DONNE NEL BUIO

DEDICA

Voglio dedicare questo libro a tutte le donne, a tutte le donne che sono il fondamento della vita, a tutte le donne silenti, a tutte le donne che soffrono, a tutte le donne che amano, a tutte le donne che attendono qualcosa dal resto dell’umanità, ovvero da noi uomini.

Recensione di Andriulli Debora

In questa raccolta di racconti, la sensibilità di Vito Coviello    tocca le corde più intime del dolore femminile Le sue,        sono donne        che   hanno        conosciuto         notevoli sofferenze ma che, con grande coraggio, sono riuscite a
ricostruire la propria vita ripartendo da zero. Donne nel buio è un inno al coraggio delle donne di rimettersi in gioco         e, come     lui     stesso        dice  in      una sua poesia, di tornare  a       volare.

 INTRODUZIONE

Donne nel buio è una raccolta di storie di alcune donne, forse in generale di tutte le donne. Donne che per un motivo o per un altro, si sono ritrovate nel buio degli occhi, nel buio del cuore, nel buio della vita, nel buio della morte. Donne che però con la luce di Dio sono ritornati a volare. Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, ma forse non gli riuscì tanto bene e pensò bene di creare la donna, e con lei la possibilità di donare la vita. Da allora la donna è l’unica che può dare la vita. Ha lasciato a lei tutto il peso dell’universo, donne nel buio che comunque sono e saranno sempre nella luce di Dio e torneranno a volare.

GIORGIA

Giorgia, giovane maestrina si era sposata molto presto, aveva dato a suo marito 3 figli, un maschietto e 2 femminucce. La vita sembrava sorridergli, ma ad un cero punto il buio, un glaucoma, le tolse la vista, diventò cieca. Allora il marito, invece di aiutarla e starle vicino per il suo dolore, la lasciò e gli portò via anche i figli, perché una cieca non poteva badare ai suoi figli da sola. Il giudice diede ragione al marito. Lei nel suo buio e nella sua disperazione avrebbe voluto farla finita, ma non ebbe il coraggio. Passò un anno, il bambino più piccolo stava male, quasi per morire, allora il marito pensò che fosse giusto portarlo alla madre. Giorgia vegliò suo figlio giorno e notte, pregando. Dio ebbe pietà di loro, il bimbo si salvò. Passarono gli anni, una delle figlie, ormai diciottenne, ebbe un incidente con la moto, si presentò dalla madre con la gamba ingessata ed il bastone. Chiese alla madre se voleva che rimanesse con lei. Giorgia fu   felicissima e così la figlia rimase con lei e dopo qualche giorno anche l’altra figlia tornò da lei. Aveva riavuto tutti e 3 i suoi figli. Giorgia ha iniziato a sorridere alla vita, non fa più la maestra ma scrive delle poesie bellissime che parlano d’amore, di felicità, delle sue perdite, ma soprattutto dei suoi figli.

Tratto da: Onda Lucana® by Vito Coviello

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