Si ritorna all’agricoltura?

Da qualche anno si sta registrando un ritorno all’agricoltura per certi versi inaspettato…

Perchè inaspettato? Perchè se è vero che i nostri nonni riuscivano a mantenere le loro famiglie grazie alla terra che offriva risorse e alimenti per tutti è anche vero che la generazione successiva ha preferito l’impiego sicuro, quello che a fine mese garantiva uno stipendio e che, diciamolo chiaramente… non sporcasse troppo le mani perchè le mani sporche di terra non sono piaciute più a nessuno e il lavoro nei campi era troppo pesante. Come dare torto a chi adduceva tali ragioni a supporto di una svolta che segnava un grande cambiamento nell’assetto sociale  ed economico del nostro paese?

Quali sono state dunque le conseguenze di tale abbandono?

Le conseguenze sono state quelle che ancora oggi sono sotto gli occhi di tutti, il lavoro agricolo si è drasticamente ridotto, il pomodoro nasce nel banco frigo del supermercato e l’albero è il posto migliore dove appendere un’amaca. Io stessa, cresciuta da bambina in città nell’ignoranza più assoluta di cosa potesse significare raccogliere una lattuga dal proprio orto, non avevo mai assistito al processo produttivo che partiva dal mettere nella terra un seme e raccogliere magicamente un frutto qualche mese dopo.

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A questo punto bisognerebbe chiedersi se tutto questo è progresso…

Sembrerebbe di no, infatti recentemente emergono nuovi dati a favore di un ritorno all’agricoltura che rivelano che qualcosa stia cambiando e non solo in termini professionali ma anche nel settore  privato degli hobbisti che affascinati dal poter assaporare prodotti genuini del proprio orto iniziano ad impiantare una piccola produzione nelle proprie abitazioni.

Dunque si ritorna all’agricoltura….

L’agricoltura sta vivendo una fase di nuova “riscoperta” e sempre più giovani la iniziano a considerare anche come una risorsa lavorativa mentre una buona parte di piccoli appassionati la scoprono anche quale pratica anti-stress, quale forma di sana e genuina attività fisica e perchè no, per il piacere di portare a tavola qualcosa prodotta da sè.

A questi nuovi piccoli e grandi imprenditori voglio dedicare due righe per presentare un sistema di protezione per ortaggi dalle erbe infestanti da me brevettato qualche anno fa.

Intanto premetto che proteggere le proprie piante dalle erbacce è fondamentale in agricoltura perchè durante il ciclo colturale il lavoro di pulizia e rimozione delle erbe infestanti è molto difficile ma indispensabile poichè queste infestanti in quanto più vigorose, sottraggono energie alle colture e soffocano le piante messe a dimora.

Il sistema che voglio presentare è un Tunnel anti-infestanti denominato Tunelplant. È un tunnel in pvc riciclato e riciclabile che si posiziona sulla terra dopo aver creato una piccola baulatura.

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Al suo interno viene posizionata la manichetta dell’acqua e l’evaporazione della stessa ovviamente è ridotta al minimo dunque anche i consumi idrici lo sono ma l’aspetto più importante è che all’interno di questo Tunnel anti-infestanti la vita dei microrganismi prosegue nelle condizioni migliori per cui l’apporto di sostanze nutritive alla pianta è continuo e costante. All’interno del Tunnel anti-infestanti la vita continua…

La ripercussione sul ciclo produttivo e sulla salute delle piante è notevole, l’applicazione è semplice anche per chi si avvicina per chi non ha molta esperienza e a fine coltura basterà rimuovere il Tunnel anti-infestanti che potrà essere riutilizzato per la produzione successiva.

Il Tunnel anti-infestanti è un’alternativa ai diserbanti e al tossico telo nero in polietilene, i vantaggi non sono solo dunque nell’ambito della produzione agricola ma lo sono anche per quel che riguarda la salute ambientale e l’ambiente si sa, è patrimonio di tutti.

Dott.ssa Sonia Bellezza

Tratto da: Onda Lucana® Press

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