Mentre i media mainstream continuano a ossessionare gli USA per i rapporti con la Russia, dietro le quinte, molto lontano dalla vista di CNN e MSNBC, lo scandalo Uranium One chiama in causa l’amministrazione Obama in qualità di sottoscrittori di un accordo che ha consegnato a una società controllata dalla Russia il 20% delle riserve di uranio americane nonostante l’esistenza di un’indagine dell’FBIsu presunti episodi corruttivi, estorsioni e riciclaggio di denaro sporco. Ma la CNN così come i media Italiani si guardano bene dall’informare le rispettive plateee perché andrebbero forse a danneggiare i democratici già sulla strada del tracollo.

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Ormai siamo sicuri che la maggior parte di chi sta seguendo attentamente la vicenda sia consapevole del fatto che la firma di Obama per l’esecuzione dell’operazione Uranium One abbia apparentemente  fatto confluire alla Fondazione Clinton circa 145 milioni di dollari in donazioni e un concerto da 500.000 dollari per l’ex presidente Bill Clinton da una banca russa molto grata.

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L’FBI ha scoperto il complotto della corruzione russa prima che Obama autorizzasse l’esecuzione dell’affare Uranium One, facendo guadagnare a Clinton milioni.
Le email acquisite agli atti rivelano che Bill Clinton ha incontrato Vladimir Putinpoco prima dalla chiusura sull’accordo sull’uranio.

L’informatore dell’FBI che ha fornito tali prove alle autorità inquirenti ha subìto molteplici minacce, casualmente subito dopo aver consentito di ricollegare l’affaire alla Fondazione Clinton.

Detto questo, una cosa poco nota, principalmente a causa del tentativo dell’amministrazione Obama di nascondere tali informazioni, è che, nonostante le sue ripetute assicurazioni al Congresso ed alla Commissione di regolamentazione nucleare sul fatto che l’uranio non avrebbe mail lasciato le coste statunitensi, la cosa sia poi realmente accaduta.

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Come sottolinea la rivistat The Hill, le assicurazioni che l’uranio americano non sarebbe stato esportato in paesi stranieri è stato un punto chiave quando il Congresso ha esaminato l’accordo nel 2010. Riprendiamo le dichiarazioni dell’epoca:

“Nessun uranio prodotto in nessuna delle due strutture può essere esportato”, ha dichiarato la NRC (commissione sull nucleare) in un comunicato stampa del novembre 2010 che annunciava che ARMZ, una controllata della Rosatom di proprietà russa, era stata autorizzata per assumere la proprietà della società mineraria Uranium One e della sua controllata American risorse.

Un anno dopo, la commissione ha ribadito la dichiarazione in una lettera al senatore John Barrasso, un repubblicano nel cui stato di competenza l’Uranium One deteneva il maggior numero di miniere per l’estrazione.

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“Né Uranium One Inc. né AMRZ detengono una specifica licenza di esportazione – dichiarava la commissione NRC. Per esportare uranio dagli Stati Uniti, Uranium One Inc. o ARMZ avrebbero bisogno di richiedere una licenza specifica NRC che autorizza le esportazioni di uranio per l’uso nel combustibile per reattori “, ha scritto il presidente dell’NRC Gregory Jaczko.

La NRC non ha mai rilasciato una licenza di esportazione all’impresa russa, un fatto così radicato nella narrativa della controversia dell’Uranium One che è comparsa sul sito ufficiale del Fact Checking del Washington Post questa settimana. “Abbiamo notato più volte che l’uranio estratto non può essere esportato dalla Russia senza una licenza, che Rosatom non ha”, scrive The Post lunedì, collegandosi alla lettera Barrasso del 2011.

Detto questo, nuovi memo ottenuti dal The Hill ora confermano che invece il prezioso metallo radioattivo avrebbe ripetutamente lasciato le coste degli Stati Uniti tra il 2012 ed il 2014.

