DALLA TRISTE SCIENZA AD UNA SOLUZIONE

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori (AIL)

Il problema economico in Italia è innanzitutto politico, della “polis”, e non è un problema solo localizzato: l’Italia sta pagando più di tutte le altre Nazioni dell’Unione Europea. Questo perché? Perché siamo tanti Stati con ancora le proprie legislazioni in un’Unione economica gestita dalla politica americana di Trump e tedesca della Merckel, mentre nel nostro sud (ma, seguendo altre modalità, in tutta l’Italia) siamo in parte governati dalla mafia che si infiltra nel sistema attraverso la “burocrazia”. La corruzione è figlia della burocrazia e non viceversa! Pensiamo alla corruzione impropria, anzi, spieghiamo in primo luogo la differenza tra le due: la corruzione può essere 1) propria quando oggetto del pactum sceleris è un atto contrario ai doveri d’ufficio; 2) impropria quando l’accordo ha per oggetto un atto d’ufficio. Ecco che qui già salta all’occhio il paradosso. https://ondalucana.com/2018/09/13/la-triste-scienza-2/

In Svezia non hai bisogno per un atto d’ufficio (cioè un atto che ti spetta) di dover pagare. In Italia sì perché manca l’efficienza che permetterebbe di essere tutti uguali. In Italia la burocrazia permette di essere disuguali, nella giusta misura in cui il politico ci possa navigare al meglio. Lui (il politico) con le promesse elettorali, e noi con la nostra morale corrotta, proseguiamo alla ricerca del più semplice al momento, e siamo disposti anche a pagare o vendere voti a chi poi, attraverso la burocrazia non efficiente, ce la farà restituire in questo modo: esempio Ilva (ma ci sono milioni di altri casi in Italia di spreco, sperpero, ed inefficienza). Manca la trasparenza. Noi usiamo nei sistemi pubblici una burocrazia talmente contorta che la trasparenza serve solo per far trasparire quanto siamo in grado di farci del male. Pensiamo il ponte Morandi e gli appalti, nei quali le gare in revisione di spesa (spending review) facevano intascare al politico di turno un surplus da chi vinceva la gara, per poi (ovviamente) aumentare il debito pubblico attraverso le spese sostenute dal partenariato pubblico privato, tanto caro alla social democrazia europea dell’era Blair. Pensandoci, come può esistere un binomio di questo tipo?! Il pubblico è l’insieme, è della “polis”, è il comune, di tutti, il privato invece è di un proprietario, di un direttore generale, di un imprenditore.

Come può un privato fare gli interessi di tutti? Se ha un bilancio, e questo si deve chiudere a fine anno con degli utili, gli utili debbono uscire dalle tasche dello Stato che con una mano, attraverso l’appalto, ha assegnato alla miglior offerta, e con l’altra toglierà alla “polis”, ciò che con la corruzione avrà fatto avere agli italiani ossia: (le autostrade più costose e mal tenute di tutta Europa) sono quelle italiane, gestite da aziende che tagliano i costi e non investono nella manutenzione. Quando la logica della privatizzazione e della svendita dei beni ha prevalso il bilancio è stato terribile. Basta guardare a Roma, dove scrive il corriere della sera, c’è la “linea metropolitana più cara al mondo e sempre in ritardo, per non parlare dei collegamenti, a cosa serve un freccia rossa Verona Firenze, se il tempo che risparmi lo spendi aspettando il regionale che ti porta ad Orvieto? Oggi le strade della capitale, ma non solo sono pericolose, buche che distruggono auto, se non di peggio! Lo scandalo dei subappalti che coinvolge politici di vari schieramenti.

