Destra e sinistra aspettano il congresso del PD

Tratto da:Onda Lucana® by Marco Di Geronimo

Il congresso del Partito democratico ormai è una specie di sit-com. Avremmo dovuto aspettarcelo, visto che da quasi un anno ormai va avanti la storia dei pop-corn. Ma l’assurdità che si consuma nelle mura del Nazareno avrà un impatto politico al di fuori. E non di poco conto.

In sintesi, nelle ultime ore è evaporata la candidatura di Marco Minniti. L’ex Ministro dell’Interno era stato designato alfiere del renzismo a quest’ultima tornata congressuale. Ma la sua mozione non vedrà mai la luce. Troppo flebile il sostegno dei renziani, e non abbastanza credibile il loro tentativo di convincere il «mai stato comunista» dell’ultim’ora a ritornare sui suoi passi.

«Resto convinto in modo irrinunciabile che il congresso ci debba consegnare una leadership forte e legittimata dalle primarie» ha dichiarato Minniti a Repubblica. «Si è palesato il rischio che nessuno ottenga il 51%», imponendo l’elezione del Segretario in Assemblea nazionale. La qual cosa comporterebbe la percezione che il PD «sia solo una confederazione di correnti».

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Con l’archiviazione della mozione Minniti il campo interno al Partito democratico prende ufficialmente fuoco. Mancano 9 giorni (la deadline è il 15 dicembre) alla chiusura dei termini delle candidature. L’area renziana si è ritrovata all’improvviso senza un candidato di bandiera. E spirano sempre più forti le voci di corridoio che danno l’ex premier e i suoi in uscita dal PD.

Gironzola già un logo: Cittadini 2019, scritta bianca, campo arancione. L’appello che figura sul sito (cittadini2019.it) è firmato a nome di Gianfranco Passalacqua, avvocato liberale in quota renziana. I modelli ai quali l’esperimento arancio si ispira sono «Ciudadanos, En Marche, la rinnovata vitalità dei liberali e dei verdi in Germania». Punto focale del nuovo soggetto è «una piattaforma moderna fondata sui valori e sulle idealità di un liberalismo non retorico né declamatorio, ma profondamente civile e calato nella realtà». Come i comitati civici di Scalfarotto, per intenderci. Per una volta Renzi impara da D’Alema: anche il lìder Massimo preparò la scissione dal PD costruendo comitati in tutta Italia. Si chiamavano Consenso e fecero campagna per il «no» al referendum costituzionale.

Ammesso che i renziani siano pronti a fare le valigie e puntino al lido arancione con l’obiettivo di aggregare anche +Europa di Emma Bonino, rimane una domanda. Chi sono questi renziani vogliosi di fuggire? Non si sa. Le truppe favorevoli all’ex Sindaco di Firenze erano molto nutrite nelle liste elettorali PD. Ma non tutti coloro che sono usciti renziani dall’urna elettorale rimangono tali nelle aule parlamentari. È da vedere a quanto ammonterà la pattuglia di deputati e senatori che vorranno levare le tende.

I sondaggi sono ballerini: a marzo un sondaggio EGM quotava il partito di Renzi al 4%, negli ultimi giorni circolano proiezioni al 12%. Ma la rottura sarebbe un gesto importante. E il brand del PD rimarrebbe saldamente in mano a Zingaretti, che senza indugio potrebbe richiamare a casa i fuoriusciti di Liberi e Uguali. A fare la minoranza interna rimarrebbero i franceschiniani, in appoggio a Martina.

Andrà davvero così? Difficile prevederlo. Ma dalla spaccatura del PD passa gran parte del futuro alla sua sinistra. L’assemblea del 16 dicembre prossimo convocata da Roberto Speranza dovrebbe sciogliere i nodi che stanno tartassando LEU. Parte della base, vicina a Pietro Grasso, riscalda i motori per una possibile scissione in polemica con gli atteggiamenti frenisti dei bersaniani (il 24 novembre è stata lanciata a Roma la piattaforma online unpartitodisinistra.it). Le sorti del progetto LEU adesso sono cronologicamente agganciate al congresso PD (che si terrà a gennaio) e all’assemblea di Cittadini 2019. Che si tiene proprio il 16 dicembre.

Per tacere del fatto che nel centrodestra c’è una brigata di senzatetto alla ricerca di una casa. I sopravvissuti di Forza Italia. Ai quali il lido arancione potrebbe sembrare appetibile. Dopotutto, lo slogan sotto il quale lo si sta costruendo gli è molto familiare: Rivoluzione Liberale.

Tratto da:Onda Lucana® by Marco Di Geronimo

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