Lombosciatalgia, e trattamento

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori 

La lombalgia (cioè il dolore alla colonna vertebrale, il complesso funzionale che fa da pilastro all’organismo umano) non è una malattia ma un sintomo di diverse patologie, aventi in comune la diffusione del dolore in regione lombare. È un disturbo estremamente frequente in età adulta, con massima incidenza in soggetti di 40-50 anni di entrambi i sessi. Circa l’80% della popolazione ne è colpito almeno una volta durante la vita.

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Può presentarsi in forma acuta, subacuta e cronica, con diversi gradi di disabilità.

È tra le più frequenti cause di assenza dal lavoro ed ha perciò un’elevata incidenza socio-economica.

La lombalgia è distinta in due grandi gruppi, a seconda che derivi o meno dai segmenti ossei sovrapposti (le vertebre) che la compongono:

  • di origine vertebrale
  • di origine extravertebrale

Appartengono al primo gruppo le forme da patologie congenite, tra cui:

  • sacralizzazione dell’ultima vertebra lombare, la quinta, che in questo caso risulta fusa con la prima vertebra sacrale
  • spondilolisi, ovvero la mancata fusione di parte dell’arco posteriore di una vertebra
  • spondilolistesi, quando avviene lo scivolamento in avanti di un corpo vertebrale
  • sinostosi, deformità congenita dovuta alla fusione di due o più vertebre;

e le forme, molto più frequenti, da patologie acquisite:

  • processi degenerativi, tra cui discopatie, stenosi del canale etc
  • malattie reumatiche
  • infezioni
  • neoplasie
  • traumi
  • turbe metaboliche e del turnover osseo

Nel gruppo delle lombalgie extravertebrali figurano quelle da cause neuromeningee, viscerali  (gastrointestinali, urologiche e ginecologiche) e vascolari (aneurisma dell’aorta addominale).

Lombalgie particolari sono quelle da cause generali, quali stati febbrili, influenza, raffreddamento (lombalgia “a frigore”).  Più cause di lombalgia possono coesistere nello stesso soggetto.

Introduzione

L’ernia del disco è veramente la causa della lombosciatalgia?

Quando si dice ad un paziente che ha almeno una protrusione del disco intervertebrale, lui sarà convinto per tutta la vita che quello è il suo problema.

In realtà ci sono studi scientifici pubblicati nelle più importanti riviste di medicina che mostrano l’alta percentuale di soggetti sani con ernia o protrusione discale, circa l’80%.

In rari casi l’ernia comprime il nervo e ne compromette la funzionalità.

Trattamento

Il metodo di Diagnosi e Terapia Meccanica Mc Kenzie è un ottima terapia per il dolore lombare, cervicale e dorsale e intercostale anche irradiato verso l’arto superiore, inferiore.

E’ stato ideato 40-50 anni fa in Nuova Zelanda dal Fisioterapista Robin Mc-kenzie.

Come viene classificato il dolore che origina dalla colonna verteberale?

Il dolore meccanico si suddivide in 3 sindromi:

1 Derangement

2 Disfunzione

3 Posturale

Un paziente di nome Smith stava seguendo una terapia di ionoforesi da tre settimane senza risultato, a fine trattamento il dottor Mckenzie gli disse di sdraiarsi prono su un lettino in un altra stanza.

Questo lettino aveva lo schienale alzato, ma Smith si sdraiò senza abbassarlo, quindi con la schiena inarcata all’indietro.

Dopo un quarto d’ora arrivò Robin Mc kenzie stupito dalla posizione assunta dal paziente e gli chiese come si sentiva, questo rispose che il forte dolore era sparito.

Da quel giorno sviluppò questo metodo che ora si segue in tantissime nazioni al mondo.
La sindrome da derangement è la più diffusa e corrisponde a uno spostamento di una parte del disco vertebrale che ostacola il movimento.

Il paziente soffre di lombosciatalgia, cioè il dolore origina dalla colonna lombare e s’irradia lungo il nervo sciatico fino al piede.

Alcuni movimenti ripetuti e posizioni statiche migliorano i sintomi o li centralizzano, cioè se il forte dolore si estende anche all’arto inferiore con la terapia tende a scomparire su coscia e gamba pur restando nella zona lombare.

Questo è un ottimo risultato anche se il fastidio a livello della schiena aumenta di intensità, spesso accompagnato da un miglioramento dell’ampiezza del movimento.

Altri movimenti, invece, causeranno un peggioramento dei sintomi o una periferalizzazione, cioè un peggioramento del dolore all’arto inferiore oppure un’estensione verso il piede.

In quest’ultimo caso bisogna cambiare questo movimento o posizione.

La maggior parte dei pazienti ottiene beneficio da posizioni ed esercizi in estensione, ma ci sono anche pazienti che peggiorano con l’estensione.

La sindrome da disfunzione è presente in pazienti con tessuti molli retratti, cicatrici o aderenze, che in certi movimenti vengono allungati e danno una fitta o fastidio.

I sintomi sono provocati nell’ultima parte di alcuni movimenti, per esempio una disfunzione in flessione dà fastidio solo quando le ginocchia sono nella posizione più vicina alle spalle.

Il dolore dev’essere presente da almeno 6 settimane.

A riposo il paziente sta sempre bene.

La terapia consiste nella ripetizione dei movimenti che provocano dolore fino a rendere i tessuti più elastici.

La sindrome posturale è presente in pazienti con età minore di 30 anni, causato dal mantenimento di posture che mettono in tensione i tessuti molli.