Il fatto grave è che, anche se parte dell’infrastruttura italiana cade a pezzi ed il paese fatica a riprendersi dalla crisi, i pochi fondi sono costantemente stanziati per progetti costosi e poco funzionali. La corruzione propria, invece, è costituita da atti contrari ai doveri d’ufficio. Un esempio può essere l’avvocato che rischia di perdere il lavoro perché in base ad un decreto regio del 1931-34 la sua abilitazione era in scadenza. Anche in questo caso avremmo pagato pur di non perdere il lavoro. Quindi, la burocrazia e la sburocratizzazione sarebbero, come definizione, regolate dall’art. 97 della Costituzione, ma per capire quella italiana bisognerebbe leggerlo al contrario. Perciò, se i criteri per il buon andamento dell’amministrazione sono: efficienza, efficacia, ragionevolezza, trasparenza, ed economicità, per darne un’adeguata definizione per capire il significato dobbiamo leggerli al contrario. Pensiamo ai passaggi inutili che hanno fatto perdere soldi alla collettività, per esempio: a Malta, sempre per un avvocato, l’esame di abilitazione è orale e breve. Se rispondi bene sei abilitato alla professione. In Italia, dopo la laurea fai il praticantato con esame finale. A Malta sarebbe già concluso, ma in Italia non è finita qui: devi fare l’esame di difensore d’ufficio, poi l’esame di Stato che ha 9 prove, 3 scritte e 6 orali, con media di bocciatura del 90%.

Beninteso che non è un concorso pubblico perché, come il medico, si rientra nella nozione di impresa art. 41 della Costituzione. Con la burocrazia, in Italia, un futuro avvocato lo sarai se fai parte del 10% dei più fortunati dopo la laurea nel 2002, praticantato nel 2004, e risultato degli scritti che slitta nel 2005, per obbligarti a sostenere la prova orale nel 2006/2007. Concludendo: a causa della burocrazia nello Stato Italiano se tu sei bravo ti laurei nel 2002 e diventi avvocato nel 2007. Quindi sburocratizzare in questo senso significherebbe stabilire una regola logica, in base alla quale chi ha superato una prova di esame non debba più ripeterla: quanto tempo risorse e soldi verrebbero risparmiati? Sono tantissimi gli avvocati che persero il lavoro in questo frangente, per non parlare degli operai dell’Ilva, e della strage di persone per il crollo del ponte Morandi, sempre a causa di questa Italia fragile, dove le pubbliche strutture crollano, mentre i costi negli anni sono triplicati. Italia di burocrazia, di privatizzazioni, di corruzione, Italia che ha appaltato a società private la gestione del suolo pubblico e delle infrastrutture: non solo strade, autostrade, e di conseguenza ponti, ma anche aziende, società di volo, per non parlare della sanità regionale (anche qui differenza di costi e trattamenti), Regioni che vengono premiate come eccellenze aumentando così la forbice tra sud e nord di pubblico utilizzo del servizio sanitario a causa della sfiducia nei confronti di cure non appropriate.

Lo stesso vale per l’educazione e la scuola: la cosiddetta “buona scuola” ha aumentato i poteri ai dirigenti, stressati dal ruolo troppo di responsabilità. Gli stessi hanno possibilità decisoria sull’assunzione degli insegnanti precari, e la possibilità di mantenerli tali, e di recedere il loro contratto senza giustificato motivo. Per questo abbiamo alunni sempre meno formati, e qui possiamo introdurre anche l’inserimento (governo Renzi) dell’alternanza scuola-lavoro formulata in modo tale che spezzi l’anno scolastico, e nella maggioranza dei casi non porti a nessuna formazione perché l’istituto scolastico non riesce, anche per la necessità di percorsi burocratici enormi, a trovare un’azienda che si occupi di formare un ragazzo appropriatamente dal punto di vista lavorativo. Una soluzione per migliorare nel tempo l’economia italiana potrebbe essere la semplificazione burocratica, ossia l’eliminazione di quella parte di burocrazia che permette l’insinuazione di atti di corruzione nella maglia organizzativa. Altra possibilità da rivalutare è di riportare nel tempo il pubblico gestito pubblicamente, eliminando gli appalti costosissimi, i più costosi d’Europa, sia per gli accordi di gara, sia per la non manutenzione, ed in particolare per le stragi a causa dell’inefficienza delle ditte appaltanti e l’inerzia dello Stato.

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori (AIL)

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