Ruoti: terminato ieri il IV Festival dell’Organetto e del XXII Campionato Italiano di Organetto e Fisarmonica Diatonica

Doppio appuntamento per Ruoti che ridiventa la capitale italiana di organetto. Tre giorni di musica presso la villa comunale di Ruoti, dove si è tenuta la quarta edizione del Festival dell’Organetto e Fisarmonica Diatonica e il Campionato Italiano di Organetto e Fisarmonica Diatonica, giunto ormai alla sua dodicesima edizione. I membri di giuria sono stati professionisti del settore,  Giovanni Finoia, marchigiano, il campano Giovanni Gallo e Giuliano Cameli, marchigiano e ambasciatore mondiale di organetto, Bernardini Vittorio, marchigiano e compositore e musicista e autore di testi e Svetlana Skorobogataiaia Mallets, direttrice d’orchestra bielorussa.

SCALISE E ERRICHETTI
Scalise-Errichetti

L’evento alla portata nazionale e patrocinato gratuitamente dal Comune di Ruoti, è stato ideato e voluto fortemente dal Maestro ruotese e pluripremiato Gerardo Errichetti continua a ridare lustro e “suono” a questo strumento antico e non molto conosciuto <<Non è facile organizzare un evento del genere, contattare i professionisti e far venire tutta questa gente. Eppure ci sono riuscito e sono felice del risultato. La mia passione per l’organetto è qualcosa di speciale, io che suono da quando sono piccolo, riesco sempre ad emozionarmi e sono molto soddisfatto quando vedo il successo che ogni anno riscuote questa manifestazione. Mi piace che i giovani si avvicinino a questo strumento musicale, che appartiene alla nostra realtà, alla nostra storia>> afferma Errichetti.

La partecipazione al Festival era aperta a tutti, senza limiti di età e senza vincoli di marca di strumenti con un brano a scelta della durata non superiore agli otto minuti. Alla manifestazione hanno gareggiato quasi 300 musicisti, autodidatti e professionisti, provenienti da tutta Italia. Le categorie di audizioni sono state divise due sezioni e sette categorie diverse per età mentre le sezioni invece differivano per strumenti con due file di voci al canto e il numero di bassi che potevano essere quattro o otto.

<<L’organetto è stato per secoli la voce delle comunità. È bello che l’entusiasmo di suonare questo strumento riviva a Ruoti e ne faccia motivo di coesione, rilancio e riscoperta delle tradizioni. Sono stata felice di aver potuto apprezzare tanti giovani che suonano con passione questo strumento, siano essi di esempio di una tradizione che si tramanda e rivive nei giorni nostri >> afferma Anna Maria Scalise, sindaco di Ruoti.

Tratto da:Onda Lucana® Press

 

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