La tre giorni fiorentina della Leopolda, come da tradizione, si conclude con il discorso di Matteo Renzi. In una mattinata con tante storie, dalla studentessa al manager, dall’operaio che ha perso il lavoro all’imprenditore che grazie a industria 4.0 è riuscito a portare avanti le sue idee innovative di economia circolare.

Prima dell’ex segretario hanno “scaldato” la platea i discorsi di Umberto Minopoli e Teresa Bellanova che più volte sono stati interrotti da lunghe e rumorose standing ovation. Alla chiusura del suo intervento l’ex viceministra allo Sviluppo economico è stata acclamata con un lunghissimo applauso e un grido: “Teresa, Teresa”.

Ecco dopo tre giorni di proposte, esperienze, analisi e tanta partecipazione (una manifestazione record con più di diecimila persone registrate) Matteo Renzi ha chiuso la Leopolda con un discorso intenso e battagliero. Inizia il suo discorso ringraziando tutti e poi ha sin da subito annunciato le date della decima edizione della Leopolda che si svolgerà dal 25 al 27 ottobre del 2019.

“L’odio fa male, quintali di fango che ci hanno buttato addosso non sporcano l’animo ma fanno male. Ma non risponderemo all’odio con l’odio, perché è l’odio è come un boomerang che ti torna in faccia. Noi rispondiamo all’odio raccontando quello che vogliamo fare, rispondendo con le proposte. Noi anche dopo la sconfitta abbiamo fatto politica, non abbiamo ceduto alla rabbia”.

“Io ho rappresentato un pezzo di popolo importante, perché non c’è un leader senza un grande popolo. Molti pensavano che noi dovessimo fare gli alleati saggi del M5s, così come Forza Italia dovesse fare lo stesso con la Lega, in un derby tra populismi. Noi abbiamo detto di no ai populisti al potere, io ho detto che se volevano potevano farlo senza di noi. Sarebbe stato molto più facile, un accordo vantaggioso per le poltrone. Ma la politica non è solo potere, avremmo perso l’anima. Noi abbiamo detto no, perché non ci stiamo a fare i junior partner tra due populismi, perché noi siamo convinti che facendo politica presto ritoccherà a noi, alle nostre idee. Il populismo grillo-leghista è un’alleanza che sta insieme saldata su tutte le partite. Fingono di litigare, ma sono attaccati alle loro poltrone da un doppio strato di colla”.

“Pezzi importanti del sistema e dell’establishment si sono impegnati a dire di no alle riforme. Dove sono oggi i giuristi che parlavano di attacco alla Costituzione. Dove sono oggi che si silenzia l’opposizione, oggi che vogliono chiudere i giornali, dove sono oggi che non sanno scrivere un decreto. Allora non siamo stati noi a portare i barbari a Roma, ma li avevate già portati voi. I barbari, quando sono andato da Fazio, li avevano già romanizzati. Il guru di Luigi Di Maio si chiama Enzo Scotti, ha fatto il ministro, il vero punto di riferimento del tentativo di pezzi di classe dirigente”.

“L’ondata populista di destra demagogica non nasce dal carattere di uno di Rignano ma da un fenomeno che va affrontato o non vinceremo mai più. Lo capite o no questo cari amici che criticate il mio carattere? Le critiche sono venute anche da compagni di strada che non hanno avuto nulla da dire sul mio carattere fino a quando grazie al mio carattere stavano a fare i ministri. E’ colpa del mio carattere se i socialdemocratici sono scesi sotto il 10% in Baviera, è colpa del mio carattere se negli Stati Uniti ha vinto Trump, è colpa del mio carattere se i cittadini britannici hanno votato per la Brexit. Cari amici vi voglio bene, ma rendetevi conto che fuori ci sono due forze ben saldate, e non fatevi abbindolare dalle scaramucce. I populisti avanzano, e lo fanno da anni”.

“Il condono è dire che non c’è legalità, c’è il condono fiscale. Beppe Grillo ha fondato una carriera sull’essere pagato in nero. Ma cosa ha Di Maio ad Ischia per dire tutte le volte che serve il condono tombale. Come mai nessun giornalista si chiede il perché di questa insistenza di Di Maio su Ischia? A noi controllavano anche se i calzini erano appaiati bene, dall’altra parte c’e’ un ministro dell’Interno che deve restituire 49 milioni. I soldi della Lega verranno restituiti agli italiani alla Leopolda numero 87”.

“Ci sono ricostruzioni fantasiose per cui io darei consigli a Matteo Salvini. Non lo sento e non lo vedo da mesi, ma vorrei darlo veramente un consiglio a Salvini se mi sente e a Di Maio se mi capisce. Domani i mercati balleranno perché Moody’s ha abbassato il rating, balleranno perché la prossima settimana arriverà la lettera di Bruxelles, balleranno perché altre agenzie potrebbero abbassare il rating. Dunque un consiglio glielo voglio dare: Fermatevi, perché ci state portando a sbattere”.

“Il futuro dell’Italia in Europa non è caro ministro dell’Interno fare una guerra a Macron e alla Francia. Io voglio fare la guerra contro Viktor Orban, lottare insieme contro chi viola i principi dell’Europa e hanno garantito settanta anni di pace. Io mi schiero al fianco dei ragazzi che vanno a fare l’Erasmus, no al fianco a chi vuole chiudere le frontiere. E’ questa l’Europa che voglio. Le prossime europee saranno una battaglia tra la paura e la speranza, una battaglia di resistenza culturale”.

“Il presidente della Rai ha detto ad un giornale israeliano che l’intero gruppo del Pd al Parlamento europeo è pagato da Soros. Il presidente della Rai è un bugiardo, è una fake news che cammina, è una vergogna che non ci sia chi ha il coraggio di dirlo, io non ho paura. Chiedo agli eurodeputati del Pd di denunciare il presidente della Rai per calunnia e diffamazione. E pure sulla sua elezione io chiedo al Presidente Fico e alla Presidente Casellati di aprire le schede perché abbiamo il sospetto che siano state segnate: vergogna avete fatto ciò che nemmeno Berlusconi ha osato fare”.

“Noi non abbiamo parlato del Congresso del Pd perché noi abbiamo partecipato due volte al congresso e lo abbiamo vinto due volte con il 70% e entrambe le volte siamo stati colpiti da un fuoco amico senza precedenti. Candidarci al Congresso sarebbe una cosa positiva per noi, ma non per il partito. Noi daremo il massimo appoggio a chi vincerà, la nostra massima disponibilità. Non faremo quello che è stato fatto a noi. E noi vogliamo che ci siano leader, nel Pd e nel centrosinistra, forti e credibili. C’è bisogno di leader e c’è bisogno di popolo e finirla con le polemiche interne. Poi una cosa voglio dirla sull’accusa della personalizzazione. Abbiamo fatto due campagne personalizzando e anche quando abbiamo perso abbiamo raccolto il 40%. Abbiamo spersonalizzato e abbiamo preso il 18%”.

“Dove andiamo noi non ci sono strade, le strade vanno tracciate. E allora dalla Leopolda mettiamoci in cammino perché non vogliamo lasciare il Paese in mano a chi lo sta trascinando nel baratro. E allora forza, perché è vero che siamo quelli che restano, ma siamo anche quelli che si rimettono in cammino per ricostruire quello che gli altri distruggono”.

via Leopolda 9, cosa ha detto Matteo Renzi in 10 punti — Snorki sarai tu!

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