DONNE NEL BUIO

DEDICA

 Voglio dedicare questo libro a tutte le donne, a tutte le donne che sono il fondamento della vita, a tutte le donne silenti, a tutte le donne che soffrono, a tutte le donne che amano, a tutte le donne che attendono qualcosa dal resto dell’umanità, ovvero da noi uomini.

Recensione di Stigliano Maria Alba

 Le donne di Vito, belle, autentiche che sanno guardare con gli occhi del cuore. Sensazioni, emozioni che solo la sensibilità di Vito ci può dare.

INTRODUZIONE

 Donne nel buio è una raccolta di storie di alcune donne, forse in generale di tutte le donne. Donne che per un motivo o per un altro, si sono ritrovate nel buio degli occhi, nel buio del cuore, nel buio della vita, nel buio della morte. Donne che però con la luce di Dio sono ritornati a volare. Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, ma forse non gli riuscì tanto bene e pensò bene di creare la donna, e con lei la possibilità di donare la vita. Da allora la donna è l’unica che può dare la vita. Ha lasciato a lei tutto il peso dell’universo, donne nel buio che comunque sono e saranno sempre nella luce di Dio e torneranno a volare.

ERICA E LA SUA GRANDE FELICITA’

Erica, giovane ragazza non vedente faceva da segretaria ad un editore non vedente, che amava pubblicare dei libri di altri non vedenti come loro. Tra i tanti c’era un vecchio signore di mezz’età che ha iniziato a scrivere qualche cosa, più per sé stesso che per gli altri, scriveva le cose che gli venivano dalla sua anima. Telefonava spesso al suo amico editore e forse anche inopportuno. Al telefono rispondeva sempre Erica, giovane ragazza di ventitré anni, a lungo andare finirono per fare amicizia. Questo signore la trattava come una figlia, vedendo la sua solitudine, la sua amarezza di giovane ragazza di 23 anni non vedente, che non riusciva a trovare un amore e la prospettiva della solitudine, le propose di partecipare al suo gruppo Skype con altre persone che potuto conoscere e lei così fece. Dopo appena 2 giorni scrisse un messaggio che lasciò basito lo scrittore. Erica diceva di non essere più disturbata da persone che avevano frainteso, che avevano cercato di offenderla, che le avevano detto di tutto e di più. Lo scrittore rimase molto imbarazzato per l’accaduto e non chiamò più, avrebbe voluto scusarsi con quella ragazza che poteva essere sua figlia ma non lo fece. Il tempo passò e lo scrittore scrisse un altro libro, il libro raccontava dei suoi viaggi della speranza in treno, fu pubblicato e l’editore un giorno lo chiamò e gli disse: “Ha chiamato Erica commossa, ti manda i saluti, mi ha riferito che oggi è una sposa felice grazie a voi”. Oggi posso dire ad Erica di essere felice per aver raggiunto i suoi obbiettivi e gli auguro tanti auguri per il suo matrimonio, e di essergli stato utile in un certo qual modo.

Tratto da: Onda Lucana® by Vito Coviello

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