DONNE NEL BUIO

DEDICA

 Voglio dedicare questo libro a tutte le donne, a tutte le donne che sono il fondamento della vita, a tutte le donne silenti, a tutte le donne che soffrono, a tutte le donne che amano, a tutte le donne che attendono qualcosa dal resto dell’umanità, ovvero da noi uomini.

Recensione di Tassinari Paola

Vito Coviello è uno scrittore speciale, scrive con la voce, una bella voce profonda e suadente. Avrete capito che sto parlando di audiolibri, un mercato che negli Stati Uniti è molto diffuso, da noi in Italia ebbero molta risonanza qualche decennio fa.

Ultimamente l’audiolibro è in grande ripresa, negli ultimi anni, è cresciuto più del triplo.

Coviello è di Matera, la Terra dei Sassi e certo qualcosa della roccia deve essere penetrato in lui: Vito con gli anni è diventato cieco, a causa di un glaucoma cortisonico, ma non si è lasciato abbattere dalla sua disabilità, anzi forse il suo handicap è diventato un modo per capire il buio degli altri, non solo quello degli occhi ma soprattutto quello dell’anima.

Vito non vedrà i colori del mondo, ma la sua anima è tinta di luce e signori miei, la differenza sta tutta qui, se hai la luce dentro, tutto anche la minima cosa ti appassiona, anche solo le feste di un cagnolino incontrato per strada, come accade a Maria, una delle protagoniste dell’audiolibro, ma se dentro hai il buio nulla ti interesserà, tutto ti sembrerà vuoto e inutile.

Maria, Marselita, Sofia, Letizia e tante altre, sono voci di donne, sono racconti sommessi di piccole storie che fanno parte, come le perle di una collana, dell’ultimo audiolibro di Vito Coviello: Donne nel buio, che presto sarà realizzato dall’Aciil (associazione ciechi, ipovedenti e invalidi lucani) onlus di Potenza.

Le storie si ascoltano quasi come un mantra o una preghiera e ci aiutano a farci diventare un poco migliori, facendoci riflettere su quanto poco basti per essere sereni e in pace con noi stessi.

Basta veramente poco, pochissimo, un poco di dolcezza e Vito Coviello come una Mary Poppins in pantaloni ci dice con il suo universo di racconti tutto al femminile che… un poco di zucchero e la pillola va giù.

INTRODUZIONE

Donne nel buio è una raccolta di storie di alcune donne, forse in generale di tutte le donne. Donne che per un motivo o per un altro, si sono ritrovate nel buio degli occhi, nel buio del cuore, nel buio della vita, nel buio della morte. Donne che però con la luce di Dio sono ritornati a volare. Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, ma forse non gli riuscì tanto bene e pensò bene di creare la donna, e con lei la possibilità di donare la vita. Da allora la donna è l’unica che può dare la vita. Ha lasciato a lei tutto il peso dell’universo, donne nel buio che comunque sono e saranno sempre nella luce di Dio e torneranno a volare.

AZZURRA

Azzurra era arrivata all’ultimo anno dell’istituto superiore, doveva diplomarsi quell’anno. Un giorno, si sentì male, in classe, svenne, fu portata in pronto soccorso. I medici la visitarono e trovarono qualcosa di assai grave, leucemia in stato avanzato. Il papà la portò da altri medici, in altri ospedali e, a ritorno, da un grande ospedale del nord, dove alla figlia, a sua figlia, il bene più prezioso della sua vita. La sua unica figlia Azzurra, quei medici gli avevano detto che avrebbe vissuto soltanto, massimo una sessantina di giorni. Nero, il padre, comunque, disse alla figlia: << figlia mia, i medici hanno detto questo, speriamo in un miracolo>>. Nel viaggio di ritorno, il padre si arrabbiò, si arrabbiò con Dio, fu anche blasfemo. Allora Azzurra, gli disse << perché bestemmi il padre mio? Io sto per ritornare da lui, non bestemmiare il padre mio, pazzo>>. Nonostante la malattia, la leucemia, Azzurra si diplomò. Lui stava a letto ma vennero i membri della commissione a casa sua. Non le diedero un voto alto anche se avrebbero potuto darglielo. Dopo un po’ Azzurra morì. Ora Azzurra è in cielo, è dal Padre di tutti noi. Il padre di Azzurra, memore delle difficoltà che aveva incontrato, in ospedale, fondò anche un’associazione al fine di raccogliere fondi per le famiglie dei ragazzi colpiti da leucemia. Per quell’unica figlia ha ritrovato la Fede.

Tratto da: Onda Lucana® by Vito Coviello

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