saturno divora i suoi figli linkedin.jpeg
Immagine fornita dall’autore

SATURNO DIVORA I SUOI FIGLI

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

Tutto il tetro della Spagna di “Sangue e Spada” in quest’opera. Dall’epopea degli hidalgos agli sgherri del generale Franco che andavano incontro alle pallottole gridando “Viva la muerte!”. C’è l’ufficiale che è “novio della muerte” “fidanzato/promesso della nera signora”, appunto, e la rivolta contro Napoleone per avere “el rey negro”. Infine c’è ancora un re in questo quadro e nella sua poetica tetra e filomacrabra, Filippo II “el rey papalero” “il re delle carte” che , all’ombra del monumentale “Escurial” la reggia dalla aristocrazia che non si è mai arresa, preparava ogni cosa, ogni piccolo particolare affinché la sua morte fosse come un passo di marcia delle armate invincibili che aveva sempre sognato.

Armate invincibili, solo sulla carta, che erano state infrante nella realtà: dalle tempeste inglesi, dalle rivolte dei fiamminghi e dall’emergere della libera coscienza in Europa sull’onda della Riforma protestante. Come non pensare a tutto questo vedendo l’epica della tragedia così superbamente disegnata da Goya. Non a caso questo capolavoro fa parte del ciclo detto “le pitture nere della Quinta del sordo” che il grande maestro realizzò nella sua casa. La poetica del nero, appunto, nero come la morte.

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

Annunci