DONNE NEL BUIO

DEDICA

 Voglio dedicare questo libro a tutte le donne, a tutte le donne che sono il fondamento della vita, a tutte le donne silenti, a tutte le donne che soffrono, a tutte le donne che amano, a tutte le donne che attendono qualcosa dal resto dell’umanità, ovvero da noi uomini.

Recensione di Ada Giuseppina Seu

 L’autore Vito Coviello, in questo suo libro, scrive racconti sulle vicissitudini delle donne nel buio…. Donne che hanno sofferto di problemi di salute, di chi si è ritrovato senza più luce nei loro occhi…! Donne che sono state maltrattate…amate in modo scorretto, senza aver mai capito il vero amore. Donne usate, e donne forti che invece sono oltretutto a superare tutte le prove e le ingiustizie. Tu caro Vito scrivi dei libri sulle donne che sono meravigliosi, hai un modo molto delicato nel descrivere il lato femminile. Grazie, amico mio.

INTRODUZIONE

Donne nel buio è una raccolta di storie di alcune donne, forse in generale di tutte le donne. Donne che per un motivo o per un altro, si sono ritrovate nel buio degli occhi, nel buio del cuore, nel buio della vita, nel buio della morte. Donne che però con la luce di Dio sono ritornati a volare. Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, ma forse non gli riuscì tanto bene e pensò bene di creare la donna, e con lei la possibilità di donare la vita. Da allora la donna è l’unica che può dare la vita. Ha lasciato a lei tutto il peso dell’universo, donne nel buio che comunque sono e saranno sempre nella luce di Dio e torneranno a volare.

DESIRE’ L’USIGNOLO DI DIO

 Desirè, quando la sua mamma era in attesa di lei, non sapeva che si sarebbe chiamata Desirè. La mamma aveva avuto qualche problema perché correva il rischio di perderla e l’aveva tanto desiderata, voleva chiamarla Desirè. Lei nacque come un piccolo fiore, un piccolo angelo, con una voce potente quando piangeva o quando rideva, un usignolo.                                                                                               Crescendo mostrò sempre tanta dolcezza nei confronti degli altri, degli esclusi, degli anziani, dei disabili e già alla scuola superiore andava come volontaria, dove c’erano persone bisognose a tenergli compagnia, per loro cantava.

L’estate andava in ferie a Fortignone al mare, stando lì iniziò a frequentare una parrocchia, dove c’era un bel coro, lei amava cantare nel coro e iniziò a cantare. Conobbe una persona molto più grande di lei, il direttore del coro, un Diacono, non sapeva che questa persona poi l’avrebbe cercata. Appena diplomata, questo signore la cercò a casa e chiese a sua madre di poterla frequentare perché pensando di sposarsi aveva pensato a lei, la madre rimase interdetta.

Desirè pensando che la proposta non sarebbe andata a buon fine, lo iniziò a frequentare.

Lei rimase affascinata dalla sua esperienza, dalla sua cultura e se lo sposò.

Tornati dal viaggio di nozze la madre con cui viveva questo Diacono, non volle riceverla e non voleva uscire dalla stanza. Desirè, invece, per la sua bontà e pazienza usciva due volte al giorno in modo che la suocera potesse almeno mangiare.

In questi anni, il loro amore cresceva sempre di più, ma nonostante tutto il marito non la faceva rispettare. Dopo un po’ la madre di Desirè muore, e nella stessa notte dal dolore perse la vista. La diagnosi fu retinite pigmentosa, avrebbe purtroppo perso la vista da lì a poco. I figli incominciarono ad avere paura di ereditare la stessa malattia, e lei di questo ne soffriva perché la retinite pigmentosa è una malattia genetica. Frequentando le associazioni che si occupavano di questo tipo di problematica, il presidente si accorse che possedeva una gran bella voce e gli chiese di cantare per una raccolta fondi, e lo fece e iniziò a avere successo e ricevere dei premi.

Successivamente, iniziò a diventare completamente cieca, e non volle più stare in quella casa, dove d cieca sarebbe stata prigioniera del suo male e degli altri.  Nonostante tutto doveva continuare ad uscire per non farsi vedere dalla suocera, la quale non l’accettava nonostante la malattia, e per questo lascio il marito, decise di divorziare e vivere la sua vita e il suo dolore.

Nel suo dolore imparò a vivere da cieca, ma ci soffriva ancora, non cantava. Quando la dottoressa le disse “se ti piace cantare, fallo”, così Desirè riprese a cantare ed avere grandi successi. Oggi Desirè è la prima cantante del teatro di Frontignon. A breve farà uno spettacolo e lo porterà in giro per il mondo. Desirè dal buio ha riempito di luce la vita di tante persone anziane, disabili con la vocazione per la musica.

Desirè è l’angelo di Dio, l’usignolo di Dio, attraverso lei Dio porta la sua voce a tanti.

Tratto da: Onda Lucana® by Vito Coviello

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