Rieducazione della spalla operata (eccettuate le protesi) seconda parte

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori 

Tecniche di rinforzo muscolare

Il lavoro muscolare si effettua contro resistenza manuale o utilizzando elastici con resistenza crescente. La sollecitazione muscolare deve essere simile alle modalità abituali di contrazione del muscolo: statica, concentrica o eccentrica. Questi differenti esercizi vengono eseguiti in posizione corretta della gleno-omerale, con una messa in tensione preliminare dei depressori estrinseci in modo da evitare qualunque fenomeno doloroso durante i movimenti.

Depressori

 Il gran pettorale ed il gran dorsale vengono sollecitati durante l’abbassamento attivo della testa omerale, componente preparatoria al movimento di adduzione nel piano scapolare associata ad una rotazione interna e ad una leggera antepulsione per il gran pettorale e ad una leggera retropulsione per il gran dorsale.

Rotatori

Possono essere stimolati elettricamente tramite corrente transcutanee con stimoli eccitomotori di bassa e media frequenza.

Deltoide

Anche le stimolazioni elettriche transcutanee, con l’impiego di impulsi eccitomotori, sono utili. Il deltoide viene rinforzato nella sua funzione di elevatore dell’arto superiore, ma anche con un lavoro specifico e distinto dei diversi fasci: anteriore, medio e posteriore.

All’inizio senza resistenza, il rinforzo del deltoide viene eseguito successivamente contro resistenza manuale, tenendo conto delle differenti posizioni di progressione (decubito dorsale, posizione semiseduta, posizione seduta)

Il rinforzo del deltoide tiene conto della presenza di lesione della cuffia dei rotatori e di conflitto sottoacromiale, che condizionano le posizioni capaci di evitare il conflitto ( massimo fra 70 e 120 gradi di elevazione).

Altri gruppi muscolari

Da una parte bisogna rinforzare i fissatori della scapola,vale a dire i romboidi, il trapezio ed il gran dentato; dall’altra parte bisogna, rinforzare il bicipite brachiale che, con il suo capo lungo, svolge un ruolo di ricentraggio articolare gleno-omerale durante l’abduzione. Il bicipite brachiale può essere rinforzato in statica contro resistenza tranne il caso di patologia tendinea del suo capo lungo.

Isocinetica

 Nei soggetti giovani, sportivi e nel quadro dell’instabilità di spalla, è utile proporre una valutazione isocinetica ed una fase di rinforzo isocinetico alla fine della rieducazione, questo per preparare il soggetto sportivo alla ripresa dell’attività. Il programma sportivo deve essere adattato a ciascun caso e tener conto dello sport praticato.

Idrochinesi terapia

Quando la cicatrice lo consente e se il centro di rieducazione dispone di una piscina, molto utile è anche la rieducazione in acqua a 35 gradi la balneoterapia permette di mettere a proprio agio il paziente per il fatto di essere rilassante e distensiva. Inoltre facilita il lavoro di mobilizzazione, che deve essere precoce.

Il paziente seduto su una seggiolina nell’acqua, può eseguire confortevolmente le rotazioni, l’antepulsione tenendo la spalla immersa nell’acqua. Può essere messo in posizione orizzontale, che consente movimenti attivi e passivi vicino allo zenit. Può eseguire movimenti analitici e più globali, senza resistenza o con la resistenza causata dall’acqua. La disponibilità di un getto d’acqua consente il massaggio muscolare, ed il massaggio nelle zone dolenti.

Riprogrammazione neuromuscolare e propriocettiva

Viene iniziata in posizione statica e poi dinamica su un piano prima stabile e poi instabile con una resistenza prossimale e poi distale. Gli esercizi vengono guidati manualmente ed anche verbalmente. Una volta appreso l’esercizio la resistenza viene aumentata in intensità e durata e poi viene inversione lenta e rapida , con stabilizzazione ritmica e multidirezionale. La postura del soggetto è importante, come sono il numeri e le superfici di appoggio. Lo scopo è di ottenere una reazione adeguata in termini di intensità, velocità e direzione in risposta ad uno stimolo esterno, con un corretto posizionamento della spalla. Gli esercizi vengono eseguiti in catena cinetica aperta e chiusa.

Autorieducazione

Una rieducazione eseguita in ambito ambulatoriale o di ricovero non può essere efficace se il paziente non vi prende parte attivamente. Questa autorieducazione deve comprendere esercizi di facile esecuzione che hanno lo scopo di mantenere una mobilità articolare completa, chiedendo al paziente di controllare il buon posizionamento della spalla. Viene raccomandato al paziente di eseguire minisedute di rieducazione di 5-10 minuti ciascuna, più volte durante la giornata e, alla fine del programma , di effettuare di fronte allo specchio in modo da avere un buon controllo visivo della posizione della spalla. Il lavoro personale, che ha come scopo la mobilizzazione, può essere completato in alcuni casi dal rinforzo muscolare, con un kit di elastici e maniglie in modo da consentire al paziente di eseguirli a domicilio.

Tratto da: Onda Lucana® by Monica Splendori 

splendorimonica@gmail.com

 

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