DONNE NEL BUIO

DEDICA

 Voglio dedicare questo libro a tutte le donne, a tutte le donne che sono il fondamento della vita, a tutte le donne silenti, a tutte le donne che soffrono, a tutte le donne che amano, a tutte le donne che attendono qualcosa dal resto dell’umanità, ovvero da noi uomini.

INTRODUZIONE

 Donne nel buio è una raccolta di storie di alcune donne, forse in generale di tutte le donne. Donne che per un motivo o per un altro, si sono ritrovate nel buio degli occhi, nel buio del cuore, nel buio della vita, nel buio della morte. Donne che però con la luce di Dio sono ritornati a volare. Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, ma forse non gli riuscì tanto bene e pensò bene di creare la donna, e con lei la possibilità di donare la vita. Da allora la donna è l’unica che può dare la vita. Ha lasciato a lei tutto il peso dell’universo, donne nel buio che comunque sono e saranno sempre nella luce di Dio e torneranno a volare.

L’ULTIMO SALUTO DI ROSARIA

 Vito e Rosaria, per un certo periodo, erano stati colleghi, ma soprattutto erano diventati amici, e quell’amicizia rimase per sempre.

Rosaria indossava una divisa, era una donna integerrima, conoscitrice della legge e incorruttibile, una ragazza con un cuore grandissimo.

Non si persero di vista perché, negli anni successivi, Vito e Rosaria si ricordavano sempre di farsi gli auguri per Natale, per San Vito, per Santa Rosaria, certo ognuno dei due aveva una vita differente.

Rosaria si era sposata, aveva avuto una figlia che gli aveva dato una nipotina ed era felicissima. Lo stesso fu per Vito, si sposò ed ebbe una figlia. Col tempo, Vito era diventato cieco, Rosaria per questo era dispiaciuta e anche se non si vedevano più, era rimasta quella grande amicizia, pura, semplice e sincera.

Capitò anche una volta che Vito fece domanda per un lavoro nell’ufficio dove lavorava Rosaria ma non ebbe risposta, per questo Rosaria andò a scartavellare e a cercare la sua domanda tra mille e, immediatamente, fece avere una risposta a Vito.

Gli anni passavano e ad un certo punto, capitò che Rosaria si ammalò di un cancro, doveva fare la chemio, e le comportava andare fuori dalla nostra regione. Rosaria non voleva essere di disturbo al marito perché doveva rimanere fuori per giorni, e allora, preferì rimanere a curarsi qui.

I giorni passarono, i mesi passarono, arrivò Natale e Vito chiamò per fare gli auguri, ma i colleghi gli dissero: “Rosaria non c’è più, è morta l’altro ieri.”

Vito avrebbe voluto darle l’ultimo saluto, ma nessuno l’aveva informato.

“Ora che sei in cielo Rosaria prega per me.”

Tratto da: Onda Lucana® by Vito Coviello

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