UTOPIA ITALICA

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori (AIL)

La morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ed il generale dalla Alberto dalla Chiesa, se veramente ha un senso, l’impegno, la coerenza, la responsabilità, nel fare il giusto e l’utile per la comunità, da parte di persone a cui è stata tolta la vita e affinché’ non si dissolva tutto nell’oblio della Storia, dobbiamo fare in modo che, i veri valori del vivere civile, che hanno segnato il fare di queste persone, siano partecipate ai nostri figli, non solo con le rituali commemorazioni, giuste e inalienabili, ma con un continuo, costante insegnamento. L’insegnamento del rispetto e dell’altrui considerazione, con la conoscenza delle naturali diversità, con la consapevolezza della necessaria e indispensabile integrazione, valori necessari e inalienabili, che potranno tutelarci da stato di conflitto intestino o fra popoli diversi, fra fedi difformi, o ancor peggio fra opposte ideologie, conflittualità, portatrice solo di morte e distruzione, che la mancanza di questi valori.

Lo sapevano molto bene tutte quelle donne e uomini che, nel rispetto di quei valori indispensabili a una civile e pacifica convivenza interpersonale e universale, ha pagato il prezzo più alto, la loro stessa vita e quella delle persone a loro più care. Adoperiamoci affinché’ i nomi di queste donne e di questi uomini, non siano solo relegati in una targa indicativa di una strada, di una Piazza o di una Scuola, ma costituiscano un grande, continuo e formativo, insegnamento per tutti noi. La conoscenza della contemporaneità, dei fatti e delle situazioni, la loro comprensione, sono le condizioni caratteristiche, per contribuire a creare la “coscienza critica” individuale e collettiva, senza la quale non si potrà progredire. Condivido pienamente il ricordo appunto attraverso la poesia di Brechet e di definire un giorno commemorativo.

Però io credo che più che parlare è necessario agire e per agire non basta colpevolizzare lo stato. Si sono stati abbandonati, ma chi li ha abbandonati non è lo stato ma siamo noi. Le persone, gli italiani che hanno bisogno di essere ricondotti all’amore. Amore per la propria patria solo interiorizzandolo lo riesci a trasmettere. Solo amandolo riesci ad opporti, e l’omertà scappa insieme qualsiasi forma di delinquenza e rendere un Paese serio e credibile, che prende le distanze dal malaffare, combattendo con fermezza Eppure ci sarebbe molto da fare di positivo, nel nostro paese, ma veramente molto. Bisognerebbe averci creduto, e crederci, che il passato sia passato, che c’è un male, un finito, questo finito in qualità di ipotetica morte dell’uomo dovrebbe fargli capire la verità. La verità è che abbiamo una mente, questa testa va educata alla comprensione delle cose.

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori (AIL)

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