Morbo di Parkison

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori 

 Il Ministero della salute così definisce questa patologia:

La Malattia di Parkinson è una malattia neurodegenerativa caratterizzata da un disturbo progressivo e cronico, riguardante principalmente il controllo dei movimenti e l’equilibrio. Si stima che in Italia le persone affette da Parkinson siano circa 230.000; la prevalenza della malattia è pari all’1-2% della popolazione sopra i 60 anni e al 3-5% della popolazione sopra gli 85 anni.

L’età media di comparsa dei sintomi è intorno ai 60 anni, ma il 5% dei pazienti può presentare una forma ad esordio precoce, con esordio prima dei 50 anni.
Secondo studi epidemiologici condotti in Europa e negli Usa, la malattia colpisce le persone di sesso maschile con una frequenza superiore di 1,5-2 rispetto alle donne.
Il Parkinson interessa alcune aree profonde del cervello, i gangli della base (nuclei caudato, putamen e pallido), strutture nervose molto importanti per la corretta esecuzione dei movimenti.
I sintomi si manifestano con la perdita di oltre il 60% delle cellule nervose produttrici di dopamina della cosiddetta “sostanza nera” che si trova in queste aree; questo determina una riduzione nel cervello dei livelli di dopamina, un importante neurotrasmettitore che gioca un ruolo centrale nella regolazione dei movimenti.

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Problemi di equilibrio:

 In uno studio da me e medici neurologi e fisiatri, fatto dal centro Parkinson del Policlinico di Borgo Roma a Verona ci si è basati al recupero delle abilità responsabili del mantenimento dell’equilibrio e della postura del paziente Parkinsoniano.

Il nostro interesse a questo argomento è dovuto al fatto che l’instabilità posturale è una caratteristica frequente (almeno 1/3) nei pazienti affetti da Morbo di Parkinson, inoltre è causa di grave disabilità e risponde scarsamente ai farmaci antiparkinsoniani. E’ stato dimostrato che l’indebolimento dell’equilibrio è dovuto all’alterazione dei riflessi posturali e che l’instabilità determina una riduzione del livello dell’autonomia del soggetto condizionandole la vita.

Altri fattori che condizionano l’autonomia sono gli effetti collaterali dei farmaci (discinesie)l’ irregolarità dell’andatura, la debolezza muscolare degli arti inferiori e la ridotta sensazione periferica.

Alla luce di tutto ciò  noi abbiamo ritenuto fosse possibile dimostrare come il trattamento riabilitativo dei pazienti affetti da Morbo di Parkinson potesse migliorare la loro abilità di reazione posturale nel mantenimento della stazione eretta e durante le attività di locomozione.

In questo lavoro vi è uno studio iniziale che consta in:

A valutazione iniziale

1 Osservazione del paziente in stazione eretta e durante il cammino.

2 Analisi quantitativa e qualitativa delle attività di trasferimento posturale .

3 Valutazione del tramite P.l.m.test ( posturale-locomotoria-manuale).

4 Test posturografici: statico, di autodestabilizzazione e di destabilizzazione esterna inesperta.

B Trattamento Standardizzato.

È articolato in modo tale il trattamento venga effettuato inizialmente con il paziente in stazione eretta, considerata la situazione statica di massima precarietà, che deve essere mantenuta sia ad occhi aperti che ad occhi chiusi, per favorire l’utilizzo delle afferenze propriocettive e vestibolari che sono generalmente poco sfruttate.

Secondariamente si introduce la coordinazione tra deambulazione e movimento degli arti superiori, poiché “i soggetti affetti da Morbo di Parkinson hanno difficoltà nell’eseguire correttamente sequenze di movimento o programmi motori simultanei.

Nell’ultima settimana vengono effettuate attività di gruppo, per favorire un rapporto interpersonale, dove i soggetti interagendo tra loro in un ambiente sicuro e stimolante possono esprimere al meglio le loro capacità motorie e relazionali.

C Valutazione finale

Viene seguita la stessa metodica della valutazione.

Trattamento

Con il nostro lavoro intendiamo migliorare il quadro relativo alla instabilità posturale promuovendo il potenziale delle capacità residue dei pazienti affetti da Morbo di Parkinson per favorire la riacquisizione di uno schema di movimento più fluido e più ampio.

I principi che stanno alla base del nostro training partono dalla perdita dei pattern automatici e la rigidità associata aumenta ancora di più l’instabilità.

Essendo che il Parkinson sfrutta le afferenze visive trascurando altri input si è cercato di:

1 ripetere continuamente gli esercizi senza apporvi eccessive modifiche, perché il paziente riesca a comprendere meglio il compito motorio.

2 graduare la difficoltà degli esercizi in modo da introdurre progressivamente richieste più complesse, per aumentare nel paziente la capacità di assemblare i diversi programmi motori.

Abbiamo così suddiviso il trattamento riabilitativo:

 

1 prima settimana stazione eretta e attività di abilità locomotoria.

Es.

Stazione eretta passare dell’appoggio bipodalico all’approccio monopodalico.

Stazione eretta trasferire successivamente il carico sulle punte, sui talloni, sul lato esterno dei piedi, su quello interno.

2 nella seconda settimana, attività di abilità locomotoria coordinazione tra locomozione e movimento degli arti superiori.

Es. Stazione eretta sul tavolo oscillante: resistere alle oscillazioni del tavolo provocate dal terapista, sia antero posteriori che in senso latero laterale.

 

3 quarta settimana è stato inserito il trattamento di gruppo.

Es il gruppo si compone di 2 Max 3 pazienti.

I pazienti posti di fronte ad una parete eseguono alternativamente la consegna di affiggere e di staccare i numeri autoadesivi a diversi livelli di altezza.

L’esecuzione è completa quando sulla parete non rimane nessun autoadesivo.

Questo intervento riabilitativo ha dato risultati positivi sulla rigidità, le alterazioni della postura, il livello attentivo, le capacità funzionali.

Nel trattamento si è molto attenti alla valorizzazione delle capacità globali.

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori 

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