutto il XIX secolo dall’intera intellighenzia europea esso si concretizzò solo alla fine della I guerra mondiale sulle rovine dei tre grandi imperi: il tedesco, il russo e l’austroungarico usciti distrutti dal conflitto.

I due nemici storici della Polonia, però, non dimenticarono e, poco prima dello scoppio della II guerra mondiale, Von Ribentropp e Molotov, rispettivamente ministri degli esteri della Germania nazista e dell’URSS di Stalin, firmarono il famoso patto di non aggressione con cui Germania e URSS si divisero per l’ennesima volta la Polonia.

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Come si è formata la Polonia attuale dopo il 1945 con i territori annessi dall’URSS e quelli acquisiti dalla Germania

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La guerra finì e l’URSS fece della Polonia un suo stato vassallo all’interno del Patto di Varsavia. Con l’elezione al soglio pontificio di Giovanni Paolo II e la scomparsa del comunismo sovietico nel biennio ‘89-’91 la Polonia sembrò essersi liberata dai suoi secolari nemici. Ma dopo la fine della Guerra Fredda il Paese è sempre più scivolato in una deriva dove nazionalismo e ultra cattolicesimo si sposano con reciproca soddisfazione. Ed eccoci ai paradossi della storia: dopo quasi mezzo millennio a combattere i nemici esterni per poter semplicemente affermare il diritto alla propria esistenza, adesso per guardare in faccia i propri ultimi e nuovi nemici i polacchi devono semplicemente guardarsi allo specchio.

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

 

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