Il passato non vuol dire ritorno al ventennio fascista che la storia quotidianamente ci ripropone come disastro ancora attuale,attualissimo, ma la memoria deve necessariamante ritornare al 2005, in Francia, alla rivolta delle banlieu.

Il veleno sparso in questi mesi dal ministro Salvini ha sicuramente uno scopo, l’abbandono o quasi delle promesse elettorali(flat tax, riforma Fornero) e il contemporaneo fuoco di sbarramento sui migranti, sia essi già sul territorio italiano sia che su qualche barcone nel viaggio della speranza poco importa,fa parte di una strategia ed ha senso domandarsi se tutto questo veleno non sia sparso ad arte per provocare una rivolta violenta della comunità nera in Italia.

La comunità nera preda dei due schieramenti rivali: “Ultras Identitari” contro “Buonisti”  che fanno a gara per chi meglio riesce a strumentalizzare il migrante per propri interessi elettorali.

Il caso di Daisy colpita dall’uovo in faccia ha prodotto un cortocircuito mediatico che ha avuto per protagonisti non un gruppo di razzisti,ma tre cretini  che se da una parte ha allentato la tensione sul fenomeno delle aggressioni razziste, dall’altra ha fatto esultare chi doveva dimostrare che il fenomeno razzismo è un fatto  in cui tutti sono coinvolti e convintanente solidali con le posizioni del ministro Salvini.

Gli Ultras Identitari i migranti non li possono vedere, e questo è noto, ma quello che nessuno poteva sospettare è l’istinto bestiale che alberga in ognuno di noi che offusca la ragione e oltrepassa tutti i limiti della decenza e della dignità umana.

Senza neppure rendercene  conto siamo tornati a una concezione del diritto di tipo feudale e abbiamo riscoperto che non solo la colpa del padre ricade sul figlio, ma che le idee politiche del figlio devono rispecchiare quelle del padre.

Il padre di Daisy ha avuto condanne penali di conseguenza Daisy deve essere una poco di buono. Il padre del lanciatore di uova è un consigliere del Pd, il figlio non può che far parte a sua volta del Pd e poco importa se è solo in cretino annoiato.

Ragionamenti che laciano il tempo che travano: “anni fa il figlio di La Russa venne pizzicato a Milano a fare una tag, ma a nessuno venne in mente di considerare il padre Ignazio come il Capo di una crew di graffitari.

L’episodio usato in chiave difensiva,la prova provata che il razzismo è una bufala inventata dai giornali,e in chiave offensiva, chiedendo l’estromissione di Daisy dalla nazionale italiana di atletica.

Gli Ultras Identitari diffondono ragionamenti strampalati ragionamenti e trovano distese aperte di praterie il cui merito deve essere ascritto ai troppo “buonisti”che in nome di un antirazzismo paternalista contribuiscono a creare una condizione sempre più complicata per i migranti.

Un fatto,quello di Daisy,che in condizioni normali sarebbe stato insignificante è  stato invece trasformato in un caso mediatico senza precedenti che ha diviso e lacerato l’opinione pubblica, commentatori, politici e ministri. Una gara che ha fatto dimenticare le urgenze del paese ripiombato in una crisi economica e politica che pensavamo esserci lasciati alle spalle:”il prezzo dei carburanti rincarati con percentuali a 2 cifre, la disoccupazione giovanile che ritorna prepotente sulla scena occupazionale, lo spead che ritorna a salire,250 punti di differenziale, trascinandosi dietro una serie di aumenti,maggiori interessi da pagare e minori risorse per il paese da investire in assistenza,cultura e servizi pubblici”.

Il caso che ha coinvolto Daisy dovrebbe essere comunque meno rilevante se messo a confronto di un altro epidodio molto più grave in cui un uomo di 29 anni, Soumaila Sacmo,non è stato fatto bersaglio del lancio di un uovo, ma ammazzato con un colpo di fucile alla testa. Soumaila Sacko, il “sindacalista” dei braccianti che nella Piana di Gioia Tauro vengono schiavizzati per la raccolta di frutta e verdura da proprietari terrieri italianissimi, che hanno eletto il “padano” Salvini a Senatore della Repubblica.
Il bombardamento quotidiano ha una funzione precisa: sfruttare il “razzismo alle cozze” degli italiani per diffondere una situazione di allerta perenne, di vaga inquietudine di fondo.

L’apiteosi della campagna di paura diffusa per strumentalizzare la protesta che inevitabilmente esploderà nella comunita nera e mettere in atto la propria durissima agenda repressiva, senza incontrare alcuna resistenza.

Esattamente  come fece in Francia Nicholas Sarkozy, che ai tempi delle rivolte della banlieue era Ministro degli Interni.
La storia francese che potrebbe ripetersi in Italia, che parla molto degli episodi singoli,ma dimentica il sistema economico marcio, dove la tratta degli esseri umani si incrocia alle lupare della ‘ndrangheta e alle connivenze della politica.

Meglio chiudere gli occhi davanti alle persone sfruttate sul nostro territorio e ammazzate come cani se osano ribellarsi.

Logico ipotizzare che prima o poi i migranti si stancheranno di recitare il ruolo delle banderuole in balia di un esercito di paranoici e come accaduto in Francia o negli Stati Uniti inizieranno a ribellarsi.

A quel punto proveranno sulla loro pelle gli effetti della specialità italiana nota nel mondo come “strategia della tensione”.

I proclami razzisti a quel punto non serviranno soltanto in funzione elettorale, ma serviranne a cresre una condizione di repressione generalizzata e alla riduzione delle libertà personali.

Un anno che sembra un secolo per descrivere quanto sia cambiata la percezione dei fatti nell’opinione pubblica: il  paragone doveroso è con  quanto accadde nei giorni dello stupro di Rimini quando pareva che il sole il mare estivo trasformassero i migranti in tori da monta assetati di violenza sessuale.

L’opinione pubblica resse l’urto e a causa della concomitante follia dei due carabinieri di Firenze l’isteria collettiva si dissolse.

Dovesse accadere oggi, un fatto come quello di Rimini, quali sarebbero le conseguenze?

La calunnia è un venticello, canta Don Basilio ne “Il Barbiere di Siviglia”.

Il Barbiere di Pontida sta aspettando  solo la scusa buona per trasformare il venticello in tempesta.

I migranti a quel punto se la dovranno cavare da soli.

via ROMA.IL GOVERNO IN ATTESA DELLA RIVOLTA RAZZIALE. — Quotidiano on line

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