4) IL COMPIMENTO DELLA TRAGEDIA

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori (AIL)

Nei primi mesi del 1945 entrano in scena gli Alleati: Winston Churchill, primo ministro del governo britannico, e Franklin Delano Roosevelt, presidente degli USA, avevano posizioni differenti riguardo a come intervenire nella vicenda del Friuli; essi non sapevano se sostenere la Resistenza o se porre fine agli infoibamenti. Tutt’ora le forze partigiane erano divise, nonostante l’accordo stipulato tra il governo jugoslavo e quello italiano. Gli slavi si impadronirono di Fiume e di tutta l’Istria interna, dando subito inizio a feroci esecuzioni contro gli italiani. Ma non riuscirono ad assicurarsi la preda più ambita: la città, il porto e le fabbriche di Trieste. La saga di sangue degli uomini di Tito si scatenò allora contro le persone inermi in una saga di sangue di grado degli orrori rivoluzionari della Russia 1917 1919. Secondo alcune fonti le vittime di quei pochi mesi furono tra le quattrocentomila re seimila, per altre diecimila. Le uccisioni di Italiani nel periodo tra il 1943 ed il 1947 furono almeno 20 mila, gli esuli italiani costretti a lasciare le loro case almeno 250 mila.

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Le uccisioni avvenivano in maniera spaventosa nelle foibe. I condannati venivano legati l’un l’altro con un lungo filo stretto ai polsi, e schierati sugli argini delle foibe. Quindi si apriva il fuoco trapassando a raffiche di mitra, i primi tre o quattro che precipitavano, trainandosi nella foiba anche i vivi, condannati a sopravvivere sui cadaveri dei loro compagni, tra sofferenze inimmaginabili. Gli Alleati decisero di seguire il consiglio di Roosevelt optando quindi per l’attendismo sino a quando, il 14 aprile del 1945, gli sloveni attaccarono Trieste. Il nuovo presidente degli USA Truman (eletto il 12 aprile dello stesso anno) decise allora di intervenire a favore dell’Italia: il 2 maggio gli Alleati trovano un accordo con Tito e i territori contesi vennero divisi dalla Linea Morgan (l’attuale confine friulano).

Il maresciallo jugoslavo è costretto a firmare l’accordo a causa del mancato appoggio di Stalin, il quale lo ha sempre sostenuto per tutta la durata della Grande Guerra. Col finire di questa contesa territoriale, finisce anche la drammatica vicenda delle foibe. Per quasi cinquant’anni il silenzio della storiologia e della classe politica avvolge la vicenda degli italiani uccisi nelle foibe istriane, è una ferita ancora aperta, perché è stata ignorata per molto tempo. Solo il 10 febbraio del 2005 il Parlamento Italiano ha dedicato una giornata del ricordo ai morti nelle foibe, uomini torturati, assassinati e gettati nelle fenditure dalle milizie della jugoslave di Tito alla fine della seconda guerra mondiale. La memoria delle vittime delle foibe e degli italiani costretti all’esodo dalle ex provincie italiane è un tema che ancora divide. Eppure quelle persone meritano, esigono di essere ricordate.

Link utili:

https://ondalucana.com/2018/10/30/le-foibe/

https://ondalucana.com/2018/11/03/il-mistero-delle-foibe/

https://ondalucana.com/2018/11/07/il-cuore-nero-delle-foibe/

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori (AIL)

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