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L’austroungheria nel 1911: le province dell’impero.

LA NEGAZIONE DEL NAZIONALISMO

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

La vicenda storica della monarchia austriaca è una delle più originali e travagliate che mai il vecchio continente abbia potuto avere. Creata da Carlo Magno, la Marca d’Austria era denominata con il termine tedesco di Ostmark (marca dell’Est) e si veniva a trovare geograficamente in un territorio di vitale importanza per la difesa e per la sopravivenza stessa di quello che nei secoli divenne il Sacro Romano Impero. Questa sua funzione di bastione dell’Europa proteso verso l’Est fu una delle sue costanti nel corso della storia che gli Asburgo seppero sfruttare traendone un immenso vantaggio.

Il primo Asburgo cui si fa risalire la primigenie della discendenza fu Leopoldo Babenberg. A questi nel 976 D.C. vennero assegnate delle terre che corrispondevano grosso modo all’attuale Austria centrale e che non comprendevano la futura capitale dell’impero, Vienna. Nel periodo che va dall’XI al XV secolo gli Asburgo cercarono continuamente ed instancabilmente di ampliare le loro terre, riuscendo così a creare un’entità statale forte anche se minacciata da vicini potenti e agguerriti. Furono proprio questi nemici a portare un attacco mortale al cuore stesso dei domini degli Asburgo, con la minacciosa avanzata dei Turchi Ottomani fin sotto le mura della stessa Vienna nel 1529.

Dopo aver ricacciato gli Ottomani e aver affrontato questa prova del fuoco, l’Austria uscì rafforzata e anche più coesa all’interno grazie alla sua totale adesione alla Controriforma. Da allora in poi, gli Asburgo poterono rifarsi a spese dell’impero Ottomano, strappandogli nel corso dei secoli quasi tutti i possedimenti europei e venendosi fatalmente a scontrare con un altro Impero interessato all’espansione nell’Europa dell’Est, quello russo degli Zar. Il XIX secolo fu scosso da grandi cambiamenti per la monarchia austriaca dopo la tempesta della Rivoluzione Francese e di Napoleone che aveva scosso dalle fondamenta quasi tutte le vecchie monarchie europee.

L’Austria, assieme a Prussia e Russia, si mise alla testa della Restaurazione e della Santa Alleanza che fu la “longa manus” con cui queste tre potenze si ripromettevano di ristabilire l’ordine in tutto il continente. Le lancette della storia però correvano da un’altra parte e, nonostante il loro formidabile Cancelliere Metternich, gli Austriaci dovettero assistere al declino della loro civiltà che si profilò in maniera lenta, ma inesorabile nella epopea ottocentesca dell’unità nazionale italiana e tedesca. Il vero nemico che portò alla tomba l’Impero di Casa Asburgo non fu però né il piccolo Piemonte dei Savoia né tantomeno la ben più potente ed agguerrita Prussia degli Hohenzollern, ma il nascente e sempre più forte nazionalismo che andò a contrassegnare l’intero Ottocento.

Esso fu appunto un fenomeno, prima che politico, di chiara matrice culturale che vedeva nella duplice Monarchia Austro-Ungherese un mostro a due teste in cui i Magiari e i Tedeschi numericamente in minoranza, costituivano appena il 40% della popolazione, volevano opprimere le altre nazionalità riconducibili per la maggior parte all’etnia slava. Inoltre gli stessi Ungheresi ottennero un grado di parità rispetto ai Tedeschi grazie ad una rivoluzione che, scoppiata nel 1848, proseguì con alterne fortune fino al 1867 e che si concluse con l’accordo di compromesso (l’Ausgleich) in cui il nazionalismo ungherese ottenne una vittoria gigantesca, seppur effimera, andando a snaturare la composizione stessa della monarchia.

Questo andò a pesare ancora di più sugli Slavi che si videro non solo oppressi dagli Ungheresi, i quali negavano agli altri i diritti per cui avevano cosi strenuamente lottato, ma anche trattati da popolo inferiore al quale non era riconosciuto nessun diritto all’interno della duplice monarchia. L’odio slavo non è cosa da poco, e il risentimento da loro per lungo tempo accumulato sfociò nelle fatidiche pallottole che lo studente bosniaco Gavrilo Princip, un irredentista slavo, esplose contro l’Arciduca ed erede al trono Francesco Ferdinando d’Asburgo, facendo precipitare la duplice monarchia verso la rovina e la completa distruzione.

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

 

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