Generalmente questo dolore è causato da una posizione seduta scorretta con la testa in avanti, ipercifosi dorsale e ridotta lordosi lombare.

Esercizio Flessione da Seduto.

I soggetti interessati da questa sindrome hanno uno stile di vita sedentario oppure praticano sport e appena finiscono l’attività si mettono in pessime posizioni (stravaccati).

Dopo l’attività fisica è più facile avere questo disturbo perché i tessuti sono facilmente deformabili.

A riposo i pazienti non avvertono sintomi.

Il metodo Mckenzie NON guarisce dall’ernia del disco

Come funziona?

Il primo trattamento consiste in una valutazione accurata dei sintomi del paziente per accertarsi che questa terapia possa far guarire o attenuare i sintomi e per capire la terapia più adatta da impostare.

Il giorno successivo si controlla se il programma ha portato miglioramenti ed eventualmente si modifica.

Nelle settimane seguenti il paziente dovrà continuare a casa il programma di esercizi o posizioni mantenute e la modifica di posture.

In questo modo riesce a “curarsi da solo”, evitando di assumere farmaci che danno sollievo temporaneo.

E’ un metodo non invasivo che in molti casi porta alla scomparsa completa dei sintomi.

E’ sufficiente un controllo a settimana per verificare l’andamento dei sintomi, la correttezza nell’esecuzione degli esercizi e l’eventuale modifica del trattamento.

La ginnastica posturale o gli esercizi per la lombalgia possono essere in:

Flessione; quando le spalle si avvicinano alle ginocchia.

Estensione; consiste nell’inarcare la schiena indietro come per guardare in alto.

Rotazione in flessione; consiste nel sollevare le gambe da supino e ruotare il bacino verso un lato.

Scivolamento laterale; si inclina la schiena da una parte o dall’altra con le braccia distese lungo i fianchi.

Il terapista può applicare forze aggiuntive, mobilizzazioni o manipolazioni se gli esercizi svolti dal pazienti non fossero sufficienti.

E’ importante impostare un programma terapeutico personalizzato perché possono esserci differenze anche tra pazienti con la stessa sindrome.

Alcuni potrebbero avvertire dolore o fastidio assumendo posture in carico, mentre altri potrebbero avere problemi a rimanere in certe posizioni per molto tempo.
Molti pazienti e terapisti sentendo parlare di Mckenzie pensano sempre al movimento di estensione per la schiena e il collo, ma non è così perché spesso si devono eseguire rotazioni, flessioni laterali o movimenti combinati.

La valutazione è necessaria per comprendere il tipo di mal di schiena, quali movimenti possono ridurre l’intensità dei sintomi e quali possono invece aumentarla.

Evidenza clinica

In pazienti con una sintomatologia non grave, gli esami di diagnosica per immagini (risonanza magnetica, TAC, ecc) possono fornire falsi positivi o falsi negativi.

Se l’80% dei soggetti con Bulging o protrusione discale non avverte nessun sintomo, questo dimostra che non c’è una relazione causa effetto tra il dolore e la discopatia.

Gli studi scientifici dimostrano che il riposo a letto non migliora la sintomatologia, anzi dopo 48 ore può dare un aggravamento della sintomatologia.

Fino a 10/20 anni fa i medici consigliavano il riposo a letto, inoltre prescrivevano il collare al collo dopo un intervento chirurgico, questi rimedi si sono rilevati controproducenti e oggi le terapie proposte dai medici sono basate sul movimento e sulla fisiochinesiterapia.

Il metodo di diagnosi e terapia meccanica Mckenzie si basa su alcuni concetti in cui esiste evidenza scientifica:

Esercizio terapeutico

Correzione posturale

Educazione

Manipolazioni (si eseguono solo in pochi casi solo dal medico).

Ci sono studi che dimostrano come la centralizzazione del dolore verso la colonna vertebrale sia un elemento positivo del trattamento, un livello intermedio tra i sintomi iniziali e la guarigione.

E’ fondamentale rimarcare che il benessere della schiena è indipendente da alterazioni anatomiche come l’ernia del disco.

La regione lombare

La cosa più importante da analizzare quando si presenta un paziente con dolore nella zona lombare è l’intensità e l’esatta localizzazione dei sintomi.

La regione anatomica dell’anca è spesso coinvolta e il dolore può non originare dalla schiena, ma dal gluteo o dall’inguine.

Ci sono tanti test che si possono fare per comprendere l’origine dei sintomi, inoltre si deve stabilire se l’origine è meccanica, cioè se il dolore si avverte con i movimenti oppure se non è influenzato da piegamenti, rotazioni o estensioni.

Posizione mantenuta Mckenzie sui gomiti.

In ogni caso si deve sempre fare una corretta valutazione perché il mal di schiena può essere causato da patologie non legate al  lesione discale

Controindicazioni

Inspiegabile calo di peso corporeo.

Dolore in qualunque momento della giornata, con intensità maggiore a riposo.

Pessimo stato di salute.

Assenza di riflessi/patologie neurologiche.

Pazienti in cura con cortisonici da molto tempo.

Tossico dipendenti (solo droghe iniettate).

Frattura anche se solo presunta dopo un trauma.

Nessun tipo di movimento o posizione migliora i sintomi.

L’età è una controindicazione relativa perché oltre i 60 anni spesso i pazienti hanno altre patologie che possono causare dolori lombari o cervicali,malattie reumatiche in stato acuto.
Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori 

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