Occhio a De Magistris: sarà l’outsider delle europee?

Tratto da:Onda Lucana® by Marco Di Geronimo

Luigi De Magistris ha dato disponibilità ad accogliere i migranti in mare. Il Sindaco di Napoli ha scritto al comandante della SeaWatch3 per chiedergli di dirigersi verso il porto di Napoli. E ha garantito la presenza di venti imbarcazioni del Comune per caricare i profughi, nel caso in cui Salvini persistesse a impedirne lo sbarco.

È questa la ragione per cui De Magistris potrebbe passare lo sbarramento alle europee. L’ex magistrato, pur non avendo grande caratura ideologica, appare lanciatissimo come nuovo leader della sinistra radicale. Ciò che resta di PAP e ciò che resta di LEU potrebbero accodarsi alla sua Coalizione Civica in vista delle europee.

Lo slancio che il partenopeo impone da anni alla sua linea comunicativa è sorprendente. Non è un caso che si guardi a lui come il populista di sinistra. Le sue sparate riempiono i titoli di giornali: ma va detto che si tratta di un populismo accettabile per gli elettori progressisti. Al di là della mera contestazione, gli atti eclatanti del Sindaco di Napoli fanno molta più impressione di cento appelli dalle colonne di Repubblica.

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La sinistra, condannata a una serie infinita di ripartenze, scambia ogni essere vivente per il nuovo messia. Anche De Magistris potrebbe fare questa fine. Se il giorno dopo le europee la sua lista incassasse un insuccesso, i quadri dei partiti “incartati assieme” non aspetterebbero molto a scaricarlo. Ma non è detto che andrà a finire così.

Il primo cittadino infatti ha una verve utilissima in questo periodo nebuloso. Per la prima volta un cartello della sinistra radicale sarebbe guidato da un personaggio ardente. In genere trovare la guida è sempre il punto più difficile: gli «azionisti» si accordano spesso su un nome di compromesso. Che è perciò debole, attentissimo ai mutamenti di corrente.

Stavolta è stato il futuro generale a chiamare a raccolta i vessilli. Con un tempismo perfetto: proprio quando a sinistra regna non solo la confusione, ma la disperazione. È chiaro che al suo appello risponderanno in molti: Potere al Popolo nasce a Napoli e non viaggia tanto distante dalle posizioni di “Giggino”. Anche Rifondazione è allo sbando, per tacere di tante altre microsigle (come il PCI). E da qualche parte dovrà anche andare Un partito di sinistra o quel che sarà il LEU 2.0 di Pietro Grasso.

Ha chiuso decisamente la porta, invece, Roberto Speranza. Con un intervento all’assemblea del 16 dicembre, il politico potentino ha detto no «all’ennesimo cartello» guidato da «leadership esterne». Articolo Uno quindi si tiene fuori. Ma naviga a vista. Un sondaggio di pochi giorni fa lo attestava all’1.4%. E i continui riferimenti di Speranza al fatto che il PD è «storicamente finito» lasciano immaginare che l’attesa del Congresso dem dovrà pur contare qualcosa nella strategia di MDP.

Si attrezza così la piccola armata brancaleone di Luigi De Magistris. Il quale sta pian piano alzando la tensione e conquistando francobolli di etere a livello nazionale. La lettera alla SeaWatch3 è un messaggio implicito: sto arrivando. E quando la campagna elettorale di maggio comincerà, c’è da scommettere che lui potrebbe essere un outsider non da poco.

Anche perché quasi tutti dimenticano un fattore fondamentale. Il 4 marzo si è registrato un flusso di voti dal PD al M5S. Che la sinistra avrebbe potuto, ma non ha saputo intercettare. Di Maio ha fatto il pieno al Sud. De Magistris è di Napoli. E dalla diga 5Stelle, scorre forse già un piccolo rivolo…

Tratto da:Onda Lucana® by Marco Di Geronimo

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