Prefazione

Ecco una storia vera, narrata anche dal libro Pane e Lavoro. Io, che ho vissuto personalmente questi fatti di cui, la mia famiglia ne pagò un prezzo molto alto. Ho preferito usare il dialetto, con l’italiano accanto per descrivere la poesia. Sono fatti successi nel 1956, un un inverno micidiale, con neve che ha seppellito case e con soccorsi giunti in eccessivo ritardo. Non c’era lavoro… Ma tanta fame, ed è per questo che di protestava.

La gente era arrabbiata, lavori già finanziati da tempo, e non cominciati, in quanto la politica voleva aprire questi cantieri, prima delle elezioni a venire, in modo da sfruttare l’occasione per acquisire voti alle urna. Ma da tempo, troppo tempo non si lavorava a Rotondella e un inganno di un politico, fattibile giorni della protesta mandò in furia i cittadini…che iniziarono una vera battaglia contro comune e forze dell’ordine, messe a difendere le istituzioni. Battaglie che si estesero poi in vari paesi lucani, in uno di questi, vi fu un morto.

NO’NGER’R, NE PAN E NE FATIG

Tratto da:Onda Lucana® by Domenico Friolo

N’da quira casaredd

facijr gel e fridd,

In quella piccola dimora, faceva freddo e c’era gelo

e nda quir mur,i iurn

r Jnnar jern curt e scur

e dentro quelle mura, i giorni di gennaio erano brevi e bui

Mamma mej,

Mia madre

m tnier abbrazzat,

stritt, stritt

Mi teneva nelle sue braccia stretto, stretto

ndi vrazz suj

e m ravijr calor

Nelle sue braccia, mi dava calore,

p m ngavrà u cor.

Jerm ndù, cinquatasei*

(mi riscaldava il cuore, eravamo nel cinquantasei *)

nda nott,

ropp ri duj

nella notte, passata la seconda ora

a voc r Moran

e d Cicc,

la voce di Morano e di Ciccio

ammucciat,

facijn segn,

Nascosti, indicavano con segni

ravijn nom e suprannom,

a quir vnut cu camij

davano nomi ed soprannomi

a quelli venuti su autocarri

ra Mater, pà rrstà,

i scioperant, ri iurn arret,

da Matera, per arrestare gli scioperanti dei giorni passati

pur, minorenn e femm’n pren…

…Ma ndà stu trament,

anche minorenni e donne gravide, ma nel frattempo

a cricc ri signur,

evijn fatt scungurià

la cricca dei signorotti, avevano fatto scomparire

nu uaglion cunta buscia,

il giovane che aveva accusato con bugie

pa via r Napul,

p nunn’i fa,

alliscià u pil,

per proteggerlo da ripercussioni violente

ra chi avija capit,

r com jern iut i fatt.*

(1956 da chi aveva capito, sul come si erano svolti i fatti.*) 1956.

Tratto da:Onda Lucana® by Domenico Friolo

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