La stampa sportiva italiana è inclemente con i piloti Ferrari

Tratto da:Onda Lucana® by Marco Di Geronimo

Che si trattasse di Schumacher, di Alonso, di Raikkonen o di Massa, è sempre arrivato il momento del codardo oltraggio. Ma non è mai mancato il servo encomio. Temiamo che stia succedendo lo stesso con Charles Leclerc.

Il nuovo pilota del Cavallino, chiamato a sostituire Kimi Raikkonen per obbedire alle ultime volontà sportive di Sergio Marchionne, è al momento oggetto delle attenzioni più vive dei giornalisti italiani. Addirittura in diversi ipotizzano che possa essere già più veloce di Sebastian Vettel al volante della prossima Ferrari.

Le aspettative che si caricano sul giovane Leclerc sono altissime. I tifosi ferraristi sperano che Charles, monegasco che quest’anno ha ribaltato le sorti dell’Alfa Sauber con un talento cristallino, possa aiutare nel riportare a Maranello l’iride che manca dal 2007. E in diversi credono (o sperano) che sia proprio lui a fregiarsi del titolo. Anziché Vettel.

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L’ossessione per Charles Leclerc

Mettiamo in ordine le carte. Il 2018 rappresenterà una delle sconfitte più cocenti della Scuderia di Maranello. La SF71H è stata una delle migliori monoposto che la Casa rossa è riuscita a sfornare nell’ultimo decennio, e il mondiale è stato perso per una lunga serie di errori. Di certo il momento di sbandata peggiore è stato quello della morte di Marchionne: orfana del grande capo, la Scuderia non ha saputo mantenere dritta la barra.

Da lì si sono moltiplicati gli sbagli, ascrivibili un po’ a tutti. La dirigenza ha peccato tantissimo nel gestire i propri piloti, decidendo di licenziare Raikkonen nonostante la seconda parte di stagione fosse apparsa decisamente migliore della prima. Sebastian Vettel stesso ha commesso una serie di sbavature che gli hanno fatto perdere punti pesanti (la satira non gli perdonerà facilmente tutti i testacoda che ha collezionato quest’anno).

Ma poi anche il muretto, il reparto tecnico, la mancanza di peso politico nello scontro con la direzione gara e la FIA per le soluzioni Mercedes… Troppi particolari hanno contribuito a distruggere le chances di riportare a casa il titolo mondiale. E da che, a metà estate, sembrava spianata la strada verso l’iride, si è arrivati al tirare i remi in barca con gare d’anticipo.

Adesso i cronisti si affidano a Charles Leclerc. Giovanissimo  (più di chi scrive), vincitore in due anni di GP3 e Formula 2, il monegasco è salito agli onori delle cronache grazie ai suoi miracoli alla guida dell’Alfa Sauber. E se la sponsorizzazione Alfa Romeo (e lo sconto sul prezzo dei motori dato dall’acquisto di Charles) ha sbloccato denari sonanti nella squadra elvetica, va detto che a portare a casa i risultati ha comunque contribuito molto la sensibilità di guida di uno dei maggiori talenti delle nuove leve automobilistiche.

Ma è presto per sperare che Leclerc possa vincere il titolo. Anzitutto bisogna vedere che automobile sfornerà la squadra del Cavallino. Replicare le prestazioni di quest’anno sarebbe «tanta roba», ma bisogna tener presente che nell’ultima fase del Campionato abbiamo anche assistito a una crescita esponenziale di Red Bull. Per tacere del fatto che Vettel potrà anche attraversare un periodo difficile, ma ha 11 anni d’esperienza e 4 titoli mondiali in più di Charles. Non certo l’ultimo degli scemi.

No, noi non ci aggreghiamo al servo encomio all’ennesimo salvatore della Patria. Charles Leclerc è un ottimo pilota che non ha bisogno di peso mediatico sulle spalle. Dimostrerà in pista quanto vale, e per il momento non c’è necessità di incensarlo né di denigrarlo. Tempo al tempo.

Tratto da:Onda Lucana® by Marco Di Geronimo

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