7) Malika ed il vero ed unico amore malato

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori (AIL)

Finalmente arrivò il Principe Azzurro, era veramente bello, un sorriso smagliante, lo conobbe che aveva 26 anni, era il medico dell’Istituto Assistenza Anziani dove lei aveva vinto il concorso. Fu’ la segretaria a presentarglielo, del resto era lui ed un collega gli unici due presenti in struttura. Malika, ascoltò superficialmente l’impiegata, che la informava che il medico era molto professionale, ma un po’ “matto” si proprio così lo definì. Stefano, era il nome del suo Amore, e le sue mani, le sfioravano i capelli, mentre lei parlando arrossiva.

La dolcezza e la fermezza era rappresentata da lui per la giovane donna, aveva bisogno del suo amore malato, le era mancato. Quante promesse, regali, Stefano le faceva ed al contempo le chiedeva di lasciare i suoi cari. Paolo, per lui sarebbe diventato un figlio, ed il piccolo si fidò della mamma, tanto che chiamava Papà, il loro carnefice. Lui pretendeva la sua devozione e lei ci ha provato con tutte le sue forze per essere all’altezza, Malika cercò di cambiare, annullare la sua personalità, per essersi meritata di averlo incontrato. Il tempo passava, ma il suo Amore, non era mai soddisfatto di lei, anzi era guardata a vista, non le permetteva di uscire di casa, nemmeno con il secondo figlio Alessandro nato dopo il loro matrimonio. Le motivazioni erano varie “ il bambino non può frequentare luoghi pubblici perché si ammala”, “una brava madre non lascia il figlio con altre persone”.

Il Principe ormai, aveva perso il suo potere, ma la donna non sapeva come fare, avrebbe voluto andarsene, ma poi lui la ritornava a prendere. Le prometteva che non avrebbe più alzato le mani su di lei, ma poi non era così, intanto Paolo il figlio maggiore fu allontanato da casa, perché il suo amore lo considerava il motivo dei litigi. Per qualche anno Malika non seppe dove fosse finito Paolo e di questo abbandono, non si perdona nemmeno ora. Rimasta sola con Alessandro, Malika era intrappolata sempre più nella ragnatela. Secondo Stefano lei non sapeva cucinare, né lavare, tanto meno essere madre, questo suo condizionamento la portò a credere di esser colpevole di esistere. Dopo anni di maltrattamenti subiti, Malika uscì dal tunnel e questo grazie a delle colleghe, che vedendola peggiorare ogni giorno sempre più la convinsero a denunciare.

Non fu’ semplice, per una donna maltrattata è difficile perché di solito soccombe. In rari casi, se trova l’aiuto per reagire poi porta avanti i suoi diritti, senza pietà alcuna nei confronti del suo carnefice. Solo dopo anni Malika si rese conto che forse bastava andarsene, perché la giustizia non le aveva reso né la ragione e nemmeno la vita sua e di Paolo, ma anche di Alessandro. Ora dopo essersi laureata altre due volte, sta cercando di delineare la sua vita in modo tale di non trovarsi mai più nelle condizioni di debolezza nei confronti di un’uomo. Per tale motivo ha scelto di vivere da sola. Questo viene definito “ narcisismo” da sofferenza cronica esistenziale. Questa però non è la storia di una relazione normale.

https://ondalucana.com/tag/angelo-ivan-leone/

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori (AIL)

 

Annunci