LA FUNZIONE SUPPLENTE

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

Per rispondere alla domanda di dove sia finita la Costituzione, si può dire che questa gente è figlia di quella gente che a Genova diceva che la Costituzione ce l’aveva sotto gli stivali. E la cosa non dovrebbe sorprendere più di tanto. In una desolata e desolante aula parlamentare degli anni ’80 Bettino Craxi parlando, male, di un giornalista lo definì testualmente: “giornalista dei miei stivali”. A questo epiteto il vecchio missino Tremaglia gli fece eco domandando: “di chi sono gli stivali?!” Ecco, oggi molti italiani sono alla ricerca di questi famosi stivali, e dubito che gli si possa far desistere da tale agonica ricerca perché, al momento, sono tutti impegnati nel leccare questi famosi stivali avendo avuto una sorta di allucinazione collettiva e credendo di aver visto un novello Duce in un pagliaccio da circo.

Ma il carnevale, come cantava la stupenda Caterina Caselli “finisce male”, Ai molti che accusano la magistratura italiana di avere delle colpe, io rammento che: la colpa è della magistratura è una barzelletta che abbiamo già sentito ed è logora almeno quanto chi l’ha inventata. Per chi sostiene questa barzelletta, infatti, si può benissimo dire che la magistratura, sempre per quanto riguarda lo spreco di denaro pubblico, è stata colpevole pure di non aver scoperchiato Mani Pulite prima del 1992. Il problema è che ha anche tentato di farlo, ma la politica non glielo ha mai permesso. Questo perché c’erano delle logiche e dei sistemi sovranazionali che non davano la possibilità che accadesse tutto quello che, poi, bene o male accadde nel ’92.

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Ergo, il problema era è e, a mio parere, rimane, eminentemente politico. Mani Pulite, invece, è stato un breve momento storico in cui tutto poteva accadere e, purtroppo, niente di quello che poteva accadde. Di questi brevi momenti storici il nostro Paese ne ha vissuti tantissimi, partendo dalla stessa unificazione nazionale, con Garibaldi che aveva promesso, finalmente, la terra a chi la lavorava, e con Nino Bixio che fucilava quegli stessi contadini, rei soltanto di aver creduto a “Garibardo”. Le parole testuali di Bixio furono: avevano bisogno di un castigo, l’hanno avuto ed è stato tremendo. Ecco, allora come ora, io non credo che la colpa di Bronte o di averci fatto entrare in Europa, a queste condizioni, sia stata della magistratura, ma delle decisioni politiche. A massimi onori, almeno a casa mia, corrispondono, da sempre, massimi oneri. Il potere esecutivo e quello legislativo, infatti, nel nostro stato sono demandati al governo e al parlamento che non mi ricordo essere esattamente correnti della magistratura.

Ergo la mia posizione sul fatto che le decisioni devono essere politiche e deve essere giudicata la politica su tali decisioni rimane. Naturalmente tutto questo non pregiudica che ci siano dei giudici indegni, e magari sono anche in tanti, solo che è sui compiti e le funzioni che ci dobbiamo intendere, una volta per tutte. Fossi un giudice io mi ricorderei di tutti gli attacchi scriteriati dei politici e, la prossima volta, che la politica italiana chiede alla magistratura con il cappello in mano, come tante volte è successo, di esercitare ruoli straordinari e di supplenza, così come lo ha chiesto alla Banca d’Italia, le mani me le terrei in tasca, magari dicendo queste poche e salomoniche parole: hic manebimus optime.

P.S. Tra l’altro Salomone era pure un giudice oltre che un politico e Re e il suo regno viene considerato, dagli ebrei, come una età ideale, un po’ come l’adozione del migliore durante il periodo imperiale romano. O magari anche come quando tra il mettere l’Italia in mano ai ladri, preferiremo metterla in mano alle guardie.

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

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