DONNE NEL BUIO

DEDICA

 Voglio dedicare questo libro a tutte le donne, a tutte le donne che sono il fondamento della vita, a tutte le donne silenti, a tutte le donne che soffrono, a tutte le donne che amano, a tutte le donne che attendono qualcosa dal resto dell’umanità, ovvero da noi uomini.

Recensione di Senese Lina

Racconti di donne che con le loro vite insegnano che la forza di volontà e la determinazione di non volersi arrendere possono trasformare le problematiche della vita e persino un handicap in un punto di forza.

Lo stile di Vito Coviello ricorda per alcuni aspetti quello dei naturalisti, capace com’è di rendere in maniera quasi visiva la realtà che descrive, mentre l’apparente semplicità dei racconti, quello dei quadri naif.                     Donne nel buio indirettamente ci racconta anche chi è Vito Coviello. Traspare infatti dalla narrazione la sua profonda umanità, il suo amore per la vita e il grande rispetto che ha per le donne. Per me che lo conosco, in questo libro ritrovo tutta la sua umiltà, generosità e profondità di uomo. Benché viva nel buio anche lui da molti anni, la sua anima emana una luce che lo rende una persona veramente speciale.

INTRODUZIONE

Donne nel buio è una raccolta di storie di alcune donne, forse in generale di tutte le donne. Donne che per un motivo o per un altro, si sono ritrovate nel buio degli occhi, nel buio del cuore, nel buio della vita, nel buio della morte. Donne che però con la luce di Dio sono ritornati a volare. Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, ma forse non gli riuscì tanto bene e pensò bene di creare la donna, e con lei la possibilità di donare la vita. Da allora la donna è l’unica che può dare la vita. Ha lasciato a lei tutto il peso dell’universo, donne nel buio che comunque sono e saranno sempre nella luce di Dio e torneranno a volare.

CARMEN E PABLO, DUE CUORI INNAMORATI

Carmen, bellissima ragazza andalusa, veniva a Pamplona dove, per vivere, vendeva biglietti della lotteria per la Plaza de Toros, dove si facevano le corride. Aveva sentito parlare dalle sue amiche, di questo grande toreador, bellissimo uomo e ricchissimo, ma non le è mai capitato di incontrarlo. Un giorno, sentì qualcuno scendere da una macchina e delle persone che lo salutavano dicendo:<< Ola Pablo, matador de toros, ciao Pablo, uccisore di tori>>. Lei pensò fosse il toreador e sapeva che, magari, venisse da lei a comprare almeno un biglietto. Quel signore si avvicinò e si presentò come Pablo. Le chiese come si chiamava e chiese non uno, ma dieci biglietti e, da quel giorno, tutti i giorni, Pablo passava Carmen a comprare tanti biglietti. Le portava dei doni, dei dolci, le faceva tanti complimenti.

Lei era felice e non osava ma ci sperava in quell’amore. Un bel giorno, Pablo si dichiarò, le disse che l’amava. Allora, Carmen, intimidita, gli rispose: << Ma come fai ad amare me che sono cieca, sono cieco. Un grande toreador, ricco, come fa ad amare me che sono povera e cieca>>. Pablo capì l’equivoco e le disse: << Guarda Carmen, non sono il toreador, io sono un semplice picadores e sono di colore>>. Allora, Carmen gli disse: <<Io sono cieca, per me tutto il mondo è nero, non esiste più il colore, è tutto nero e sono pazza di amor per te>>. Da allora, vissero felici e contenti.

Tratto da: Onda Lucana® by Vito Coviello

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