LA RIABILITAZIONE DOPO L’INTERVENTO DI RICOSTRUZIONE DEL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE DEL GINOCCHIO

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori 

INTRODUZIONE

Il ginocchio è forse, tra le articolazioni del corpo umano, quella che gode maggiormente dei vantaggi derivanti dai progressi delle tecniche chirurgiche utilizzate per la riparazione dei suoi costituenti anatomici, e dall’evoluzione continua nel campo della biomeccanica e dall’anatomia funzionale riguardo la sua specificità funzionale.

A tutt’oggi l’intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore viene effettuato frequentemente per  riparare danni riportati in ambito sportivo o quotidiano, e consente con sempre  maggior successo di recuperare la piena funzionalità. Naturalmente assieme alla tecnica chirurgica un ruolo fondamentale lo svolge la riabilitazione.

Seguire un adeguato programma rieducativo dopo l’intervento è indispensabile per il ripristino della completa funzionalità e il ritorno alla piena attività.

Con questo lavoro si intende proporre l’elaborazione di un protocollo riabilitativo per  ricostruzione di legamento crociato anteriore del ginocchio partendo da un’analisi dei suoi elementi costitutivi, per poi descrivere le fasi in cui esso si sviluppa, ed infine una breve casistica.

20161027845446_sequenza-01.immagine029_L900X500

RUOLO DELLA RIABILITAZIONE

Il ruolo della riabilitazione dopo intervento di ricostruzione, di legamento crociato anteriore è oggi importante quanto la tecnica chirurgica per ottenere buoni risultati clinici e funzionali.

REVISIONE ED ANALISI

Si rende necessario compiere un’analisi degli elementi che possono intervenire in un protocollo riabilitativo.

CRIOTERAPIA

L’efficacia del freddo nel ridurre l’infiammazione dopo l’intervento chirurgico è universalmente accettata, è la CRIOTERAPIA, tecnica molto usata sin dall’antichità, è oggi ampiamente usata, per la riduzione di eremo.

È in effetti consuetudine usare la crioterapia nell’immediato postoperatorio e dopo la seduta di esercizi. Va sempre ricordato che il tempo massimo di tenuta ogni volta è 15 minuti per non provocare necrosi cutanee da ustioni.

MOBILIZZAZIONE PASSIVA E CONTINUA

La mobilitazione passiva e continua è un metodo per facilitare il recupero attraverso strumenti che eseguono la flesso estensione inizialmente a 30 gradi

Ovviamente gli apparecchi devono essere posizionati da professionisti del settore per evitare stress indesiderati.

Meglio sarebbe il coinvolgimento attivo del paziente nel trattamento, anche con una MOBILIZZAZIONE manuale autogestita.

ELETTROSTIMOLAZIONE

L’uso dell’elettrostimolatore è oggi in discussione.

In letteratura non esistono risultati univoci circa i benefici.

CARICO CORPOREO

Anche la sollecitazione del carico corporeo dopo ricostruzione del LCA i dati presenti in letteratura sono discorsi.

In linea generale la maggior parte degli attuali protocolli presenti in riabilitazione consente la ripresa del carico in 2-3 giornata, con ausilio di due canadesi, il carico viene gestito dal paziente in base alla sua tolleranza, per arrivare al carico totale e libero dagli ausili nei 30 giorni.

TUTORI

I TUTORI per la riabilitazione sono stati ideati per permettere un movimento protetto e controllato del ginocchio leso ed operato.

Molti chirurghi e  riabilitatori  consigliano l’uso del tutore nell’intervento di l.c.a.

La loro funzione è quella di contrastare abnormi movimenti che potrebbero compromettere l’intervento.

Essi hanno un fulcro centrale regolabile a diversi gradi di flessione ed estensione, Mentre nelle barre laterali stabilizzato l’atto in lateralità

IDROKINESITERAPIA

La terapia acquatica è considerata come un valido metodo riabilitativo. I risultati terapeutici dell’esercizio in acqua possono essere riassunti a: sollievo dal dolore; riduzione del tono muscolare e induzione di rilassamento; ripresa e mantenimento della attività muscolare; miglioramento e mantenimento dell’articolarita’; miglioramento della coordinazione; miglioramento dell’attività cardiocircolatoria; supporto psicologico.

GINNASTICA PROPRIOCETTIVA

La riabilitazione  delle capacità propriocettive del ginocchio è importante quanto la ripresa della forza e della e dell’aricolarità.

L’importanza del ruolo del L.C.A nella stabilità e nella capacità propriocettiva del ginocchio è ben documentata.

Un trauma e un intervento chirurgico possono reprimere queste capacità; pertanto il training propriocettivo è un valido strumento di riabilitazione, oltre che di prevenzione e di riduzione di ulteriori traumi al neolegamento.

 

PROTOCOLLO RIABILITATIVO

Un protocollo riabilitativo non può venir elaborato in modo standardizzato, e non può venir elaborato in modo standardizzato, e non può essere applicabile rigidamente ad ogni paziente. Occorre sempre valutare parametri quali la tecnica chirurgica, eventuali lesioni associate, la condizione fisica e psicologica del paziente.

