DEDICA

Voglio dedicare questo libro a tutte le donne, a tutte le donne che sono il fondamento della vita, a tutte le donne silenti, a tutte le donne che soffrono, a tutte le donne che amano, a tutte le donne che attendono qualcosa dal resto dell’umanità, ovvero da noi uomini.

Recensione di Rossella Montemurro

Un omaggio all’universo femminile ma anche alla fede, alla speranza, al dono della maternità. Donne nel buio – l’audio libro che presto sarà realizzato dall’Aciil (associazione ciechi, ipovedenti e invalidi lucani) onlus di Potenza – di Vito Coviello è una piccola galleria di ritratti di donne, “forse in generale di tutte le donne, donne che per un motivo o per un altro – spiega l’autore – si sono ritrovate nel buio degli occhi, nel buio del cuore, nel buio della vita, nel buio della morte. Donne che però, con l’aiuto di Dio, son tornate a volare. Dio creò l’uomo a sua immagine, ma forse non gli riuscì tanto bene e allora creò la donna e le diede quella possibilità che apparteneva soltanto a lui, creare la vita: le ha lasciato tutto il peso dell’universo”.

Donne nel buio, quindi, ma che, dalle parole di Coviello “comunque sono e saranno sempre nella luce di Dio e torneranno a volare” proprio come Brunella, Angelina, Anna, Azzurra – alcune delle protagoniste della raccolta.

Il libro è dedicato a “tutte le donne, il fondamento dell’umanità, silenti, che soffrono, che amano, che attendono qualcosa da noi uomini”.

Coviello, 63enne, dalla nascita è vissuto sempre nella città di Matera dove ha studiato, si è sposato, ha avuto una figlia. Diventato non vedente a causa di un glaucoma cortisonico, 19 anni fa, ha incominciato a mettere in audio quello che ha nella sua anima. Ha già pubblicato con l’Aciil onlus di Potenza Sentieri dell’anima – premiato nel 2017 nella sezione audio racconti di libri inediti al primo concorso internazionale Poesia e libri “Vittorio G. Rossi” organizzato da ANFI Gaeta e dalla rivista “Il Saggio” – e, lo scorso aprile, Dialoghi con l’angelo.

BRUNELLA

Brunella aveva conosciuto quello che poi sarebbe diventato suo marito all’età di diciassette anni. Appena lo conobbe non le piacque, parlava troppo e portava i baffi. Dopo un po’, lo rincontrò, aveva tagliato i baffi, lo riconobbe e da lontano gli sorrise e lui capì che a lei piaceva, e la iniziò a corteggiare. Brunella non aveva mai avuto altri ragazzi e lui fu il suo primo ragazzo e all’età di diciotto anni lo sposò con felicità. Era il suo amore e la vita le sorrideva e ben presto arrivò anche una figlia, un angelo di Dio tra mille sacrifici, la vita continuava.

Vito lavorava e anche Brunella, dolce, intelligente, colta, preparata nel suo lavoro. Gli anni passavano, passavano insieme, ma poi al marito capitò un grosso guaio. Una mattina si svegliò e non vedeva, stava diventando cieco e allora Brunella lo portò in mille ospedali, da mille dottori e perse il lavoro.

Il suo amore andò in sala operatoria più volte, ma non recuperò la vista. I primi tempi, su marito distrutto dal dolore per essere diventato cieco, andava su di matto, però Brunella lo voleva tanto bene, un amore nonostante quello che era. Un po’ alla volta suo marito si è adattato a questa nuova condizione di non vedente, grazie al supporto di sua moglie non l’ha mai abbandonato e l’ha sempre incoraggiato e seguito. Suo marito, oggi non vedente, oggi vede a modo suo, oltre tutto con la sua pazienza Brunella l’ha fatto diventare un buon cattolico.

Lui non amava andare a messa, la domenica soprattutto preferiva riposare, ma poi con la moglie ci andava volentieri. In chiesa ha imparato a cantare, forse è un po’ stonato, ma è il suo modo di pregare e ringraziare Dio per avergli dato una moglie come Brunella. Non sa come ringraziare la moglie per tutto il suo amore verso di lui, un amore così grande, senza confini quanto la ama.

Tratto da: Onda Lucana® by Vito Coviello

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