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Immagine tratta da repertorio Web

Tratto da:Onda Lucana® by Gerardo Renna

PAPA’

Papà, ora che non ci sei più, spesso ti penso,

triste, angosciato al pensiero che mai più ti rivedremo!

Mai più ti sentiremo! Mai più!

Che, purtroppo, finito sei per sempre!!!

Aspra, cruenta fu la tua vita…

aspra, lenta, penosa, amara è stata la tua agonia…,

finché la Morte (la nera Morte, a volte, forse, invocata…)

non t’ha liberato da quelle sofferenze atroci!

Papà, finalmente son finite le tue pene,

finalmente hai finito di soffrire, finalmente hai finito di patire!

Papà, però, quanta pena…quanta vana disperata pena,

quanto estenuante struggimento al tuo ricordo…!

La tua immagine immobile, fredda, spenta,

con in faccia ancora i segni della sofferenza,

la mente mi prende: impietriti, gli occhi si pregnano di lacrime cupe…!

Papà, perché tante pene addosso ti son cadute!?

Eppure buono, generoso e coraggioso, sempre sei stato,

anche se spesso di rigore esageravi; ma da tutti ti facevi rispettare…!

Sani, onesti erano i tuoi principi;

saggi, preziosi i tuoi consigli; proficuo e caro il tuo operato.

Lodevole il tuo amore per il lavoro che tanta soddisfazione ti dava

e ci dava, oltre il pane e il vino, indispensabili alla vita!

Purtroppo il nero male, lentamente ti consumava…!

(Funo di Argelato, Giugno 1981)

Tratto da:Onda Lucana® by Gerardo Renna

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