I giovani piloti scappano in Giappone

Tratto da:Onda Lucana® by Marco Di Geronimo

Quando un pilota non riesce a entrare in F1, va in Giappone. È questa la tendenza che si sta affermando negli ultimi anni. La mancanza di sbocchi dopo la Formula 2 (ma spesso anche prima) costringe i giovanotti a fare le valigie. Per emigrare in SuperFormula.

Si chiama così il campionato più veloce del Giappone. Una serie che davvero poco da invidiare alle categorie propedeutiche europee. E che ha l’ambizione di sfidare la Formula 1 e la IndyCar Series, le due categorie più scattanti del mondo.

Inutile dire che anche nella terra del Sol Levante la bandiera tricolore sventola alta nel cielo. Come volevasi dimostrare, Gianpaolo Dallara ha colonizzato anche le isole al di là del Mar Giallo. Sua è la SF14, la monoposto con cui la serie ha gareggiato dal 2014 a oggi. L’anno prossimo verrà sostituita. Ma niente panico: da un’altra Dallara.

La SF19 farà il suo debutto quest’anno. Promette molto bene: in uno shakedown ha abbassato di 2 secondi la pole position fatta segnare dalla SF14 al circuito del Fuji. La monoposto ha un motore NRE capace di sviluppare 600 cavalli (nulla da invidiare alle F2). Dall’anno prossimo tenterà di moltiplicare i sorpassi, spostando il carico aerodinamico dalle ali all’effetto suolo.

E forse è la competitività della vettura a convincere i baby europei a “ristagnare” dall’altra parte del mondo. Gli ultimi della lista sono Dan Ticktum e Lucas Auer, rampolli alla corte Red Bull. D’altra parte la squadra anglo-austriaca aveva mandato anche Pierre Gasly in terra nipponica, prima di affidargli la Toro Rosso (adesso è stato promosso nella squadra principale).

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Ticktum e Auer sbarcheranno nella terra dell’Imperatore grazie a una joint-venture tra il team Motopark e B-Max. In particolare sorprende la scelta di Dan Ticktum, che dopo aver perso il campionato europeo di Formula 3 (ma vinta la coppa del mondo a Macao) sembrava lanciatissimo verso la Formula 2. Se Mick Schumacher, suo rivale, quest’anno correrà nella sorellina minore della F1, a maggior ragione l’avrebbe dovuto fare Ticktum. Perché? Perché il britannico ha addirittura preso parte all’ultimo round di F2, ad Abu Dhabi, arrivando 11° alla gara lunga.

Non è un percorso inusuale. Ralf Schumacher, il fratello del grande Michael, decise di emigrare al di là dell’Asia. Scelta vincente: portò a casa il campionato 1996, e l’anno dopo correva in Formula 1 per la Jordan. Anche Pedro De La Rosa, pilota F1 e poi a lungo collaudatore in McLaren, fece una comparsa nel campionato giapponese. All’epoca però si chiamava Formula Nippon: il cambio di denominazione è avvenuto soltanto nel 2013.

Vedremo se la scelta di correre in Giappone si riconfermerà una carta valida. Intanto, Ticktum e Auer sono stati già coinvolti nei rookie test di inizio dicembre. Tra l’altro, registrando anche un crash a bilancio del britannico. Ma la stagione non è neanche iniziata, e la Red Bull ha investito molto sul suo rampollo.

Al punto da trascurare il “gradino di sopra”: e così si è trovata a dover assumere Albon in sostituzione di Gasly. Una volta promosso il francese, era rimasto un posto libero in Toro Rosso. Peccato che Ticktum non disponesse dei punti sufficienti per ottenere la SuperLicenza (la patente della F1, che si conquista in base alle performance nelle categorie minori). E dunque i bibitari hanno già trovato chi sostituirà Ticktum al “gradino di sotto”, casomai servisse. È Juri Vips: ha corso coi colori Red Bull a Macao, e si è formato nella Formula 4 italiana.

Tratto da:Onda Lucana® by Marco Di Geronimo

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