Davide Serra ha fondato un nuovo think tank: l’Algebris Policy & Research Forum. Il nome si inspira chiaramente alla sua società di gestione di risparmio (Algebris).  Lo scopo, come si legge sul sito ufficiale, è quello “di promuovere e incoraggiare un’economia forte ed equilibrata in Europa, sulla base di un solido sistema finanziario supportato da un ambiente regolamentare e fiscale trasparente a beneficio delle società nel loro insieme, condividendo le conoscenze e la ricerca di esperti con il pubblico, enti governativi e non governativi”. Con Serra gli europei saranno in una botte di ferro.

Scorrendo la home del sito accanto alla foto di Davide Serra (fondatore e numero uno del gruppo) non si può fare a meno di notare il ritratto del nostro ex premier Matteo Renzi. Il senatore fiorentino sarà uno degli advisor di punta. Una scelta che dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, l’assoggettamento della politica alle ragioni della finanza.

Tornando al rapporto tra Serra e Renzi, esso è spesso stato oggetto di accuse a volte anche pesanti. Fu proprio l’ex sindaco di Firenze a far conoscere al grande pubblico il finanziere genovese naturalizzato britannico. Il numero uno di Algebris fu sempre al fianco del suo amico toscano sostenendolo sia nelle primarie che in tutte le campagne elettorali che lo vedevano direttamente coinvolto. Il sostegno era anche economico come testimoniano diverse inchieste giornalistiche. Un legame indissolubile che porta l’uomo d’affari a dare una mano all’amico caduto in disgrazia.

Vediamo meglio, quindi, chi è il businessmen progressista. Classe 1971, Davide Serra è sicuramente un uomo che ha avuto una carriera brillante. Laurea nel 1995 alla Bocconi, si trasferisce a Londra dove lavora prima per Ubs e poi per la banca d’affari Morgan Stanley dove a soli 29 ricopre il ruolo di direttore generale e coordinatore della ricerca globale sulla finanza. Nel 2006 decide di mettersi in proprio e insieme al francese Eric Halet, fonda la società di gestione del risparmio Algebris, di cui diviene amministratore delegato. Da buon migrante non si scordò mai della sua terra. L’amore per l’Italia del brillante uomo d’affari democratico è stato premiato anche dal Quirinale, con l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che gli ha conferito l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana nel 2014 “per essersi impegnato nella promozione dell’Italia come meta di investimenti finanziari”. Una frase alquanto sibillina.

La sua vicinanza con il Partito Democratico gli ha causato qualche grattacapo. Il 13 febbraio 2015, viene reso noto che la Consob lo ha convocato per avere spiegazioni su possibili anticipazioni e informazioni privilegiate ricevute in merito alla trasformazione delle banche popolari in società per azioni.

Tornado ai giorni nostri è importante capire quali sono i progetti del nostro Commendatore. Serra punta tutto sulla gestione della cartolarizzazione degli Npl o meglio crediti deteriorati. In pratica si tratta di soldi che le banche hanno prestato e che potrebbero non aver indietro. La crisi economica ha fatto esplodere questo fenomeno e a farne le spese sono stati soprattutto i piccoli debitori. Lo stato si è rifiutato di gestire l’emergenza lasciando spazio agli avvoltoi della finanza. Le banche, messe alle strette, hanno venduto questi crediti a fondi e società specializzati nella loro gestione.  Ed è qui che entra in gioco Algebris che compra a poco, ristruttura, rivende a un prezzo più alto, ottenendo un margine elevato. Infatti, attualmente queste operazioni avvengono a prezzi molto bassi, tra il 5 e il 18% del valore nominale. Lo scorso anno, ad esempio, il finanziere vicino a Matteo Renzi ha vinto col fondo Algebris Npl Fund II l’asta organizzata dal Banco Bpm per cedere il portafoglio “Project Rainbow” da 693 milioni di euro di valore nominale di crediti in sofferenza, garantiti da ipoteche su immobili a uso alberghiero, residenziale e commerciale. Poi è stata la volta di Banca Carige. Lo stesso tipo di operazione si è ripetuta con il Credito Valtellinese lo scorso aprile. Il vero problema è che tutte queste operazioni sono legali, il che non gli impedisce comunque di drenare liquidità dall’economia reale alla finanza. Davide Serra, dunque, ha già vinto la sua battaglia senza bisogno di alcun think tank.

Salvatore Recupero

fonte

via Davide Serra: ecco chi è il finanziere che vuol resuscitare Matteo Renzi — FeniceNews24

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