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TRIANGOLAZIONI DEMOCRATICHE: UNO DEI MOTIVI DELL’INAFFIDABILITA’ CANADESE

Tuttavia, le note della Commissione NRC recensite dal The Hill mostrano che era stata approvata la spedizione di uranio giallo – la materia prima utilizzata per produrre combustibile nucleare e armi – dalle miniere di proprietà russa negli Stati Uniti al Canada nel 2012 attraverso una terza partePiù tardi, l’amministrazione Obama ha disposto che parte di quell’uranio venisse spedito in Europa, così come attestano diversi documenti governativi.

I funzionari della NRC hanno dichiarato che non potevano rivelare la quantità totale di uranio che Uranium One ha esportato perché sono informazioni coperte dal segreto.

Tuttavia, hanno affermato che le spedizioni registrate sono circoscritte al periodo 2012  -2014.

Funzionari dell’NRC hanno dichiarato a The Hill che le esportazioni di Uranium Onesono passate dal Wyoming (USA) al Canada e in Europa tra il 2012 e il 2014 e l’approvazione ha comportato un processo con più agenzie.

Naturalmente, date le sue ripetute assicurazioni in senso contrario, Obama non poteva semplicemente consentire a Uranium One di spedire l’uranio al porto più vicino per l’esportazione, quindi ha firmato una rinuncia permettendo a un’azienda di autotrasporti del Kentucky di trasportare il prodotto oltre il confine canadese, per poi autorizzare l’esportazione dal Canada verso l’Europa.

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Invece di concedere a Rosatom una licenza di esportazione diretta – che avrebbe sollevato bandiere rosse all’interno di un Congresso già sospettoso dell’affare – la NRC nel 2012 ha autorizzato un emendamento a una licenza di esportazione esistente per una società di autotrasporti di Paducah, Kentucky, la RSB Logistics Services Inc. aggiungendo semplicemente Uranium One alle aziende autorizzate ad esportare uranio verso la nazione amica Canadese.

La licenza di esportazione di uranio sopra descritta è stata pubblicata dalla rivista The Hill ed è datata 16 marzo 2012.  Analizzando i dettagli tecnici di tale licenza è possibile notare che la quantità di concentrato di minerale di uranio che RSB Logistics avrebbe potuto spedire allo stabilimento Cameco Corp. in Ontario era da 7.500.000 a 12.000.000 Kg, con l’aggiunta tra l’altro della Uranium One alla sezione “altre parti di esportazione”.

COME E’ STATA ACCOLTA LA NOTIZIA AL CONGRESSO

E mentre l’episodio sarà bollato dalla sinistra come un comodo tentativo per i repubblicani di cambiare la narrativa della “collusione russa”, il senatore Chuck Grassley ed altri stanno finalmente iniziando a premere per un consiglio speciale per indagare su quello che è chiaramente uno scandalo molto più esteso di quanto si pensasse originariamente.

“Più elementi emergono su questo accordo, più domande si sollevano”, ha affermato il senatore Chuck Grassley in una dichiarazione rilasciata dopo la pubblicazione di questa storia. Grassley è il presidente del comitato giudiziario del Senato che ha annunciato tra l’altro di aver già avviato un’indagine su Uranium One.

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Ora sembra che, nonostante le promesse in senso contrario, l’uranio statunitense si sia fatto strada oltreoceano come parte dell’operazione Uranium One“, ha dichiarato Grassley nella dichiarazione. Cosa ancora più inquietante, quelle transazioni sono state apparentemente rese possibili da varie agenzie dell’amministrazione Obama mentre il Congresso controllato dai democratici ha chiuso un occhio”.

“Gli americani meritano assicurazioni che l’influenza politica non sia stata un fattore in tutto questo. Sono sempre più convinto che un consulente speciale – qualcuno senza alcun coinvolgimento precedente in nessuno di questi affari – dovrebbe far luce su questo episodio ed ottenere risposte per il popolo americano “.

Forse è questo è ciò che intendeva Obama quando disse al presidente russo Dmitrij Medvedev di far sapere a Putin che avrebbe “avuto più flessibilità” dopo le elezioni del 2012?

Source here.

via SCANDALO URANIUM ONE: nuovi dettagli sul ruolo dei democratici. — GeopoliticalMind

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