FASE PRE-OPERATORIA

La preparazione all’intervento chirurgico è importante al fine di ottenere un buon recupero in seguito.

Dopo il trauma, se esso è recente, il lavoro riabilitativo è volto a controllare il dolore e ridurre il versamento articolare con ghiaccio e riposo, ed a ripristinare se possibile l’articolarità del ginocchio leso, in modo da non arrivare troppo deficitario all’intervento. Se la lesione è cronica occorre comunque cercare di recuperare la forza e il tono muscolare prima dell’intervento.

PRIMA FASE (1 2 SETTIMANA)

Questa fase prevede il recupero della motilità e la riattivazione muscolare del ginocchio, controllando gli stress agenti sul legamento ricostruito.

Già in seconda giornata si inizia con la mobilizzazione passiva, sia svolta dal terapista che  autogestita dal paziente; preferibilmente non si utilizzano gli elementi motorizzati salvo rare eccezioni.

La deambulazione è concessa dal 3 giorno, una volta tolti i drenaggi, a carico parziale con l’aiuto delle canadesi ed il tutore; Generalmente si arriva al carico totale entro le 4 settimane.

Gli esercizi di questa fase sono:

flesso estensione della caviglia

mobilizzazione manuale della rotula

cocontrazione di quadricipite e ischiocrurali ad angoli di 40, 60, 90, gradi di flessione del ginocchio

contrazioni isometriche del quadricipite a ginocchio flesso oltre i 30 gradi.

Flessione attiva del ginocchio fino ai gradi consentiti in posizione supina, prona e seduta

streching ischiocrurali

Da eseguire due volte al giorno con sessioni da 10 a 50 ripetizioni per esercizio.

Crioterapia per circa 20 minuti al termine della sessione di esercizi. Si può fare elettrostimolazione al quadricipite e agli ischiocrurali a ginocchio esteso.

SECONDA FASE ( 3 E 4 SETTIMANA)

In questa fase si registra il recupero dell’articolarità, che generalmente torna ad esser completa verso la 6 settimana, e un recupero sempre maggiore della forza muscolare.

Si comincia a deambulare senza tutore e/o senza canadesi.

Si continua con gli esercizi appresi nella prima fase, introducendo il potenziamento muscolare a carichi leggeri, inizialmente  2 kg, per poi incrementare via via.  Inoltre si eseguono esercizi di:

estensione attiva del ginocchio esclusi gli ultimi 30 gradi

squat (o flessioni sulle gambe) fino a 30 45 gradi in carico bipodalico.

Postura  in estensione passiva in posizione prona con peso alla caviglia.

Si inizia il lavoro in acqua con i diversi tipi di deambulazione tra cui i calci in acqua e la simulazione di corsa e pedalata.

Verso la fine di questa fase si può iniziare la cyclette a resistenza zero, dieci minuti per tre o quattro volte con il sellino più o meno alto.

Fondamentale continuare lo stretching dei muscoli posteriori della coscia e l’eletrostimolazione. Ad intensità più elevata.

TERZA FASE ( SECONDO MESE)

L’articolarita’ del ginocchio deve essere ormai completa. Talvolta il deficit di flessione attiva viene eliminato con il potenziamento degli ischiocrurali.

Se permane limitazione è necessaria la MOBILIZZAZIONE del fisioterapista per forzare l’articolarita’.

La deambulazione deve essere svolta autonomamente e senza l’aiuto di ausili. Utilizzando lo specchio per evitare le anomalie.

Si continuano gli esercizi delle fasi precedenti aumentando  il carico.

Si può iniziare il nuoto libero e pinnato, ad eccezione della rana che causa eccessivo stress del ginocchio.

Viene utilizzato l’appoggio bipodalico su piani instabili  ed ad occhi chiusi nel mantenimento dell’equilibrio. Percorsi in appoggio anche sull’auto operato.

Se si ha la possibilità di utilizzare la macchina isotonica macchine leg press leg cult. Da progressività ridotta e carico zero aumentando.

QUARTA FASE ( 3 E 4 SETTIMANA)

Esercizi fase precedenti mantenuti. Già dalla fine del secondo mese si può utilizzare la bicì di strada. Prima sul piano poi in salita per tratti sempre maggiori.

Quando il paziente ha recuperato l’80% della forza del quadricipite ed ischiocrurali   si può iniziare la corsa su terreni morbidi. A velocità e tempi sempre maggiori.

Una volta appresa la corsa si introducono esercizi di agilità

1 corsa sul posto a ginocchia alte

2 corsa in laterale ed all’indietro.

3 corsa in cerchio ed a zig zag.

4 start e stop veloci ed improvvisi.

5 cambi di direzione sempre più bruschi.

QUINTA FASE ( 5 E 6  MESE)

In questa fase si propongono esercizi e si intensificano le esercitazioni di destrezza e forza. Esercizi di salto e pliometria .salto con la corda e salti da diverse altezze. In appoggio mono e bipodalico.

Ora si preparano gli esercizi tecnici sportivi dello sport praticato dall’atleta.

Il ritorno alla piena attività sportiva è alla fine di questo periodo.

Portare se necessario ancora il tutore e attivare un programma che preveda il potenziamento muscolare.

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori 

 

Annunci